ALLA FIERA NAZIONALE DEI VINI SPAGNOLI NOVE CANTINE PRESENTANO IL NUOVO VINO “ESPUMOSO” CON MARCHIO CORPINNAT

SVOLTA NEL MONDO DEL CAVA: SI PUNTA SULLA QUALITÀ ESTREMA E SUL TERRITORIO

Ogni bottiglia è una sfida per loro che hanno trovato il coraggio di volare da soli per affermare la propria identità, portando in alto il nome di un territorio che fa grande selezione e lavora con risultati di eccellenza. Corpinnat oggi è il vertice della piramide qualitativa iberica delle bollicine. Alcune bottiglie in una degustazione alla cieca potrebbero essere scambiate tranquillamente per Champagne, cui non hanno nulla ma proprio nulla da invidiare. Una qualità e una cura del dettaglio che ci hanno sorpresi. A Fenavin, la fiera nazionale dei vini spagnoli, alla quale siamo stati invitati, è quasi doveroso partire da loro, dagli amici di Corpinnat, il nuovo marchio collettivo di qualità dell’Unione Europea, nato con la volontà di distinguere e quindi di certificare le bollicine spagnole elaborate nel cuore di un territorio ristretto, un vero e proprio fazzoletto a ridosso di Barcellona, dal mondo variegato e a maglie larghe dei Cava. Da questa primavera le nuovissime etichette presentate ufficialmente a Fenavin. Corpinnat è una parola composta: “Cor” sta per “heart”, “Pinna” è il primo nome del Penedes, “Nat” per “born in”. Ossia, fatto col cuore in Penedes, nel territorio originale che va da Vilafranca del Penedes a Sant Sadurnì d’Anoia. Per noi potrebbe essere la differenza  che passa tra Prosecco e Cartizze. Il Cava si produce in Catalogna, in alcune zone della Rioja, dell’Estremadura e di Valencia, qualificandosi come una Do ampia. Da qui la volontà di mettere dei paletti. Proibito il mercato di bottiglie da una bodega all’altra: ognuno deve vinificare le proprie uve all’interno della proprietà o finca.

Antefatto.  Nove vinicole avevano chiesto al Consejo Regulador del Cava di utilizzare la dicitura “Corpinnat” per distinguere il loro prodotto. Una negoziazione protrattasi per 8 mesi che non ha portato a nessuna svolta in nome della qualità. Da qui la decisione di andarsene, di uscire dalla denominazione. Un duro colpo perché ad andarsene sono nomi storici con una qualità non paragonabile, che in etichetta non possono più scrivere Cava ma Corpinnat, seguito dal brand aziendale. Corpinnat come top quality del vino espumoso in Spagna. Struttura e grande equilibrio nel bicchiere e un suolo argilloso e calcareo che fa la differenza. Le nove cantine che hanno deciso di staccarsi sono Recaredo, Gramona, Llopart, Nadal, Sabaté i Coca, Torello, Can Feixes, Mas Candì, Julia Bernet.

Corpinnat implica un regolamento restrittivo, fra i più esigenti nel mondo iberico: utilizzo di uve biologiche e agricoltura sostenibile; 40 ettari, 18 suoli argillosi e calcarei e 65 appezzamenti; vendemmia manuale; Metodo classico; tutta la lavorazione, dalla vigna alla cantina, deve avvenire all’interno della singola proprietà, con uva propria e non acquistata da altri; basse rese per ettaro; lungo invecchiamento, minimo 18 mesi sui lieviti; l’indicazione su ogni bottiglia del millesimo; bottiglie numerate e dal 2020 con l’indicazione obbligatoria della data del degorgement; utilizzo delle varietà autoctone tradizionali xarel-lo, macabeo, parellada, malvasia, subirat parent, monastrell, garnacha e sumoll, con una minima quantità ammessa, solo il 10%, di varietà internazionali come chardonnay e pinot nero.

I NOSTRI MIGLIORI ASSAGGI A FENAVIN 2019 DEI PRODUTTORI MARCHIO CORPINNAT: