L’ANIMA DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI

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“Il nostro è un progetto che mette al centro l’uomo”, ci racconta Alessandro, il figlio di Giuseppe “Bepi” Fanti che ieri ha ritirato per il papà novantenne il premio Vignaiolo dell’anno. Grande successo anche quest’anno per il Mercato dei Vignaioli Indipendenti a Expo Piacenza. Vignaioli che ancora una volta hanno deciso di tornare a raccontarsi in una maglietta. La maglietta rappresenta l’etichetta del vignaiolo italiano: la denominazione di origine di un buon vignaiolo non può che essere indipendente e gli ingredienti sono tre: uva, buonsenso e tempo. Un modo simpatico per focalizzare l’attenzione sul mondo Fivi, un mondo che è fatto da tanti piccoli produttori seri che alla logica dei numeri e dell’industria pongono al centro l’uomo e dopo il vino. Il vino è espressione di un’etica ma anche di uno stile di vita. Senza finzioni. Incontrare Bepi Fanti è un’esperienza umana prima che professionale. Lui che ci dice che del Manzoni Bianco 2008 ne ha fatte solo poche bottiglie per sé, la sua famiglia e un gruppo di amici, per il piacere di condividerle non di venderle, di stare insieme e raccontarsi intorno a un calice di vino. Personalmente l’ho trovato fantastico. Lui che dice, e non sono frasi fatte, che ama il suo territorio, l’ambiente, il paesaggio e che vuole contribuire nel suo piccolo a renderlo un posto migliore per le generazioni a venire. “Perché essere vignaioli indipendenti significa vivere il vino come fatto culturale, ambientale, sociale e poi come lavoro”. Ma è come lo racconta Alessandro Fanti che fa la differenza: con il cuore in mano, con la faccia onesta e le mani segnate dal lavoro nel “suo” Trentino. Senza finzione. Senza voglia di stupire. Anzi, farebbe a meno delle interviste. Sì, il mondo Fivi è veramente un universo a parte, fatto di brava gente che ancora ci crede, che crede nel sudore, nella propria terra, che parla con cognizione di causa, con ragione. Con parole misurate, pesate. E questo modo di esistere mi ha conquistata. Proprio per questo dedichiamo alcuni articoli alla kermesse piacentina.

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Fivi significa innanzitutto rappresentanza istituzionale portata avanti non solo negli interessi dei vignaioli iscritti  ma di tutti i vignaioli italiani. Auguriamo a Matilde Poggi e all’associazione di cui è presidente buon lavoro. “È bello vedere come l’opinione pubblica, la stampa e soprattutto le istituzioni abbiano finalmente capito qual è il vero ruolo di Fivi, un ruolo di interlocutore”, commenta il re del Verdicchio Ampelio Bucci, socio fondatore di Fivi nel 2008, oggi ottantunenne.

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FIVI E I NUMERI. Sono circa 1200 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di 11mila ettari di vigneto e per una media ci 10 ettari vitati ad azienda. Le bottiglie prodotte commercializzate sfiorano gli 80 milioni e il fatturato si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore di export di 280 milioni di euro. Gli 11mila ettari vitati sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico e per il 49% secondo i principi della lotta integrata.

 

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