GIALLO DELL’EXPORT IN ASIA

I TREND VANNO VALUTATI NEL LUNGO TERMINE SECONDO  ALLEANZA COOPERATIVE AGROALIMENTARI

In Cina, dopo la crescita a due cifre dello scorso anno arriva la battuta d’arresto. Ma non crescono neanche le vendite di vini in Giappone, anche se sono buone le prospettive legate all’azzeramento dei dazi previsto dall’accordo di libero scambio sottoscritto con l’Europa. Questo il commento di Alleanza Cooperative Agroalimentari analizzando i dati Istat nel quadro dell’export vitivinicolo italiano nei principali paesi asiatici. “Per anni abbiamo commesso l’ingenuità di guardare alla Cina come al nuovo Eldorado del vino italiano, sbilanciandoci con eccessivo ottimismo su previsioni di una crescita esponenziale delle vendite del vino italiano in tutto il continente asiatico. In realtà il consuntivo dell’anno appena concluso parla di vendite dei vini italiani in calo del 2,4% in valore e del 12% in volumi, con una contrazione dai 3,7 milioni di ettolitri dello scorso anno ai 3,3 registrati nel 2018”.

Ma come interpretare il calo, considerato che lo scorso anno le vendite in Cina avevano registrato una crescita a due cifre con +28,7% di incremento in valore e +25,9% in volume? “Un cambiamento di passo che appare a tutti gli effetti come un giallo”, spiega la coordinatrice Vino dell’Alleanza Ruenza Santandrea. “La verità è che non bisogna commettere l’errore di fare letture affrettate. In generale bisogna guardare a tutto il continente asiatico in un’ottica di medio e lungo periodo senza aspettarsi che nell’arco di pochi mesi o anni il mercato asiatico, che pure presenta grandi potenzialità di crescita specie in paesi come Mongolia, Vietnam e Nepal, riesca a sostituire del tutto altri mercati consolidati”.

Luci ed ombre anche sullo stesso export in Giappone, che non sta crescendo secondo le aspettative: nel 2018 si è registrato un leggero calo di vendite in volume (-0,7%), dovuto in parte al fatto che i vini italiani non vengono più venduti con altissime marginalità, visto che i consumatori giapponesi tendono ad acquistare tipologie di prodotti nelle fasce medio-basse di prezzo. Tuttavia le aspettative sono rosee secondo la Santandrea, che conclude: “L’accordo di libero scambio firmato dall’Europa con il Giappone, che azzererà totalmente i dazi per i vini europei, è un indubbio beneficio che potrebbe portare presto ad un reale aumento delle vendite”.