FIVI/2. I MIGLIORI ASSAGGI SECONDO UNO DEI NOSTRI LETTORI

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Il nostro miglior assaggio a Fivi 2018 come  abbiamo già anticipato è in Puglia. Siamo con l’azienda di Luca Attanasio, una piccola realtà che questo vignaiolo indipendente conduce insieme con la moglie Rossella tra Sava e Manduria (Taranto), nel cuore del Primitivo. Al centro del progetto di Attanasio c’è il vigneto ad alberello. Quattro ettari “ma è come averne 15 perché l’alberello è molto difficile da coltivare”, spiega Rossella. Miglior assaggio perché questo vignaiolo indipendente è riuscito a farci bere il Primitivo di Manduria regalandoci un sorso non solo di una piacevolezza e bevibilità sorprendenti ma anche di una freschezza disarmante per essere un vino ricco in alcol. Un vino che con Attanasio coniuga potenza ed eleganza, un connubio difficilissimo. La barrique non si sente. “Fare un primitivo con 16%Vol. e non sentire solo l’alcol vuol dire che c’è tanta massa altrimenti berremmo l’alcol etilico profumato di ciliegia”, commenta il nostro lettore, qui in veste di degustatore per Winestopandgo,  Alessandro Brandi. “Ci piacciono i vitigni austeri declinati  in modo innovativo, moderno. Trovo insolito privilegiare la freschezza al corpo.  La zona regala vini più importanti, con un naso più animale”.

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Il primo vino che Attanasio ci fa degustare è un Primitivo in purezza di uve da vigneto ad alberello a 80 metri s.l.m. “I miei vini sono fatti col sole e la caratteristica dell’alberello è di avere la chioma libera, quindi i raggi solari penetrano all’interno della pianta migliorando la maturazione delle uve: i mosti sono ricchi di zucchero e tutto questo si traduce in un vino corposo, caldo, con grandi profumi di frutta matura caratteristici del Primitivo”, spiega Attanasio. Un Primitivo neoclassico un po’ alla Gianfranco Fino con un grande bilanciamento tra struttura, vena alcolica, acidità e sapidità. Un vino con questa potenza e struttura che fa solo acciaio è difficile da trovare in Italia.

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Il secondo Primitivo  è una riserva affinata in barrique 12 mesi, 16,5% Vol.. Un vino ideale per abbinamenti con piatti di carne e della tradizione pugliese come l’agnello con i lampascioni: il gusto amarognolo del cipollotto canino si amalgama in maniera interessante. Bell’esempio di rosso Fivi con questi legni donati al vino solo per favorire l’ossigenazione, senza nessun accenno di vaniglie e tostature. Questo è un vino più largo del primo. Cosa aggiungere alla perfezione?

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Alla fine arriva, per pochi amici, il Primitivo Fiore Mio, un vino da vendemmia tardiva (a fine settembre), quando le uve sono appassite dal sole sulla pianta. Un vino con 45 grammi di zucchero e 16 gradi di alcol in perfetto equilibrio.

I nostri complimenti a Luca Attanasio perché porta avanti l’azienda da tre anni già con questi risultati di eccellenza. Un esempio di come nei sogni bisogna crederci. Bravo Luca!

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