LA TOSCANA DEGUSTATA DA NOI…

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Da Aleandro Olmastroni, a Le Volte, sembra di fare un tuffo nel passato. In un passato medievale di armi, cavalieri e vini. È da lui il nostro primo stop and go in Toscana. La sua bottega ed enoteca artigiana nel cuore di Castellina in Chianti (che non solo sopravvive ma fa affari d’oro) prende il nome dalle volte in pietra dei cunicoli che attraversano l’antico borgo etrusco. Ad ogni passo si incontrano veri e propri atelier del gusto, maestri d’arte che intarsiano il legno e trasformano con la loro creatività i materiali più svariati in pezzi unici. Siamo nel cuore del Chianti Classico, fra Firenze e Siena, in un luogo che sa di fascino d’altri tempi. Sono settantamila gli ettari vitati da cui si produce il Chianti Classico, identificato dal simbolo del gallo nero, spalmati in otto comuni fra cui Castellina. Qui c’è veramente l’imbarazzo della scelta: ovunque richiami di enoteche e wine bar dove la qualità è assicurata. Noi scegliamo Aleandro: ci colpisce la sua squisita cortesia e quella del suo collaboratore alsaziano Gilles, che non è scontata; il fermarsi a spiegare i prodotti a vere e proprie frotte di stranieri non sempre preparati, altro elemento non scontato, perdendo quei cinque minuti che creano il dettaglio di stile e ti fanno intuire che si tratta del proprietario; i tavolini in legno minimal sul retro del locale, sotto le volte storiche, dove i vini sono accompagnati da taglieri con salumi toscani, selezioni di formaggi, schiacciate all’olio e bruschette al pomodoro e basilico che rendono l’aperitivo un piccolo trionfo di sapori, un momento del gusto che ci fa amare la Toscana ancora di più. A prezzi ragionevoli. Con possibilità di spedizione in tutto il mondo, in Italia e in Europa a costo zero. Avete capito bene: si beve e ci si può far recapitare a casa i vini allo stesso prezzo di vendita in enoteca. Un plus che crea appeal.

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La bottega, aperta dal 1960, inizialmente solo come ortofrutta, e ristrutturata nei primi anni ’90, mantiene un ambiente rustico, informale perfettamente contestualizzato nel borgo, che fa respirare la vera anima della Toscana. Abbiamo assaporato una regione proiettata verso un turismo internazionale, piena zeppa di visitatori stranieri che vengono qui perché vogliono trovare una proposta differenziata e tipica, e per questa sono disposti a spendere. Una Toscana che ci è piaciuta, viva, ricca dal punto di vista enogastronomico, con un turismo lento ed ecosostenibile. Una ricerca dell’Università di Bergamo e della World Food Travel Association ha eletto la Toscana come regione italiana preferita per il turismo enogastronomico (che ha segnato un +30%), seguita da Sicilia e Puglia. “Sono arrivato qui per imparare l’italiano, lavoravo in un albergo, poi Aleandro mi ha preso con lui e non sono più andato via”, ci racconta Gilles.

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Il Chianti Classico, frutto di un terroir unico, ha come protagonista il Sangiovese di qualità superiore, in percentuali che possono variare dall’80 al 100 per cento. Le altre uve ammesse sono canaiolo, colorino, cabernet sauvignon e merlot. Aleandro mi chiede cosa portare al tavolo. Io lascio fare a lui, purché sia Chianti Classico. Due le proposte (azzeccate): San Leonino Al Limite 2015 e Brancaia Riserva 2013. Con San Leonino (Bertani Domains), cru da una sola vigna, siamo in una terra di confine tra Firenze e Siena, di contrasto tra le argille e il tufo alberese, tra clima continentale e quello più temperato del sud della regione. Ecco perché il nome Al Limite per un sangiovese in purezza, dallo stile tradizionale: fermentazione in acciaio, macerazione di 18 giorni, 18 mesi in botti di rovere di Slavonia da 30 hl e in vasche di cemento. Esplosivo al naso con uno speziato scuro, un floreale di viola e tanta frutta matura: ciliegia, amarena, mammole, more di gelso, sottobosco di piccoli frutti neri e rossi. Al palato è sapido, asciutto, di buona tannicità, freschezza e bevibilità. Aderente allo stile del produttore, al territorio e al vitigno sangiovese qui perfettamente riconoscibile.

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Solo un 20% del Chianti Classico diventa riserva. Riserva che richiede un invecchiamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 3 di affinamento in bottiglia. Brancaia fu l’amore a prima vista di due svizzeri, Brigitte e Bruno Widmer, che nel 1981 acquistarono l’azienda in totale stato di abbandono per ottenere solo due anni dopo i primi risultati improntati alla qualità estrema. Questo Chianti Classico è 80% sangiovese e 20% merlot, maturati in tonneaux e in barriques metà nuovi e metà usati. Il suolo argilloso restituisce uve per un vino viscerale, elegante e ricco al naso, di austerità gustativa. Il bouquet di grande finezza è giocato su piccoli frutti rossi maturi, spezie, cuoio, con richiami balsamici e minerali. Al palato tende al morbido vellutato, è persistente, bilanciati calore e freschezza. Profondità e innumerevoli sfumature. Ideale con piatti saporiti della tradizione toscana.

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Ah, dimenticavo che da Aleandro e Gilles si possono trovare anche degli ottimi gelati artigianali… Garantito da noi!

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