CERASUOLO DI VITTORIA, UN VINO DI CARATTERE di Francesca Fiocchi

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Francesca Planeta. Un cognome simbolo dell’enologia siciliana. La incontriamo mercoledì scorso da Caractère, in piazza della Scala, a Milano. Non è arrivata sola: con lei il Cerasuolo di Vittoria (da ‘cerasa’, in dialetto siciliano ‘ciliegia’), gustose ciliegie e pomodori di Pachino maturati al sole, insomma un pezzo di Sicilia e una nota di colore in una Milano piovigginosa. Il capoluogo meneghino diventa una vetrina di promozione dell’ isola. Si continua mercoledì 16 maggio fino a domenica 22 luglio con ‘Inseguendo Donnafugata’, illustrazioni di Stefano Vitale, vino e Sicilia in mostra tra arte, musica e letteratura al Fai – Fondo Ambiente Italiano. Il 28 maggio è la volta di Firriato, altro storico marchio del vino siciliano, con wine tasting e show cooking ai Chiostri dell’Umanitaria. Una full immersion che ci porterà a conoscere in modo più approfondito le radici enogastronomiche isolane.

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Caractère è un brand di abbigliamento per donne di carattere. Quale miglior accoppiamento? Francesca Planeta ha personalità da vendere e sa coniugare carisma, fermezza e dolcezza come Raine Hodgson, la stilista che ha messo le ali alla griffe puntando sullo slow fashion e quindi su un’ estetica che è anche uno stile di vita. Come il il Cerasuolo di Vittoria, un classico per chi vuole bere siciliano e insieme all’Etna una delle denominazioni più ‘hot’ sul mercato in questo momento. Cerasuolo che è il primo vino e l’ unico in Sicilia a Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Il Cerasuolo di Vittoria nasce nel Ragusano, tra Gela e Modica: sono solo 300 ettari contro i 110mila dell’ intera regione: per capirne la vastità basti pensare che il Piemonte ha la metà della superficie vitata. Le bottiglie prodotte nel 2017 sono 870mila. Siamo tra il mare e i monti Iblei. Ma il suo territorio comprende altre due province: Caltanisetta e Catania. Vittoria è il cuore della produzione. Siamo più a sud di Tunisi. La coltivazione della vite sull’ isola è presente dai tempi della colonizzazione dei Greci in epoca pre romana, quindi 500 anni prima di Cristo. Sono pochi ma validi i produttori di Cerasuolo di Vittoria (non più di venti nella zona).

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VISIONE COMUNE. “La nostra forza è che abbiamo tutti la medesima mentalità e siamo incanalati in un’ unica direzione per la valorizzazione di questa Docg”, commenta Francesca Planeta. “C’è sistema, e quindi serietà, quando tutti i produttori la pensano allo stesso modo quanto a produzione, vinificazione e stile”. L’ azienda è di derivazione materna. “Nel ’97 abbiamo iniziato a piantare frappato e nero d’ Avola, dal cui blend scaturisce il Cerasuolo di Vittoria. È un vino straordinario perché piace ai grandi esperti e a chi lo è un po’ meno. Ha profumo e caratteristiche subito riconoscibili. È finemente fruttato, versatile, piacevole”.

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Nel bicchiere profumi e freschezza più che potenza e concentrazione, questo grazie al suolo di sabbie rosse di natura calcarea e silicea. È un vino che fa solo acciaio. Il Frappato apporta eleganza e complessità alla forza caratteriale del Nero d’ Avola. Grande la corrispondenza gusto olfattiva: frutti rossi freschi, nitidi fragola, ciliegia e melograno, tannini morbidi ed equilibrati e un’ acidità vivace percorsa da una vena sapida e salmastra. Da disciplinare entra in commercio il 1° giugno successivo alla vendemmia, ma Planeta aspetta qualche mese in più.

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Ci immergiamo in cinque territori unici. A Diego Planeta, papà di Francesca, il merito di aver rilanciato la Sicilia negli anni ’80. A lui si deve quello che è chiamato il rinascimento vinicolo siciliano. “È stato il primo a usare i soldi dello Stato per rilanciare completamente l’ isola. Non c’è oggi produttore che non gli riconosca questo merito. Un vero apripista che ha capito due cose, ossia che le due grandi economie della Sicilia sono gli uliveti e la vigna. Noi oggi aggiungiamo anche il turismo”, continua Francesca. L’ olio è prodotto nell’ oasi naturale di Capparrina, a ridosso delle spiagge di Menfi.  Un’agricoltura attenta, in chiave di sostenibilità ambientale, energie rinnovabili, tutela del paesaggio e materiali riciclati.

VINO, OLIO E OSPITALITÀ. Il resort di Menfi, tra Sciacca e Selinunte, è il luogo ideale per un turismo slow: boutique, hotel con 14 camere, un ristorante gourmet. Tutte le cantine delle cinque tenute sono visitabili. Qui sorge la più grande, dove l’ azienda produce il  super cru Cometa, 100% Fiano, e il famoso Chardonnay Planeta. Proprio da Menfi è partita la storia della famiglia e, dal 1995, dell’ azienda. Nella tenuta di Ulmo, 260 ettari sono stati piantati i primi vigneti, a pochi metri dal lago Arancio e dal baglio del ‘500 che da 17 generazioni è di proprietà della famiglia. La natura è sovrana tra i sentieri del bosco La Segreta e i resti del millenario Palmento Fenicio. Ma non finisce qui. Anche nelle altre quattro tenute vino e cultura del territorio si intrecciano. A Capo Milazzo, nel nord dell’ isola, incontriamo la tenuta La Baronia, che con i suoi 8 ettari è la più piccola ed è specializzata in Nero d’ Avola e Nocera. Qui si è tornati a produrre il vino preferito da Giulio Cesare, il Mamertino. L’ Etna, invece, significa tenuta Sciaranuova, sul versante nord, a pochi chilometri dalla  spettacolare cantina di Feudo di Mezzo, che è perfettamente integrata nel paesaggio e si trova al centro di un giardino di pietra originato da una colata del 1566. Le prime viti sono state piantate nel 2008, tra rocce laviche e boschi intorno a Passopisciaro, una delle zone più rinomate per la produzione di vino. Planeta tra gli antichi terrazzamenti ha realizzato un anfiteatro naturale per eventi culturali, come il teatro in vigna. A Noto si decolla nel 1998, con la tenuta Buonivini, nell’ omonima contrada dove il vigneto è punteggiato da case sparse, piccole abitazioni rurali aperte all’ospitalità. A Vittoria, nella tenuta Dorilli, di impronta Liberty, si producono Nero d’ Avola e Frappato dai primi del 900. Dorilli per Planeta rappresenta la seconda tappa del viaggio, subito dopo Menfi: è il 1997 quando decidono di puntare sul Cerasuolo di Vittoria, con possibilità per il visitatore di soggiornare nelle camere dell’ antico casale.

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L’ azienda nasce nel ’95 a Menfi dal connubio di 2 generazioni: papà Diego, la figlia Francesca e suo cugino Alessio. Ma il territorio vanta una storia vinicola da 17 generazioni, per la precisione dal 1500. La scommessa è di puntare sulle varietà autoctone, come carricante, frappato, nerello mascalese, nero d’ avola, moscato di Noto, grecanico, e sugli internazionali come chardonnay, syrah, merlot, cabernet. “La nostra regione sta crescendo nel mondo perché abbiamo fatto una grande operazione di marketing come Doc Sicilia, investendo molto come consorzio”, spiega Francesca. Planeta è presente in 70 Paesi. “All’ estero amano la nostra storia, la famiglia, l’ Italia. E noi gli regaliamo il sogno”.

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