L’AMBITO RICONOSCIMENTO CONSEGNATO A DUSSELDORF DURANTE LA PROWEIN (17-19 MARZO)

Il Winemakers’ Winemaker Award 2019, ossia il “produttore dei produttori”, per l’Istituto dei Master Of Wine è l’italianissimo Angelo Gaja. Il titolo, che viene consegnato ogni anno a produttori ed enologi che hanno saputo raggiungere traguardi  straordinari, ha incoronato Gaja, albese, re del Barbaresco, personaggio simbolo di un Piemonte e di un Made in Italy distintivo e visionario che ha saputo proiettarsi all’estero, nelle carte dei migliori ristoranti, con grande riconoscibilità e credibilità, aprendo una strada, imponendo una via, cambiando per sempre il vino italiano nell’immaginario collettivo. Associando all’artigianalità del vino il marketing, passo fondamentale per la svolta. E il brand diventa forte, “strong”, immediatamente riconoscibile: sull’etichetta compare il nome Gaja con carattere bianco su font nero, nome corto, gioioso, che si ricorda facilmente, con quella “j” vezzosa e molto fashion. Quando pensiamo all’Italia enoica i nomi di spessore sono racchiusi in un fazzoletto: Mario Soldati, “Gigi” Veronelli, Giacomo Tachis, Mario Incisa della Rocchetta, Piero Antinori, Angelo Gaja. Il titolo incorona una carriera planetaria, è un riconoscimento al personaggio e al vigneron, all’uomo controcorrente e al buon padre di famiglia che ha saputo tenere la rotta nelle tempeste, sfidando le regole, rompendole. Aprendo una via percorribile e parallela a quella dei vini francesi più blasonati, facendo capire che Italia è simbolo di qualità, è patrimonio universale con i suoi 350 vitigni autoctoni e più di 530 denominazioni. I suoi sono vini di terroir frutto di scelte di valore. Come non citare il Sorì San Lorenzo. Gaja con cantine e vigneti oltre che a Barbaresco e La Morra anche a Montalcino, sull’Etna (in joint venture con la famiglia Graci) e a Bolgheri.

Il premio nelle precedenti edizioni è stato assegnato a Peter Sisseck (2011), Peter Gago (2012), Paul Draper (2013), Anne-Claude Leflaive (2014), Egon Muller (2015), Alvaro Palacios (2016), Eben Sadie (2017) e Jean-Claude Berrouet (2018). 

I nostri complimenti!

ANGELO GAJA