PREMIO CASATO PRIME DONNE, UNA STORIA LUNGA VENT’ANNI. Di Francesca Fiocchi

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Il Premio Casato Prime Donne 1999-2018 è diventato un libro (Agra Editrice) che celebra i suoi primi vent’anni attraverso i grandi protagonisti. Nato come sviluppo del prestigioso Barbi Colombini premia ogni anno al teatro degli Astrusi di Montalcino i migliori contributi giornalistici e fotografici che riguardano il territorio e il vino Brunello. La cerimonia si è tenuta domenica scorsa, quattro i riconoscimenti per la sezione giornalistica: “Io e Montalcino”, “Premio Consorzio del Brunello di Montalcino”, “Montalcino, la sua storia, la sua arte, il suo vino” descritti da una donna e il premio fotografico sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia”. Il Premio Prima Donna, assegnato dalla presidente della giuria Donatella Cinelli Colombini, che riconosce una donna italiana o straniera che si è particolarmente distinta per coraggio ed eticità di comportamenti e che con il suo impegno ha valorizzato la presenza femminile nella società e nel lavoro, se lo è aggiudicato Sara Gama, difensore e capitano della Juventus e della Nazionale. Sara è l’esempio di un’Italia pulita, che crede nei valori universali e aggreganti dello sport. Madre triestina e padre congolese, è simbolo di un’integrazione riuscita e di una decisa lotta per le pari opportunità in ambito sportivo, ancora lontano in Italia da un’effettiva uguaglianza di genere per quanto riguarda parità salariale, trattamenti contributivi e sanitari, prestigio. Un gender gap molto avvertito in Europa, meno in Italia dove le calciatrici sono considerate eterne dilettanti: non esistono donne professioniste e questo le porta ad essere escluse dalle tutele della legge 91/1981 in materia di assicurazione contro i rischi, trattamento pensionistico e tutela sanitaria. Ci complimentiamo con Donatella Cinelli Colombini per questa scelta (oltre che per i suoi vini). Il Premio è stato infatti l’occasione per offrire uno spaccato culturale del nostro paese e riflettere su temi politici e sociali di parità e di uguaglianza, fondanti una società civile, società purtroppo ancora imbrigliata nelle logiche del sessismo, dove il corpo diventa simbolo delle differenze fra uomini e donne. Speriamo che qualcuno si muova, che qualcosa si muova anche grazie al contributo di un mondo del vino che ha posto il focus sul problema. “Con l’auspicio”, si legge nella dedica di Sara, “che il calcio e il vino siano strumento di emancipazione delle donne”. Forse non tutti sanno che più di metà delle ragazze abbandonano lo sport nell’età della pubertà, il cosiddetto drop-out, per una serie di stereotipi condizionanti e autolimitanti e per gabbie mentali che riducono lo sviluppo delle potenzialità. “Il caso italiano è frustrante per le atlete e umiliante”, conclude. Grinta, personalità, perseveranza nello sport e nello studio hanno spinto la Mattel a dedicarle una bambola Barbie con le sue sembianze. La motivazione del premio nelle parole della giurata Daniela Viglione: “Una grinta in grado di ispirare ogni bambina a perseguire sempre i propri sogni”.

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Gli altri vincitori sono stati scelti sulla base di azioni incisive nella divulgazione del territorio in cui nascono i vini Brunello e Orcia. Il Premio “Io e Montalcino” è stato assegnato al giornalista del Gambero Rosso, nonché portabandiera dei vini e dei vitigni delle isole minori, Andrea Gabbrielli, in collegamento dall’Asia. Anna Pesenti Buonassisi legge la sua motivazione: “Iniziando dalla vendemmia Gabbrielli considera, attraverso i suoi servizi, il vino non solo un prodotto ma un testimonial importante del ‘Made in Italy’. Quando scrive di vino, allarga la sua visione a tutti gli aspetti che il vino da sempre comprende: da quello propriamente economico (…) a quello paesaggistico (…) a quello artistico (…) a quello turistico. E infine, a quello psicologico per i momenti speciali che riesce a creare in diverse e disparate situazioni in cui si può trovare l’essere umano”.

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Il Consorzio del Brunello di Montalcino ha premiato il giornalista Gioacchino Bonsignore per i servizi televisivi intitolati Gusto Divino, trasmessi dal Tg 5 il 18 febbraio 2018. Nella motivazione di Patrizio Cencioni si legge “per essere riuscito a portare la tradizione enogastronomica montalcinese nelle case di milioni di italiani (…) coinvolgendo moltissime realtà, dalle più grandi e conosciute alle più piccole e meno note, portandole alla ribalta con una narrazione sempre interessante, curiosa e approfondita”.

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(In foto da sinistra, Francesca Colombini Cinelli, Anselma Dell’Olio, Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi)

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Riceve il premio “Montalcino, la sua storia, la sua arte e il suo vino” descritti da una donna la giornalista Cristina Conforti di Unomattina per il servizio televisivo andato in onda il 19 marzo 2018. Nella motivazione di Anna Scafuri si legge che la Conforti “ha saputo, con sensibilità e tocco femminile, testimoniare l’atmosfera e le emozioni vissute a Montalcino durante l’ultima anteprima di Benvenuto Brunello molto intensa e ricca di spunti di riflessione per produttori, enologi e giornalisti arrivati da tutto il mondo”. Ad aggiudicarsi il premio per fotografie sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” è Bruno Bruchi, la cui foto è stata scelta da una giura popolare di 50 membri fra le cinque finaliste.

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(Sopra, la foto vincitrice)

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(Sopra da sinistra, Anna Scafuri e Anna Pesenti Buonassisi, due delle sette prestigiose giurate del Premio Casato Prime Donne)

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(Stefania Rossini de l’Espresso legge la sua motivazione)

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(Daniela Viglione, già vincitrice dei premi Marisa Bellisario e Minerva, Commendatore della Repubblica )

Ma vediamo la giuria, un team di professionisti e personalità presieduto da Donatella Cinelli Colombini. A cominciare da Rosy Bindi, toscana di Sinalunga, in provincia di Siena, già ministro e presidente della Commissione Antimafia dal 2013 al 2018. Con loro la giornalista ed esperta di cinema, nonché femminista storica, Anselma Dell’Olio (moglie di Giuliano Ferrara); Anna Pesenti, già direttore dell’Istituto per lo Spumante Italiano Metodo Classico e autrice di diversi libri con Vincenzo Buonassisi; Stefania Rossini, redattrice di cultura, caposervizio di società e inviato speciale di attualità del settimanale l’Espresso; Anna Scafuri, caposervizio e inviata della redazione economia del Tg1; la manager ed economista Daniela Viglione, membro del CdA della Fondazione Eni Enrico Mattei e docente universitaria.

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Dopo le premiazioni il pranzo alla Fattoria del Colle, a Trequanda, per duecento invitati ospiti di Donatella Cinelli Colombini e di suo marito Carlo Gardini. La sera prima la cena esclusiva con l’inaugurazione del Fienile, la sala creata per i banchetti e le feste recuperando un antico rudere. Scenografica la torta realizzata da Francesco Elmi, membro dell’Accademia Italiana Maestri Pasticceri e titolare della pasticceria Regina di Quadri a Bologna, intorno alla quale si sono strette, oltre alla padrona di casa, Sara Gama e un’altra capitana coraggiosa, una ragazza malata di sclerosi multipla che con la sua danza ha saputo raccogliere in pochi gesti il senso delle parole del capitano della Juventus: “Ricordati che puoi essere tutto ciò che desideri”. Basta volerlo.

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(In foto sopra, Francesca Colombini Cinelli e Anna Pesenti Buonassisi)

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DSC_0229.JPGLunga vita a Montalcino e al suo premio più rappresentativo!

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