IL CORRIERE VINICOLO 1928-2018. di Francesca Fiocchi

Da Il Commercio Vinicolo a Il Corriere Vinicolo di strada ne è stata fatta a livello di comunicazione e di racconto del vino. Sfogliando la prima copia de Il Commercio Vinicolo pensavo di trovare solo notizie legate al vino. È così, ma tra le righe si compone superbamente la società di quel tempo, un mood preciso, un modo di pensare e di vivere la vita attraverso il lavoro. Ringrazio Giulio Somma, direttore del Corriere Vinicolo, per avermi invitata, per aver invitato anche la nostra testata giornalistica online favorendo così il pluralismo dell’informazione. Perché oggi il mondo del vino è prima di tutto condivisione. I regali cartacei, come questo, li considero i più belli. Perché mi aiutano a capire un mondo che non c’è più in quei termini, aiutano chi è venuto dopo a comprendere più consapevolmente anche il suo presente. Unione Italiana Vini nasce nel 1895. “Allora il commercio del vino in Italia non aveva ancora un suo organo particolare, tutto suo, dedicato non soltanto agli interessi della classe, ma ad armonizzare questi interessi nel grande quadro della vita economica della nazione”, si legge sul numero 1, datato 1 dicembre 1928, di quello che allora si chiamava Il Commercio Vinicolo, direttore Arturo Marescalchi, e si pubblicava il sabato.

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(In foto, Ernesto Abbona, della cantina Marchesi di Barolo, presidente di Unione Italiana Vini)

La storia di un giornale che ha fornito uno spaccato importante del nostro paese attraversando quasi un secolo è stato l’argomento della tavola rotonda indetta da Unione Italiana Vini a Palazzo Bovara, a Milano, per i novant’anni del Corriere Vinicolo. Occasione anche per presentare il volume storico “Si pubblica il sabato. 90 di storia del Corriere Vinicolo”, in collaborazione con il Corriere della Sera. Un racconto appassionato sulle tecniche e le pratiche in cantina e in vigna, i gusti, gli stili ma anche i linguaggi e i consumi dal secolo scorso a oggi, arricchiti da aneddoti e testimonianze di Ernesto Abbona, presidente di Marchesi di Barolo e di Unione Italiana Vini, Luciano Ferraro, capo redattore centrale del Corriere della Sera, Attilio Scienza, professore di Viticoltura all’Università degli Studi di Milano, Luigi Moio,  professore di Enologia all’Università degli Studi di Napoli, Daniele Cernilli, direttore di Doctor Wine. A fare gli onori di casa Giulio Somma, che ha saputo raccontare in sintesi, ma non senza emozionare, una storia di uomini e donne, delle loro famiglie, del loro lavoro in un’Italia che stava profondamente cambiando e in un periodo in cui stavano profondamente cambiando proprio l’enologia, la viticoltura e il modo di concepirle.

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Unione Italiana Vini nasce, abbiamo detto, nel 1895. La borsa del vino nel 1927. Il primo passo verso la sua istituzione è la creazione di un salone di ritrovo per le contrattazioni vinicole. Quello di Unione Italiana Vini è il primo, confermandosi come il più elegante, il più completo “dove affluiscono, specialmente nelle giornate di mercato, commercianti, commissionari e mediatori d’ogni regione d’Italia”. Un modello, quello dei saloni, seguito successivamente da altre città: Padova, Genova, Nicastro per prime. Inizi affascinanti raccontati ne Il Commercio Vinicolo. “Un Salone cosiffatto rappresenta una comodità grande per coloro che si dedicano al commercio del vino: recapito, servizi di natura privata, telefoni, sale di scrittura, locale d’assaggio campioni, biblioteca vinicola, cassette di deposito e custodia sono a disposizione dei soci dell’Unione Italiana Vini e di quelle persone che chiedono e ottengono la tessera di partecipazione al Salone”. E Milano è il centro di questo rinnovamento, il fulcro, il primo esperimento in campo internazionale. Nel 1928 nasce il giornale voce ufficiale di Unione Italiana Vini: Il Commercio Vinicolo, la cui pubblicazione è sospesa nel 1944-1945, per poi diventare nell’epoca della Ricostruzione il Corriere Vinicolo, una testata di informazione che oggi interpreta tutta la filiera valorizzando l’eccellenza del vino italiano. Con una continuità nel cambiamento.

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