Prowein apre oggi i battenti (17-19 marzo). Grande l’attesa per la conferenza stampa del Comité Champagne, l’associazione che riunisce i vigneron e le maison di Champagne, che presenta i dati relativi al mercato del 2018. Francia partner di questa 25esima edizione della fiera sotto il motto ormai collaudato “Made in France Made with love”, che sottolinea un territorio unito dal punto di vista promozionale.

Il giro d’affari dello Champagne nel 2018 ha segnato un nuovo record con 4,9 miliardi di euro (+0,3% sul 2017). L’Italia prosegue la sua crescita a valore con un +4,2% rispetto all’anno precedente e un giro d’affari di 158,6 milioni di euro (tasse escluse). I volumi sono stabili con 7.362.506 bottiglie. Nello scenario globale il Belpaese rappresenta il quinto mercato all’export per giro d’affari.

I volumi sono in ribasso (-1,8%, 301,9 milioni di bottiglie). Francia e Regno Unito, che rappresentano il 60% delle vendite totali,  spiegano il perché di questo calo: i loro volumi diminuiscono del 4% a fronte di una flessione più contenuta del fatturato (-2%) grazie a una miglior valorizzazione delle cuvée. A livello globale l’export tende nuovamente al rialzo (+0,6% in volumi, +1,8% a valore), ma è fuori dall’Unione Europea che la domanda è più dinamica, soprattutto in mercati come gli Stati Uniti (23,7 milioni di bottiglie, + 2,7%), il Giappone (13,6 milioni di bottiglie, +5,5%) e l’area cinese (Cina, Hong Kong, Taiwan con 4,7 milioni di bottiglie, +9,1%). Dopo un’evoluzione molto forte nel corso degli ultimi dieci anni (+134%), l’Australia registra una flessione (8,4 milioni di bottiglie, – 1,8%) in ragione di un tasso di cambio meno favorevole. Altri paesi confermano il loro potenziale, come il Canada (2,3 milioni di bottiglie, + 4,8%), il Messico (1,7 milioni di bottiglie, +4,3%) e l’Africa del Sud che supera il milione di bottiglie per la prima volta e segna un +38,4%.

Risultati che rafforzano la strategia di valorizzazione dello Champagne, votato all’eccellenza qualitativa, alla ricerca continua e a soddisfare rigorosi obiettivi a livello ambientale. Ottime le aspettative della vendemmia 2018, definita eccezionale. Intanto il futuro è sempre di più sperimentazione e tendenze come il monovitigno e il bio.