Per celebrare i cento anni de La Scolca, l’azienda di Chiara Soldati perno della denominazione del Gavi, una storica pasticceria in via Montenapoleone, a Milano, ha dato vita a una pralina speciale con copertura di cacao al 60%, al cui interno una ganache di cioccolato bianco è esaltata non dalla panna ma dallo spumante millesimato d’Antan della nota casa vinicola. Una delicata goduria artigianale, piccolo e raffinato gift che accompagnerà l’azienda nel mondo, frutto dell’arte del maitre chocolatier di quella che ormai da duecento anni è una vera e propria istituzione milanese. “Il cuore artigianale deve essere mantenuto quando si raggiungono dimensioni industriali. Mario Soldati, mio cugino, ripeteva questo”, dice la Soldati. Il lancio il giorno della celebrazione del centenario al Mudec, nel cuore del design district di Milano, in “un luogo che ben interpreta la nostra visione avanguardista e internazionale”. Cento ospiti per cento anni di storia che hanno visto crescere il territorio di Gavi e il Gavi. Giorgio Soldati, il patriarca, ci ha creduto in anni difficili, gli anni in cui si doveva dimostrare di esistere. La figlia Chiara ne ha raccolto il testimone incanalando tutto il lavoro fatto dal padre sulla strada dell’internazionalità “perché una donna oltre alla bravura ha l’intuito, che fa sempre lo scarto”. L’evento ha riunito al Museo delle Culture i partners dell’azienda di tutto il mondo, gli importatori da Stati Uniti, Inghilterra, Grecia, Estonia, Bielorussia, Russia, Germania, Bulgaria (Shaw Ross, Southern Glazer’s Wine and Spirit, Eurowines, Trinity Wines, Pernod Ricard, Garsia, Simple Wine, Ariane Abayan, BNK), ma anche clienti, giornalisti, amici. Chef della serata Enrico Bartolini, ristorante due stelle Michelin al terzo piano del Mudec. Gran protagonista, oltre alla mitica Etichetta Nera, La Scolca d’Antan Metodo classico 2007. Un brut ben commentato da Manlio Giustiniani, Champagne & wine consultant: “Undici anni sui lieviti, una leggera maturità del frutto, albicocca e banana in primis, e poi arriva netta la mineralità, una freschezza e un’acidità pazzesca che lo equilibrano. Un vino giovanissimo, capace di sfidare i trent’anni, al livello di un grande Champagne quanto a potenziale di conservazione e tenuta. Si sente il terreno di Rovereto, ricco di calcare”. Un evento che ha saputo toccare le corde degli affetti familiari con le parole di stima e riconoscenza reciproca tra Giorgio e Chiara Soldati, guardando al futuro con legittime aspettative. “Spero che mio figlio continui il rinnovamento importante già in atto, che studi all’estero e si prepari al meglio delle sue possibilità. Questa è una grande responsabilità, che incrocia i destini di più persone, di un territorio, di un’intera famiglia che ha saputo scommettere su un sogno in anni coraggiosi, e continua a farlo con lo stesso entusiasmo. La mia azienda guarda al futuro con tante aspettative. Col gruppo Inalca di Cremonini rinnoveremo la collaborazione con l’Australia. Esportiamo in Bahrain, Oman, Dubai e in altri 40 paesi. Il 30% della nostra produzione resta in Italia. Stati Uniti e Russia sono i nostri due grandi poli di esportazione. Il Far East si sta aprendo. Bisogna approcciare il mercato con certe attenzioni”, spiega Chiara Soldati. “Non rientriamo nelle commodities. Il vino è un bene voluttuario ed è il primo a risentire della crisi. Fortunatamente finiamo le annate, ma non siamo un’azienda che spinge, ci interessa che il cliente sia soddisfatto, che creda nel prodotto e lo scelga per questo non perché si sgomita. Da questo punto di vista abbiamo un approccio rispettoso”. Il Gavi Etichetta Bianca, da vigne di 20 anni, è il più scolastico, il più classico dei Gavi della Scolca, rappresenta la tradizione.  L’Etichetta Nera, da vigne di 60 anni, è il vino che ha decretato la fortuna di questa azienda nel mondo, il suo vino più prodotto, che la rappresenta nella grande ristorazione, nell’hotellerie di lusso, sulle navi da crociera, sui voli Emitares e quant’altro. Un vino di grande pulizia, purezza e mineralità, ottimo anche con cibi speziati, che in occasione del centenario ha subito un piccolo restyling: etichetta più piccola col bollino dei cento anni più una nuova ed elegante limited edition color oro. “Nello spumante ci crediamo, mio padre per primo, ma all’estero è difficile competere con Champagne, Prosecco, Franciacorta, Trentodoc. Resterà una nostra grande passione. Siamo produttori di vino bianco e quello sarà. Lo spumante è una soddisfazione. Stiamo lavorando su diversi progetti. Per i nostri cento anni abbiamo creato un blanc de blancs che si avvicina al trend dei nuovi consumatori. La cultura dei giovani si sposta verso vini territoriali, vini che trovi solo nei luoghi in cui nascono. Per intenderci, non ci interessa il solito chardonnay barricato. Puntiamo sempre e solo sul territorio, sull’identità. Ci siamo ispirati ai francesi, l’obiettivo negli anni è contenere il grado alcolico”, conclude la Soldati. “Mio padre oggi per la prima volta mi ha detto ‘grazie’ per il lavoro che sto facendo, con parole di stima e di affetto che danno un senso non solo al lavoro svolto in tutti questi anni ma a noi come famiglia, unita più che mai”.

CENTRO PANNUNZIO

Mario Soldati, testimone educato del ventesimo secolo. Giornalista, scrittore e gastronomo. Martedì 7 maggio, nel ventesimo anniversario della scomparsa, alla tenuta La Scolca si apriranno le celebrazioni ufficiali in sua memoria, un evento patrocinato dal Senato della Repubblica. A Soldati sarà dedicato il Centro Pannunzio di Torino, di cui nel 1968 insieme ad Arrigo Olivetti, Pier Franco Quaglieni e altri giovani dell’Università di Torino fu uno dei fondatori. Un centro di cultura indipendente cui Sandro Pertini conferì la medaglia d’oro di Benemerito della Cultura, della Scuola e dell’Arte, oggi retto da un comitato scientifico composto da personalità del mondo culturale italiano. Ne fecero, parte fra gli altri, Norberto Bobbio, Renzo De Felice, Ugo La Malfa, Giuseppe Saragat, Sergio Pininfarina. Mario Soldati ne fu presidente, ruolo oggi ricoperto dal giornalista Alan Friedman. Porteranno un saluto il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Nino Boeti e l’assessore alla cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo. Il professor Quaglieni, direttore del Centro Pannunzio, parlerà di “ Soldati amico e maestro”. Fra gli altri interventi nella lunga giornata commemorativa quello della gastronoma Monica Mercedes Costa, laureatasi con una tesi su Soldati, che parlerà di cibi genuini e vini sinceri. La giornalista Bruna Bertolo illustrerà il volume “Mario Soldati, la gioia di vivere” (Golem), edito per il ventennale. Poste italiane, invece, metterà a disposizione uno speciale annullo filatelico dedicato all’evento su una cartolina realizzata dal Centro Pannunzio.