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Torno a parlare della cantina La Versa questa volta non per i suoi vini ma per una magnifica grappa aromatica invecchiata, monovitigno, che ho avuto il piacere di assaggiare al winepoint di Montescano: la Stravecchia di Moscato. Da qualche anno la distilleria di Santa Maria della Versa non è più in funzione – lo dico e lo scrivo con un certo dispiacere visti gli ottimi prodotti – ma le grappe continuano ad essere presenti sul mercato. Questo era uno dei pochi casi in Italia di coesistenza fra una distilleria e uno stabilimento vinicolo. La grapperia fu infatti costruita nel 1930 dirimpetto a La Versa, per la precisione venticinque anni dopo la sua fondazione. Mi è stato detto che era famosa anche per il brandy, prodotto negli anni ’60.

Tornando alla grappa, la Stravecchia di Moscato ha un grande pregio: è affinata oltre otto anni in fusti di rovere di Slavonia che le conferiscono un gusto particolare. Il colore è giallo oro brillante, con un profumo ben pronunciato e complesso di spezie dolci, come noce moscata e vaniglia, e con sentori di fiori di acacia, di albicocca passita e di salvia. Al gusto risulta decisa ma garbata, elegante, con un aristocratico fondo di muschio e una persistenza piacevolmente lunga. Mi è stata servita, anziché nel classico bicchierino da grappa, in un calice a tulipano abbastanza ampio per permettere ai profumi di aprirsi maggiormente. Per non parlare dell’accostamento: praline di cioccolato fondente ripiene di una mousse alla grappa stravecchia, creata per l’occasione da un laboratorio artigianale di Vigevano. Ho appuntato l’indirizzo sul mio taccuino: sicuramente merita una visita…