BUON ANNO DA… GRANADA! Di Francesca Fiocchi

thumbnail (1).jpgWinestopandgo per Capodanno vi porta … a Granada, perla moresca dell’Andalusia, ricca di contrasti, a cominciare dai suoi colori cangianti. Una città di grande vivacità culturale, con la sua estesa provincia terra anche di ottimi vini. Vini che hanno saputo riscrivere la loro storia. Siamo alle pendici della Sierra Nevada fra arte e colorati giardini andalusi impreziositi da angoli segreti e mille fontane. Il flamenco nasce qui e i gitani, che lo custodiscono gelosamente, vivono nelle cuevas (grotte) di Sacromonte, un luogo sospeso nel tempo dalla forte componente religiosa al quale si accede dalle caratteristiche stradine dell’Abayzin, altro storico quartiere della città, la più multietnica e multiculturale dell’Andalusia. Un mix ispano-arabo di forti suggestioni. Dai suoi mirador, che si incontrano inaspettatamente, si aprono allo sguardo paesaggi mozzafiato. Sullo sfondo le poesie di Garcia Lorca, il suo Romancero gitano, mentre un tramonto infuocato tinge il cielo sopra l’ Alhambra. Una ruta del vino alternativa per un inizio d’anno altrettanto alternativo, fuori dalle solite (scontate) mete turistiche. Nella città nota per essere la Mecca delle tapas.

thumbnail (4).jpg

L’Andalusia è una grande terra di vino, come abbiamo già scritto nei nostri viaggi, dalla ricettività turistica ben strutturata e di alta qualità. Da Siviglia a Malaga. Un territorio sfaccettato che si presta a una viticoltura estrema per escursioni termiche, temperature e tipologia di suoli. In provincia di Granada sono oltre sessanta le cantine, 5500 gli ettari vitati, 30-40 milioni i chili d’uva all’anno raccolti. Di Granada e della sua provincia si parla un po’ meno. Eppure i vini hanno raggiunto espressioni qualitative altissime, non solo in termini di quota. Con un rapporto qualità-prezzo davvero competitivo, e che determina la loro fortuna. Piccole produzioni che registrano il tutto esaurito nel giro di pochi mesi. Con un turismo che in Alpujarra è alla ricerca di qualcosa di esclusivo, qualcosa che non trova da altre parti: il sogno di una bottiglia stappata al tramonto in uno dei caratteristici quanto silenziosi pueblos blancos con vista sulla Sierra Nevada.

Barranco Oscuro è una piccola bodega a Cadiar, nell’Alpujarra granadina, una terra conosciuta in passato per il vino di bassa qualità volto alla distillazione per produrre alcol per fortificare gli sherry di Jerez. Oggi il territorio grazie a Manuel Valenzuela, vigneron giardiniere, ha iniziato un cammino nuovo verso la valorizzazione dei vitigni e del paesaggio montano, recuperando varietà autoctone scomparse. Quelli di Lorenzo Valenzuela, figlio di Manuel, sono vini biologici: nessun trattamento in vigna e in cantina, né aggiunta di solforosa. Sono vini naturali, con fermentazioni spontanee e con lunghe macerazioni sulle bucce. Le vigne, 10 ettari fra 1300 e 1400 m. s.l.m., sono le più alte d’Europa. Si coltivano riesling, chardonnay, vigiriega, sauvignon. Da provare il brut metodo ancestrale: personalità e autenticità nel bicchiere. Sono vini potenti e balsamici, di ottima acidità. A Cadiar popolare è il vino rosato, così come la coltivazione della vigiriega, una varietà da cui si ottiene un vino bianco fruttato (consumato anche alle isole Canarie).

Los Barrancos, a Cadiar, è una cantina giovane in una regione di grande tradizione vinicola. Vigne a 1250 metri di altitudine, ottime acidità e aromi ampi nel bicchiere. Il vino tradizionale è il Corral de Castro, rosso e rosato. Da provare il Cerro de la Retama, da cabernet, merlot e tempranillo.

La Alqueria de Moraima, in Alpujarra, è un altro nome interessante lungo la nostra ruta del vino. Vigneti a mille metri, vini artigianali e una piccola produzione votata all’eccellenza. Consigliati il bianco da vigiriega e il loro tinto (rosso) invecchiato 12 mesi in barrique. I numeri? Settemila bottiglie di rosso e duemila di bianco, da reperire in zona.

thumbnail (3)

thumbnail (5)

Ottime, anche qui perché alla qualità del vino uniscono paesaggi da sogno, sono Dominio Buenavista, El Sotillo, Garcia de Verdevique, Bodega Cuatro Vientos e Bodega Cortijo Las Fuentezuelas. Vini territoriali, unici, che abbiniamo alle preparazioni di Francisco Rivas dell’Alhambra Palace Hotel. E il gioco è fatto. Buon anno nuovo da Winestopandgo!

thumbnail (2).jpg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...