L’Erbaluce, il vino con il nome da favola, conquista sempre più estimatori. È quanto emerge dalla terza edizione dell’Erbaluce Day organizzato da Confagricoltura e dedicato a quello che ormai è diventato il vino bianco più rappresentativo della provincia di Torino.

L’Erbaluce di Caluso Docg con 192 ettari vitati (43% della superficie provinciale a dop) e quasi un milione e trecentomila bottiglie prodotte nel 2015, pari al 47,3% della produzione enologica della provincia, sta dimostrando di essere un vino locale e globale al tempo stesso proprio per la sua capacità di farsi apprezzare in tutto il mondo. L’annata 2015 che ora entra in commercio nella tipologia bianco fermo – per le versioni passito e spumante bisogna aspettare ancora un po’ – è stata tra le migliori in assoluto e ha generato un valore di 10,4 milioni di euro. Un vero e proprio record con quattordicimila quintali di uva raccolta, pari a 9500 ettolitri, destinati alle tre declinazioni.

Un 2015 record che lascia intravedere un futuro roseo.<<I vini hanno un’acidità minore degli altri anni e i profumi varietali sono portati sulla nota calda, con sentori di salvia, pesca, albicocca e una parte agrumata. Il finale è ammandorlato>>, dice Gian Luca Orsolani, presidente del Consorzio Caluso Carema Canavese.

E se la maggior parte dell’Erbaluce è prodotto nella versione ferma, il consumatore si sta orientando anche verso lo spumante metodo classico, con un crescente interesse per il passito, soprattutto in accompagnamento con formaggi erborinati e pasticceria secca. Il mercato? Quello interno supera l’80% della produzione, come spiega Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Torino. L’export si concentra su Stati Uniti e Germania con piccole performances in altri paesi, soprattutto sul segmento HoReCa. Novità assoluta di quest’anno è l’annullo filatelico dedicato alla Docg e realizzato da Poste Italiane, in collaborazione con il Consorzio Caluso Carema Canavese. È il primo vino della provincia di Torino ad avere l’onore dell’emissione. L’immagine per l’annullo rappresenta la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, che specularmente diventa un calice di Erbaluce.