ANTEPRIME: SI INIZIA NELLE LANGHE

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Piemonte protagonista, Alba protagonista. Inizia la stagione delle tanto attese Anteprime mentre si aspetta il bando OCM per la promozione del vino in paesi terzi. A dare il via alle danze, sulla scia di una vendemmia 2018 superiore alle attese, di cui si preannuncia un potenziale di bottiglie di oltre 62,5 milioni  (+5% in volume sul 2017), sono le Langhe con l’evento biennale Grandi Langhe Doc e Docg il 28 e il 29 gennaio. Un evento unico, alla quarta edizione, per degustare in anteprima le nuove annate di Barolo (2015), Barbaresco (2016) e Roero (2016) e le Doc Langhe e confrontarsi con i produttori, facendosi raccontare le storie della vendemmia. L’evento è organizzato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero. Un ricco programma in cui rientra Nebbiolo Prima, una anteprima di quattro giorni promossa da Albeisa, l’Unione dei Produttori Vini Albesi, dal 23 al 27 gennaio, con le nuove annate in commercio di Barolo, Barbaresco e Roero e le loro innumerevoli sfumature. Sono attesi buyer, sommelier, enotecari e professionisti del settore enologico da tutto il mondo, per oltre 206 cantine presenti. Un territorio patrimonio culturale dell’Unesco, dove la viticoltura è sempre stata traino dell’economia. Alba è il cuore pulsante degli eventi, fra degustazioni e seminari, che saranno concentrati quest’anno in un’unica location: il Palazzo Mostre e Congressi di piazza Medford. Tra le novità  35 sommelier under 35 provenienti da tutto il mondo. Un Piemonte la cui produzione negli ultimi dieci anni si è concentrata quanto a ettari vitati sui grandi rossi più prestigiosi a discapito di Dogliani, Dolcetto di Diano d’Alba, Dolcetto e Barbera di Alba. Barbera i cui ettari vitati sono passati da 1809 a 1610.

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La Bottiglia Albeisa contraddistingue i rossi piemontesi austeri, di struttura e di lungo affinamento: Barolo, Nebbiolo, Barbera, Dolcetto. E può essere utilizzata solo dalle aziende facenti parte di un consorzio nato una quarantina di anni fa. L’Albeisa assomiglia alla borgognotta ed è ormai diventata il simbolo del territorio di Alba e dei suoi vini unici. Una bottiglia che nasce alla fine del 1700 per volere dei vignaioli della zona per poi essere riscoperta da 16 produttori nel 1973 con uno statuto appositamente creato per controllarne l’utilizzo. Oggi sono quasi 17 i milioni di bottiglie Albeisa distribuiti in tutto il mondo e sinonimo di eccellenza italiana.

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Territorio. Barolo sempre più protagonista oggi che il Vigneto Italia, come risulta da una ricerca del sito WineNews, fa il boom con quotazioni vertiginose. A Barolo si arriva fino a 1,2 milioni di euro a ettaro iscritto a Docg, contro i 750-900mila del Brunello (crescono anche Valpolicella e Prosecco) e i 600-800mila del Barbaresco. Basta pensare alle vigne di Michele Chiarlo nel Cerequio, uno dei cru di Barolo più rinomati. Prezzi da capogiro come in Borgogna. Si tratta di vigneti che non potendo crescere orizzontalmente crescono in verticale, non in dimensione, quindi, perché sono “chiusi” ma con quotazioni (stellari) di mercato, ossia verso l’alto. Barolo re dei vini italiani in tutti i sensi. Grazie anche alla zonazione (menzioni geografiche aggiuntive) portata con successo a termine sullo stile francese. E che è valorizzata nella due giorni da una divisione territoriale delle cantine.

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