“L’ORIGINE DELLE UVE ANCHE SUGLI SPUMANTI”, DICE COLDIRETTI

thumbnail (2).jpg

Tiene banco in questi giorni la rettifica dell’europarlamentare del PD Paolo De Castro, che assicura: “Nessun rischio che i viticoltori europei possano chiamare ‘italiano’  il vino prodotto con uve straniere”. Facendo notare l’errore alla Commissione Ue che ha corretto il testo dell’atto in applicazione della normativa europea. Ma Coldiretti sottolinea l’importanza, per fermare il il falso Made in Italy, di adottare anche per gli spumanti generici una misura analoga a quella  che assicura l’indicazione di origine, e per cui è stata richiesta la rettifica, delle uve nelle bottiglie prodotte con vitigni internazionali (chardonnay, merlot, cabernet, sauvignon, shiraz). Coldiretti è grata dell’accoglimento delle proprie richieste con la rettifica del regolamento della Commissione del 17 ottobre 2018 ma chiede contestualmente l’indicazione di origine estesa a tutti gli spumanti generici. Un terreno in cui è facile barare, evidentemente.  Perché oggi, allo stato delle cose, viene indicato in etichetta solo il paese dove avviene la spumantizzazione ma non da dove provengono le uve. Ciò che Coldiretti vuole evitare è l’importazione di mosti e vini stranieri per la produzione di bollicine vendute come Made in Italy ma senza alcun legame con il nostro territorio. Una pratica da scoraggiare. Coldiretti chiede un’inversione delle politiche comunitarie in un settore delicato come quello dell’agroalimentare. Altro punto dolente è lo zuccheraggio, ossia l’aggiunta di zucchero al vino, consentito dall’Ue nei paesi del centro e del nord.  Ma è anche il caso del via libera al vino senza uva, con l’autorizzazione alla commercializzazione di vini da fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes. Una parità di trattamento a livello comunitario che pare non ci sia: da noi molti comportamenti ambigui verrebbero puniti come frode. Questo accade per l’estensione della produzione a territori non sempre vocati e senza una cultura enologica, pratiche comunitarie che finiscono per indebolire tutto il sistema europeo del vino. Compresa l’Italia, che vanta il più alto livello di controlli e regolamentazioni restrittive.

thumbnail (1).jpg

Anche noi di Winestopandgo ci auguriamo che come sempre non vengano adottati due pesi e due misure. Bella l’iniziativa di De Castro, ma deve essere  la prima di una lunga serie di chiarificazioni  a tutela della qualità del prodotto, della trasparenza  e quindi del consumatore, come sempre anello debole della catena. Continua Coldiretti: “L’Ue tollera anche la vendita sul mercato comunitario di pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose con la semplice aggiunta di acqua”. La presidenza di Coldiretti affidata a un viticoltore, Ettore Prandini, già fa sentire i suoi benefici effetti. La strada delle battaglie è lunga, lunghissima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...