IL GALÀ PER IL CENTENARIO AL MUDEC DI MILANO

NASCE IL NUOVO GIFT FORMATO CIOCCOLATO IN COLLABORAZIONE CON COVA MONTENAPOLEONE

IL 7 MAGGIO LE CELEBRAZIONI PER IL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI MARIO SOLDATI

Nasce il cioccolatino super glamour La Scolca – Cova. Per celebrare i cento anni dell’azienda perno della denominazione del Gavi Cova, storica pasticceria in via Montenapoleone a Milano, ha dato vita a una pralina speciale con copertura di cacao al 60%, al cui interno una ganache di cioccolato bianco è esaltata non dalla panna ma dallo spumante millesimato d’Antan della Scolca. Una delicata goduria artigianale, piccolo e raffinato gift che accompagnerà l’azienda di Chiara Soldati nel mondo, frutto dell’arte del maitre chocolatier di quella che ormai da duecento anni è una vera e propria istituzione milanese. Una collaborazione, questa fra le due aziende, nata dalla condivisione degli stessi valori: tradizione, passione per il proprio lavoro, costante ricerca dell’eccellenza. E un cuore artigianale che deve essere mantenuto quando si raggiungono dimensioni industriali, in linea con il pensiero di Mario Soldati. Il lancio il giorno della celebrazione del centenario dell’azienda di Gavi con il gran galà al Mudec, nel cuore del design district di Milano, un luogo che ben interpreta la visione avanguardista e internazionale della Scolca. Cento ospiti per cento anni di storia che hanno visto crescere il territorio di Gavi e il Gavi. Giorgio Soldati, il patriarca illuminato, ci ha creduto in anni difficili, gli anni in cui si doveva dimostrare di esistere. Chiara Soldati ne ha raccolto egregiamente il testimone, ampliando la platea, incanalando tutto il lavoro fatto dal padre sulla strada dell’internazionalità con scelte imprenditoriali lungimiranti. Perché una donna oltre alla bravura ha l’intuito, che fa sempre lo scarto. L’evento ha riunito al Museo delle culture i partners dell’azienda di tutto il mondo, fra cui Ferretti Group, Giorgetti e Unopiù, importatori da Stati Uniti, Inghilterra, Grecia, Estonia, Bielorussia, Russia, Germania, Bulgaria (Shaw Ross, Southern Glazer’s Wine and Spirit, Eurowines, Trinity Wines, Pernod Ricard, Garsia, Simple Wine, Ariane Abayan, BNK), clienti, giornalisti, amici. Chef della serata Enrico Bartolini, ristorante due stelle Michelin al terzo piano del Mudec. Gran protagonista, oltre alla mitica Etichetta Nera, La Scolca d’Antan Metodo classico 2007. Un brut ben commentato da Manlio Giustiniani, Champagne & wine consultant: “Undici anni sui lieviti, una leggera maturità del frutto, albicocca e banana in primis, e poi arriva netta la mineralità, una freschezza e un’acidità pazzesca che lo equilibrano. Un vino giovanissimo, capace di sfidare i trent’anni, al livello di un grande Champagne quanto a potenziale di conservazione e tenuta. Si sente il terreno di Rovereto, ricco di calcare”.

Un evento sui generis che ha saputo toccare le corde degli affetti familiari con le parole di stima e riconoscenza reciproca tra Giorgio e Chiara Soldati, guardando al futuro con legittime aspettative. “Spero che mio figlio continui il rinnovamento importante già in atto, che studi all’estero e si prepari al meglio delle sue possibilità. Questa è una grande responsabilità, che incrocia i destini di più persone, di un territorio, di un’intera famiglia che ha saputo scommettere su un sogno in anni coraggiosi, e continua a farlo con lo stesso entusiasmo. La Scolca guarda al futuro con tante aspettative. Col gruppo Inalca di Cremonini rinnoveremo la collaborazione con l’Australia. Esportiamo in Bahrain, Oman, Dubai e in altri 40 paesi. Il 30% della nostra produzione resta in Italia. Stati Uniti e Russia sono i nostri due grandi poli di esportazione. Il Far East si sta aprendo. Bisogna approcciare il mercato con certe attenzioni”, spiega Chiara Soldati. “Non rientriamo nelle commodities. Il vino è un bene voluttuario ed è il primo a risentire della crisi. Fortunatamente finiamo le annate, ma non siamo un’azienda che spinge, ci interessa che il cliente sia soddisfatto, che creda nel prodotto e lo scelga per questo non perché si sgomita. Da questo punto di vista abbiamo un approccio rispettoso”.

Il Gavi Etichetta Bianca, da vigne di 20 anni, è il più scolastico, il più classico dei Gavi della Scolca, rappresenta la tradizione.  L’Etichetta Nera, da vigne di 60 anni, è il vino che ha decretato la fortuna di questa azienda nel mondo, il suo vino più prodotto, che la rappresenta nella grande ristorazione, nell’hotellerie di lusso, sulle navi da crociera, sui voli Emitares e quant’altro. Un vino di grande pulizia, purezza e mineralità, ottimo anche con cibi speziati, che in occasione del centenario ha subito un piccolo restyling: etichetta più piccola col bollino dei cento anni più una nuova ed elegante limited edition color oro. “Nello spumante ci crediamo, mio padre per primo, ma all’estero è difficile competere con Champagne, Prosecco, Franciacorta, Trentodoc. Resterà una nostra grande passione. Siamo produttori di vino bianco e quello sarà. Lo spumante è una soddisfazione. Stiamo lavorando su diversi progetti. Per i nostri cento anni abbiamo creato un blanc de blancs che si avvicina al trend dei nuovi consumatori. La cultura dei giovani si sposta verso vini territoriali, vini che trovi solo nei luoghi in cui nascono. Per intenderci, non ci interessa il solito chardonnay barricato. Puntiamo sempre e solo sul territorio, sull’identità. Ci siamo ispirati ai francesi, l’obiettivo negli anni è contenere il grado alcolico”, conclude Chiara Soldati. “Mio padre oggi per la prima volta mi ha detto ‘grazie’ per il lavoro che sto facendo, con parole di stima e di affetto che danno un senso non solo al lavoro svolto in tutti questi anni ma a noi come famiglia, unita più che mai”.

CENTRO PANNUNZIO. Mario Soldati, testimone educato del ventesimo secolo. Giornalista e gastronomo, una delle colonne del mondo del vino, personaggio che ha saputo tracciare una strada, e oggi sono rarissimi quelli che ci riescono. Martedì 7 maggio, nel ventesimo anniversario della scomparsa, nella tenuta di Gavi si apriranno le celebrazioni ufficiali in sua memoria, un evento patrocinato dal Senato della Repubblica. A Soldati sarà dedicato il Centro Pannunzio di Torino, di cui nel 1968 insieme ad Arrigo Olivetti, Pier Franco Quaglieni e altri giovani dell’Università di Torino fu uno dei fondatori. Un centro di cultura indipendente cui Sandro Pertini conferì la medaglia d’oro di Benemerito della Cultura, della Scuola e dell’Arte, oggi retto da un comitato scientifico composto da personalità del mondo culturale italiano. Suo compito promuovere eventi culturali, pubblicazioni, ricerche, con una grande attenzione per la figura di Mario Pannunzio. Ne fecero, parte fra gli altri, Norberto Bobbio, Renzo De Felice, Ugo La Malfa, Giuseppe Saragat, Sergio Pininfarina. Mario Soldati ne fu presidente, ruolo oggi ricoperto dal giornalista Alan Friedman. Porteranno un saluto il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Nino Boeti e l’assessore alla cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo. Il professor Quaglieni, direttore del Centro Pannunzio e amico dello scrittore scomparso, parlerà di “ Soldati amico e maestro”. Soldati individualista, Soldati romanziere, Soldati narratore di vino e cibo ma con focus sulla gente, sul paesaggio e sulla terra. Calato in un contesto storico, politico ed economico da cui non si può prescindere per capirne il genio. Lui stesso fu il primo a non prescinderne. Il suo capolavoro “Vino al vino” è frutto dei tempi, non è solo un manuale enogastronomico. La personificazione del vino e dell’artista non è un aspetto secondario, perché il vino è figlio di un preciso humus e quello riflette. Riflette il carattere di chi lo fa. E qui ti accorgi di come la cultura sia parte integrante della vita, il motore di tutto. Con Soldati non si disquisiva solo di vino ma dell’umanità che gli stava dietro, si contemplava la società, il carattere degli uomini e delle donne che quella società componevano, la natura da cui ogni cosa trae origine. E questo va oltre il mero dato giornalistico. Soldati supera il giornalista, cerca l’uomo, e il suo contesto. Scava con profondità di pensiero vestita di leggerezza. E supera le epoche. Onore riservato solo alle menti eccelse e fuori dalle logiche. Fra gli altri interventi nella lunga giornata commemorativa quello della gastronoma Monica Mercedes Costa, laureatasi con una tesi su Soldati, che parlerà di cibi genuini e vini sinceri. La giornalista Bruna Bertolo illustrerà il volume “Mario Soldati, la gioia di vivere” (Golem), edito per il ventennale. Poste italiane, invece, metterà a disposizione uno speciale annullo filatelico dedicato all’evento su una cartolina realizzata dal Centro Pannunzio. Con uno sguardo al futuro, al ruolo della cultura nella società come chiave di lettura delle sue problematiche. Fra i prossimi eventi della Scolca legati al centenario segnaliamo l’inaugurazione della nuova cantina e della lounge area (concept e design Unopiù) a fine maggio, Expo 25 in Russia con l’importatore Simple Wine e poi vari road show negli Usa con il nuovo importatore Shaw Ross. Da ultimo la collaborazione con Banca Intesa San Paolo. “Siamo orgogliosi di essere stati scelti da Banca Intesa San Paolo tra i prodotti d’eccellenza per la buona spesa”, sottolinea Chiara Soldati, spiegando come il supporto della Scolca all’educazione alimentare e alla valorizzazione della dieta mediterranea si sposi con il progetto Destination Gusto. “Abbiamo scelto questo gruppo bancario per crescere online e promuovere l’esperienza immersiva nella nuova cantina perché ci stanno a cuore i valori del rispetto del territorio ed il supporto alle tante esperienze e specificità che rischiano di essere spazzate via dalla globalizzazione. Siamo un brand ad alta vocazione internazionale e proprio per questo ci teniamo a difendere e valorizzare le nostre radici e far conoscere al mondo da dove viene la distintività ed unicità del nostro vino”.