In questi giorni di forte tensione fra i due consorzi, del Chianti e del Chianti Classico, sulla proposta di modifica al disciplinare del Vino Chianti, Giovanni Busi si dice soddisfatto per un altro traguardo: nell’intesa Ue-Cina sui prodotti DOP/IGP c’è anche il Chianti. “Il fatto che il Vino Chianti sia stato inserito nella lista delle 100 Dop/Igp che saranno tutelate in Cina è un tassello cruciale per l’espansione commerciale del nostro prodotto su un mercato importante. L’accordo fra la Commissione europea e il Governo cinese definisce un quadro di regole certe che vanno a vantaggio dei nostri imprenditori. La Cina riconosce nel Chianti non solo un brand ma anche una grande denominazione e le riconosce la protezione che merita”. Così il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, commenta l’intesa sottoscritta fra il Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan e il ministro del Commercio cinese Zhong Shan. L’accordo prevede una reciproca tutela per 100 Dop/Igp europee e in Cina e per altrettante Igp cinesi in Europa. Il Vino Chianti è stato inserito nella lista delle 26 Dop/Igp italiane che saranno tutelate in Cina. Adesso l’accordo deve essere esaminato da Consiglio e Parlamento Europeo. La Commissione prevede che sarà operativo entro la fine del 2020. Un mercato che il consorzio vuole affrontare con la qualità top, motivo per cui con il nuovo disciplinare nasce il Chianti Gran Selezione. Di colore rosso rubino intenso, tendente al granata con l’invecchiamento, odore speziato e persistente, il Chianti Gran Selezione avrà una gradazione alcolica minima più elevata (13 gradi), e un invecchiamento di almeno 30 mesi. In particolare si guarda al mercato cinese e americano. Vietato il fiasco. Il vino Chianti Gran Selezione potrà essere prodotto in tutto il territorio di produzione della Denominazione vino Chianti docg. “L’iter di approvazione del nuovo disciplinare durerà circa due anni – spiega il direttore del Consorzio Marco Alessandro Bani –  ma si chiederà che il provvedimento abbia efficacia retroattiva: per questo motivo, chi vorrà potrà iniziare già adesso a produrre Chianti con i criteri dettati per la Gran Selezione e immettere le prime bottiglie sul mercato nell’arco di tre anni. La Gran Selezione offrirà il massimo della qualità e sarà un prodotto di nicchia”. Con il nuovo disciplinare nasce anche la menzione geografica aggiuntiva o più comunemente chiamata “sottozona” Chianti Terre di Vinci, relativa ai territori dove già si produce vino Chianti docg, compresi nel Comune di Vinci e Capraia e Limite – al di fuori della sottozona già ricompresa nel Chianti Montalbano – e nei Comuni di Cerreto Guidi e Fucecchio. “Inoltre – prosegue Bani – con le nuove regole, sale la gradazione alcolica minima delle uve destinate a produrre vino chianti docg, nonché del prodotto finito, destinato all’immissione al consumo, come vino Chianti docg, innalzata a 12 gradi. Il Chianti sfuso dovrà ottenere la certificazione di idoneità, prima di uscire dalle cantine: è un modo per alzare l’asticella della qualità, fare chiarezza sul mercato e aggredire eventuali zone grigie”. Conclude Busi: “Il lavoro che il Consiglio ha fatto sul disciplinare è stato lungo e accurato, volto ad una revisione complessiva che ha avuto come obiettivi lo svecchiamento delle regole, la semplificazione a vantaggio di produttori e organismi di controllo, l’innalzamento della qualità. Abbiamo innalzato la gradazione e introdotto una grande novità come la Gran Selezione per aumentare la competitività dei nostri prodotti su mercati strategici come quello cinese e americano. Adesso attendiamo il prima possibile l’avvio l’iter delle autorizzazioni ministeriali e comunitarie. Siamo certi che questa revisione darà una ulteriore spinta al successo commerciale dei nostri vini, anche a livello internazionale”.