BERTOLANI, ROSSO ALL’ ANTICA COLLEZIONE ALFREDO 2015… IN MUSICA di Thomas Coccolini Haertl

Bertolani, Rosso all’Antica Collezione Alfredo 2015
Zucchero, Oro Incenso & Birra, 1989

rosso-antica-alfredo-vino-cantina-bertolani

Ritorno nuovamente su qualcosa di fortemente territoriale, in questo caso sia per il vino sia per il disco, per una logica di abbinamento del tutto ruspante, emiliana verace.
L’ Emilia da alcuni decenni rappresenta uno dei luoghi più in fermento dal punto di vista musicale, avendo dato vita ad alcuni dei più grandi cantautori italiani, per primo il bolognese Lucio Dalla con tutta la sua scuola di pensiero (Ron, gli Stadio di Gaetano Curreri, Luca Carboni), poi solo in ordine di tempo il modenese Vasco Rossi, considerato il rocker italiano per eccellenza, cercando però di non fare un torto a Ligabue da Correggio, l’altra faccia del rock made in Italy. Potrei guardare al passato con i Nomadi di Novellara, potrei tornare a Bologna con Guccini, capite che in poche centinaia di chilometri quadrati c’è davvero l’eccellenza musicale nazionale, in una terra di motori e di Parmigiano-Reggiano ove anche il vino da sempre è cultura e tradizione. E non ho dimenticato Zucchero Sugar Fornaciari, reggiano verace e portavoce del blues bagnato dal Lambrusco.

Rosso all’Antica nella selezione in produzione limitata Collezione Alfredo, in onore del fondatore Alfredo Bertolani, è un Reggiano Lambrusco DOC di grande tradizione, realizzato con grandissima cura nella vinificazione con le uve Salamino, Marani e Ancellotta. La cantina risale al 1920, anno in cui Alfredo, mediatore di uve, inizia la costruzione che dura 5 anni basando il suo lavoro sulla grande conoscenza delle terre di Scandiano e sul motto semplicità, onestà e pulizia, perseguito costantemente fino a oggi attraverso i figli Vincenzo e Nemesio, anche nelle difficoltà della seconda guerra mondiale. In anni non sospetti, già nei ’50, lontani dalle mode, Vincenzo era apprezzato produttore di vino bianco lavorando il 40% delle uve Spergola di tutto il territorio, oggi vitigno molto in voga. La capacità di selezionare la materia prima e lavorare bene in cantina viene trasmessa al figlio Giancarlo, quindi la terza generazione introduce innovazione tecnologica in cantina e accresce la longevità del vino, ricordando che nel 1976 la Pro Loco di Scandiano selezionerà i suoi bianchi per il riferimento della Doc emiliana. La vita e il vino scorrono fino agli anni ’90 che segnano la rinascita della Spergola e la Doc Colli di Scandiano e di Canossa, oltre alla cura della messa in bottiglia in atmosfera modificata per risolvere definitivamente il problema di ossidazione del vino e questo spiega anche la capacità di offrire, fuori dalle usanze del Lambrusco, bottiglie di annate precedenti, come il caso della selezione Collezione Alfredo. Alla quarta generazione, con Nicola, Andrea (ottimo chitarrista) ed Elena, nasce la nuova struttura della cantina con la costruzione caratterizzata da uno spettacolare grande tetto in legno lamellare e contemporaneamente la vendita dei vini sul mercato globale. Nicola e Andrea, giusto per sancire una volta per tutte la vicinanza fra musica e vino, sono 2 dei 5 membri della storica band reggiana Wild Junkers che nel 2016 ha pubblicato Twenty Five, un doppio vinile per la Spergolino Records.

Il percorso musicale di Zucchero (classe 1955) all’ inizio è stato difficile, ricordiamo il piazzamento al penultimo posto con Una notte che vola via a Sanremo 1982, dopo Vasco Rossi con Vado al massimo, quindi l’anno dopo ci riprova e poi, nel 1985, arriva ancora penultimo con Donne, quando ancora il suo stile era il pop italiano che iniziava a mischiarsi con blues e R&B. Il disco della svolta è Rispetto del 1986, pieno di atmosfere Rhythm & Blues, e l’Italia intera lo scopre, poi lo eleva al cantante italiano più in voga con Blue’s del 1987 e sulla scia di questo successo arriva il capolavoro, ovvero Oro Incenso & Birra del 1989.

Il Collezione Alfredo è un vino che conferma tutte le aspettative che si possono avere del nostro territorio emiliano. La spinta tannica più efficace che emerge dai Lambrusco al passo coi tempi rende perfetto l’abbinamento con i nostri lessi e le carni al carrello tipiche della ristorazione emiliana, dove ancora si può trovare questo tipico modo di servire i secondi (ristoranti Arnaldo – Clinica Gastronomica – Canossa e Da Probo in primis). Collezione Alfredo, con una spumantizzazione fine e non invadente, è dunque un Lambrusco perfetto per i secondi, aprendo con un ventaglio di profumi di frutta rossa e sottobosco, con un palato complesso arricchito anche da note speziate, chiude con una piacevole adeguata sapidità e una buona persistenza. La struttura di questo vino ricorda da vicino alcuni ottimi ancestrali, fra cui Cleto Chiarli (Lambrusco del Fondatore) e Lusvardi (Grato), ma anche Medici Ermete con Phermento, accomunato al Grato dal tappo a corona, come a ricordare che una volta si imbottigliava il vino così, in casa.

Quando uscì Oro Incenso & Birra, l’Italia era pronta ad accogliere un disco nuovo di Zucchero, però con delle aspettative molto alte e il cantante reggiano riuscì ad essere assolutamente all’ altezza. Fu un disco vendutissimo, uscì a metà giugno del 1989 e divenne richiestissimo anche all’ estero, ricordiamo infatti gli oltre 8 milioni di copie vendute (!). Io di quel periodo in particolare ho un ricordo molto curioso. Frequentavo una compagnia di amici fra cui un mio compagno di liceo di origini della Valsassina e infatti in agosto di quell’ anno eravamo tutti là a scorrazzare per le valli, fra il lago di Lecco e le montagne e dalle nostre auto usciva, casualmente e simultaneamente, uno dei brani del nuovo album di Zucchero. Incredibile, un fenomeno di massa. Oggi, dopo quasi trent’ anni, è eccezionalmente attuale, con dettagli che nei dischi internazionali a seguire sono diventati scontati, fra cui ad esempio la costruzione dei brani con un finale definito e non in fading, come si usava da tanti anni in ambito pop (vedi infatti U2, Achtung Baby del 1991, in cui tutti i pezzi si chiudono con un finale non sfumato), e poi i brani sono attaccati fra loro, dettaglio anche questo rivoluzionario per quegli anni, se si considerano non facenti parte di un concept album. Prodotto da Corrado Rustici, Oro Incenso & Birra vanta una lista di collaborazioni musicali prestigiose fra cui Clarence Clemons, Jimmy Smith, Eric Clapton, Rufus Thomas, non da ultimo Francesco De Gregori, che scrisse il testo di Diamante, la canzone capolavoro di Zucchero. Il disco è registrato bene, non regala grandi profondità e strati di frequenze da disco in vinile di qualità top, del resto come tante stampe italiane non può certo essere confrontato con pubblicazioni canadesi, americane e tedesche, ma in fondo restituisce bene gli strumenti e la complessità degli arrangiamenti oggi ancora attuali. È difficile scegliere fra i brani, tutti in sequenza perfetti: Overdose (d’amore), Nice (Nietzsche) che dice, Il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro a una tendina di stelle… Poi ancora Madre dolcissima, dall’ inizio gabrieliano (Peter Gabriel, ndr) o alla Pink Floyd, notevole davvero soprattutto nel grande finale corale. Il disco continua con Diavolo in me, un irrefrenabile R&B davvero trascinante con un giro di basso perfetto, direi il successo assoluto di Zucchero di sempre, poi Iruben me, la mia preferita, anche questa un brano pop davvero complesso, direi una suite pensata confrontandosi con i grandi autori d’ispirazione contemporanea (non ultimo Robbie Robertson) e ancora A wonderful World, forse il singolo più noto e trasmesso dalle radio, estratto da questo album, quindi arriva la citata Diamante e tutto finisce dopo circa 40 minuti complessivi di ottima musica con Libera l’amore su musiche di Ennio Morricone.

Vorrei quindi finire davanti ad un bel piatto di cotechino con le lenticchie e lingua con salsa verde, sentendo da lontano la voce in traccia della nonna di Adelmo Fornaciari che sulle ultime note di Diamante chiama: “‘Delmo, ‘Delmo vijn a ca’ (Adelmo vieni a casa, ndr)”, restituendomi una immagine dell’Emilia quasi felliniana, densa di sapori e tradizioni a tavola, con al centro la bottiglia Rosso all’ Antica con la sua bella etichetta Collezione Alfredo.