I “NOSTRI” VINI A GRANADA. Di Francesca Fiocchi

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Della provincia di Granada ci hanno particolarmente colpiti quattro vini. Purulio (Torcuato Huertas) a parte, di cui abbiamo già scritto perché lo avevamo degustato a Siviglia. Chi lo crea è un vero maestro vigneron, schivo e riservato, con cantina a Marchal e vigne a Policar e dintorni: bottiglie introvabili all’estero proprio perché prodotte in quantità esigue, in totale non sono neanche settemila, motivo per cui il vino non va sprecato e anche una sola bottiglia diventa puro piacere di condivisione. Ma conosciamo gli altri. Nella provincia di Granada giochiamo in linea di massima con l’altitudine: i più grandi vini sono in quota, sui 1000 m s.l.m, altitudine che sa regalare, complice la grande escursione termica fra giorno e notte, profondità aromatica e acidità graffianti. Qui gole aspre si alternano a morbide colline di rocce scistose e argilla. La catena montuosa della Sierra Nevada, che con le sue cime innevate incornicia l’Alhambra di Granada, i venti, l’esposizione solare dei vigneti influiscono non poco sulla maturazione dell’uva, che concede nel bicchiere potenti mineralità, tanto nei rossi quanto nei bianchi, salate freschezze, acidità, persistenza ed eleganza. Sono vini di struttura e di corpo che sanno coniugare gli opposti in un mix di grande equilibrio. Vini fortemente identitari, di grande personalità, decisi e netti, vini che rivelano caratteri unici, squisitamente granadini. Si conosce – giustamente! –  Granada come meta di un turismo culturale che viene in città alla ricerca di esperienze esclusive, ma poco o nulla si sa della sua splendida, encantadora provincia, dei borghi pittoreschi, i cosiddetti pueblos blancos, ricchi di storia, bellezza e natura incontaminata, con acque medicinali purissime e con vini che sanno sorprendere. Certo, vini poco conosciuti, proprio perché si tratta di piccole se non piccolissime produzioni, molto lontane dai circuiti industriali del grande business. Ma ecco che allora entra in gioco il piacere personale, sì il puro piacere di bere qualcosa di unico, che non tutti trovano, anche laddove ci può essere una commercializzazione online. E berlo sul posto equivale ad assaporarlo, a goderselo veramente. Se non avete intenzione di muovervi da Granada, una taberna molto carina e caratteristica dove trovare degli ottimi vini (e ottime tapas) è La Tana in Placeta del Agua. È un’enoteca tanto piccola quanto preziosa. Se trovate posto, visto che il locale apre alle 20.30 e la coda inizia un’ora prima, siete fortunati… Garantito da noi.

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Il primo vino di cui vi parliamo è un bianco di un’eleganza incredibile, pura poesia per i sensi, raffinato e delicato negli ampi profumi e al palato, con un’acidità che regala una freschezza graffiante e insieme a una elegante vena minerale in sottofondo dà ritmo e scolpisce un vino indimenticabile, persistente. Molto invitante e di grande pulizia sia olfattiva sia gustativa. È il Moscatel di Alejandria secco Calvente, di Finca la Guindalera (13% Vol.), da vigne di età compresa fra 50 e 120 anni. È uno dei vini riconosciuti nella prestigiosa guida The 1001 wines yuo must taste before you die di Neil Beckett. Se è perfetto ora, tra 3 o 4 anni, quando dicono che raggiungerà il clou, cosa mai sarà? Consigliamo di servirlo a una temperatura un po’ più bassa del normale, a 6°. Un vino che quanto a piacevolezza  ed equilibrio riesce a farsi ricordare a distanza di giorni. E siccome il baccalà sta bene con tutto a seconda dei tempi e dei modi di cottura, abbiniamo questo Moscatel con la carnosità e morbidezza di un baccalà tuffato in tempura e servito caldissimo. Cosa aggiungere?

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Il secondo vino che consigliamo è il Garnata di Bodegas  Fontedei Riserva 2013, una gran selezione di Garnacha, Merlot e Syrah, che al naso si rivela con un’autentica esplosione di frutta. In bocca è morbido, di corpo, struttura e persistenza senza essere piacione. Il paese Deifontes si trova a una trentina di chilometri da Granada, verso Madrid. Vigne vecchie a più di mille metri, buona acidità, ampi aromi, sorso fresco, balsamico e di grande equilibrio. Un vino che fa 12 mesi in botti di legno di rovere francese di differenti dimensioni e tostature. Anche in questo caso domina la piacevolezza di beva. Facile l’abbinamento in cucina per la sua versatilità. Noi lo sposiamo con un buon secreto iberico, un taglio di carne succoso e tenerissimo di suino, o con un saporitissimo pata negra puro e semplice.

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Con il terzo vino siamo sempre in provincia di Granada. E chi lo produce è un famoso direttore d’orchestra: Pablo Heras Casado. Il suo Orfeo, non poteva che chiamarsi così vista la ricchezza olfattiva e la complessità, è un blend di Garnacha e Petit Verdot  (15% vol.). Non c’è una nota stonata, l’armonia regna assoluta, tutto si tiene insieme. Orfeo è un vino di grande bevibilità, con un’aromaticità fresca e fragrante di frutto croccante, fiori, spezie, con note mediterranee, che ci fa intuire il suo potenziale evolutivo. Un vino carnale, con un tannino in evidenza anche se morbido. La parola appropriata è “finezza”. Il blend col petit verdot è decisamente interessante. Del resto, Pablo crea emozioni, esplora sensazioni, regala l’incanto con le note e con il gusto. Dice che per bere il vino come per ascoltare la musica classica non serve essere intenditori: tutto ciò che occorre è lasciarsi guidare dai sensi, dalla bellezza, dall’armonia. Chapeau! L’Orfeo lo abbiniamo con  tagliatelle al sugo di carne, risotto ai funghi, carne arrosto o grigliata e anche con la pizza margherita, il baccalà, piatti a base di uovo.

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Il quarto vino è il Vertijana 3 2014 (14% vol.), blend biologico di Tempranillo, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah. Vigneti a 1200 m s.l.m., 12 mesi in botti di rovere americane e francesi. Siamo a Policar, a nord di Granada, proprio al confine con il parco naturale della Sierra Nevada, un ambiente e un paesaggio purissimi. Naso intenso e ricco, con un tocco di sentori lattici, di tostato e speziatura di pepe nero, con un sottofondo fumé che regala al vino eleganza. In bocca è rotondo, saporito e – neanche a dirlo! – persistente. Con formaggio di capra o con un bel pecorino romano sarà un’esperienza gustativa fantastica.

Prosit…

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