LETTERA APERTA AL MINISTRO

Sul numero 2 del Corriere Vinicolo del mese di ottobre Donatella Cinelli Colombini in una lettera aperta si rivolge al ministro Gian Marco Centinaio presentando l’associazione nazionale le Donne del Vino, di cui è presidente, e il progetto FUTURE. Propositiva come solo lei sa essere, con speranza e fiducia. Scrive: “Promuoviamo la cultura del vino, il consumo responsabile e il ruolo delle donne. Questo è il nostro mensile, si chiama DNews Il Corriere delle Donne del Vino ed è nato grazie all’aiuto di Unione italiana Vini, del suo presidente Ernesto Abbona e del direttore de Il Corriere Vinicolo Giulio Somma”. Poi il nocciolo della richiesta: “Le chiediamo di tenere a battesimo, con una conferenza stampa nel suo ministero, il progetto FUTURE. Si tratta di un archivio elettronico dove le nostre socie iscriveranno le attività formative rivolte alle ‘under 30’. Conterrà dunque proposte di stage, lezioni, visite didattiche, borse di studio, seminari, masterclass… e ogni altra attività utile alle giovani donne che pensano al vino per il loro futuro professionale. Le proposte saranno ricercabili per zona, data e tipologia. Il progetto nasce da un’idea di Alessandra Boscaini, delegata del Veneto e responsabile commerciale della Masi Agricola”. E continua: “Il progetto FUTURE si affianca a un’attività formativa iniziata nell’aprile 2018 e rivolta alle donne che già lavorano nel vino. Riguarda il ‘wine marketing di genere’, cioè la trasformazione della predisposizione naturale delle donne alla relazione e allo storytelling, in un tratto professionale che agevola il business”. Quindi l’appello al ministro  ad accompagnare le Donne del Vino in questo percorso di crescita che porta vantaggi a tutta l’economia italiana. Donatella Cinelli Colombini spiega che la componente femminile è alla guida del 28% delle cantine con vigneto, del 12% delle cantine industriali e che nel settore commerciale del vino il management rosa riguarda il 24,8% delle imprese al dettaglio e il 12,5% di quelle all’ingrosso (Fonte Cribis, la società del gruppo Crif). Sottolineando così il ruolo delle donne, una componente importante del comparto enologico italiano. E ricordando al ministro quanto da lui stesso evidenziato nei mesi scorsi sull’importanza dell’agroalimentare come attrattore turistico. “Dodici miliardi di euro di fatturato con i turisti e 110 milioni di presenze, non sono risultati trascurabili. Per me, che ho inventato la giornata Cantine Aperte e fondato il Movimento Turismo del Vino, è come il concretizzarsi di un sogno: l’enogastronomia che muove un quarto di turisti. Fantastico! Ebbene le Donne del Vino possono dare una spinta a questa tendenza favorevole: il sondaggio condotto nel 2016 sulle produttrici nostre socie ce le mostra come l’avanguardia di una nuova agricoltura attenta all’ambiente, orientata alla qualità, fortemente diversificata e capace di esportare. La metà delle Donne del Vino con cantina vende oltre il 50% del vino all’estero. Il 69% produce vini Doc/Docg, il 27,4% ha scelto il bio o il biodinamico”. E conclude: “Come vede, ministro Centinaio, le Donne del Vino hanno già sviluppato l’alleanza fra agricoltura e turismo e nella stragrande maggioranza sono dei veri talenti. Per questo le chiediamo di sostenere la nostra formazione”.

Siccome noi crediamo che uno dei compiti dei blog e dei giornali online sia, oltre quello di far circolare idee, condividere proposte intelligenti, ecco fatto.

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