INTERVISTA A…? Di Francesco Antonelli

Inizia oggi il nostro ciclo di interviste a grandi personaggi del mondo del vino e dell’economia. Il primo è il critico e giornalista nonché produttore vitivinicolo Giorgio Melandri. A WineStopAndGo racconta il suo progetto di valorizzazione territoriale.

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Che cos’è Mutiliana e da quanto tempo esiste?

Mutiliana è un progetto di lettura territoriale che è andato a fuoco negli anni man mano che aumentava la mia capacità di leggere i vini di Romagna e la mia consapevolezza sul linguaggio del vino. Leggere il vino, e in particolare i territori, è come imparare una lingua: all’inizio è tutto complicato, poi nel tempo tutto diviene naturale. E con la confidenza arrivano le sfumature. Negli anni ho cominciato ad apprezzare i vini di Modigliana, erano esattamente nel mio gusto. In più c’era la storia di Castelluccio che mi permetteva di leggere certi dettagli in prospettiva. Ho capito che un certo registro verde poteva essere nobile e aggiungere nel tempo complessità. Nel dicembre 2014 ho chiesto a Francesco Bordini se potevamo scegliere una collezione di vigne di sangiovese nelle tre valli che salgono da Modigliana verso l’Appennino (Ibola, Tramazzo e Acereta) e vinificarle in modo completamente naturale tenendole separate. Lui mi ha detto si, abbiamo scelto le vigne che sono gestite agronomicamente da noi, comprato alcune piccole vasche di cemento e con la vendemmia 2015 siamo partiti.

Quali sono le caratteristiche pedoclimatiche delle tre vallate coinvolte e come si traducono in bottiglia?

Ibola è la vallata con le caratteristiche più estreme: qui le arenarie diventano quasi pure a discapito della componente marnosa, le altitudini raggiungono le quote più rilevanti e i boschi diventano protagonisti assoluti. L’Ibola è la valle più chiusa, quella dove le uve maturano tardi, anche alla fine di ottobre. Il Sangiovese qui si esprime su un registro austero ed elegantissimo, con una bocca salata e tagliente e tannini rarefatti. Il naso ha profumi floreali e un accenno terroso che anticipa la grande mineralità della bocca. La chiusura agrumata è una caratteristica dei Sangiovese dell’Ibola.

Tramazzo è la vallata centrale di Modigliana e si apre salendo verso il crinale e prosegue fin nel comune di Tredozio. I terreni sono figli di marne e arenarie con una piccola quanto significativa presenza di argille rosse ed ocra evolute, ma la quota elevata delle vigne, che supera i 600 metri di altitudine,  regala al sangiovese una grande finezza. Il naso è balsamico –elicriso, origano, salvia, eucalipto– e la bocca delicata e profonda. Un vino sottile che in bocca trova energia e infinite sfaccettature. Con il tempo il verde nobile di questi tannini evolve una straordinaria complessità.

Acerreta è la vallata di confine col territorio alto di Brisighella con il quale ha qualche similitudine. I terreni sono impasti di marne ed arenarie tendenzialmente sciolti, con dominanza di arenarie. Compare una piccola ma significativa quota di argilla che aggiunge ai vini un fruttato algido e la personalità di una trama tannica elegante, ma serrata e fitta. Le altitudini sono più contenute che nelle vallate precedenti ed i terreni più aperti sulla pianura consentono alle brezze marine di arrampicarsi in alto. Il Sangiovese cita qui la storia dei vecchi Ronchi di Castelluccio: vini cristallini e verticali, tutti carattere e longevità. Il naso è cangiante –genziana, melagrana, bosco, pioggia–  e la bocca è materica e piena, carnosa e affilata. Un vino di carattere, che esprime il frutto con nitidezza e chiude sulla sapidità e sulle raffinate note terrose tipiche dell’Acerreta. Sullo sfondo la nobile nota verde che si esprimerà negli anni sulla mineralità.

Come è cambiata l’annata in bottiglia, dalla prima vinificazione alle successive?

Sono vini pensati per avere longevità e la prima annata, la 2015, sta ancora aggiungendo dettagli all’architettura di base. È emozionante aprire le bottiglie e scoprire che sono cresciute. I Mutiliana sono vini che si possono anche dimenticare in cantina. Soprattutto è bello scoprire che quel verde, così combattuto dagli enologi arrivati in Romagna a partire dalla fine degli anni ’90, è una risorsa pazzesca che evolve note originali e sfaccettature. Diventa balsamico, terroso, agrumato. È la cifra di queste vigne alte insieme ad una grande finezza e alla freschezza della bocca.

 Mutiliana non è solo una produzione tua. È anche parte di un disegno più grande che coinvolge tutta Modigliana e i produttori limitrofi: con l’evento annuale “Modigliana Stella dell’Appennino” si è voluto tracciare una linea che dal faentino oltrepassa il confine regionale e come un lungo cammino unisce diverse declinazioni di Sangiovese. Quali sono state le scoperte principali di questo evento?

La Romagna è divisa in due grandi territori: le argille della prima quinta collinare  che ospita il 98% delle vigne e i terreni sabbiosi e sciolti figli delle marne e delle arenarie, due rocce sedimentarie. Si possono fare ottimi vini in entrambi i casi, ma con caratteri completamente diversi. Più materici e fruttati sulle argille, più eleganti ed austeri sulla marnoso-arenacea. Modigliana ospita la quasi totalità di queste vigne in alto e oggi c’è un gruppo di produttori che cerca di raccontare questa identità “di montagna”. Abbiamo coinvolto la Toscana perché cerchiamo un confronto senza barriere e anche perché l’ipotesi che si è fatta strada che vede i monaci vallombrosani protagonisti nella diffusione del sangiovese vede il territorio alto tra Mugello e Romagna come culla del vitigno. Sono mille anni di storia da raccontare e dobbiamo farlo insieme ai toscani.

 Sei un grande professionista del racconto del vino, perché hai sentito l’esigenza di firmare una produzione tua?

Perché questo è un modo militante di raccontare, un racconto fatto con uno strumento diverso dalle parole. È sempre successo nella storia questo “scambio” di ruoli. Cito due casi diversi. Il primo è quello di François Truffaut che nasce come critico e giornalista della rivista Cahiers du cinéma per poi diventare regista (da leggere l’intervista ad Alfred Hitchcock che è un manifesto per Truffaut) e il secondo è quello di Achille Bonito Oliva, critico d’arte che inventa di sana pianta un movimento, la Transavanguardia, aggregando un gruppo straordinario di pittori attorno a un’idea intellettuale ben espresso in un manifesto scritto da lui alla fine degli anni ’70. La verità è che ci piacciono gli schemi, ma credo che siano un’idea superata, il racconto si può fare in qualsiasi modo, l’importante è essere onesti sempre. Il vino di Modigliana è diverso, questo è il fatto attorno al quale tutto ruota.

Dove si possono acquistare i tuoi vini? C’è una lista di enoteche o un distributore di riferimento?

I vini di Mutiliana sono distribuiti da Vino e Design e sono dunque reperibili in tutta Italia.

rocca e paese.JPG

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(In foto sopra, arenarie Ibola)

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(Rocce sedimentarie di tipo terrigeno chiamate marne)

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