Alleanza delle Cooperative agroalimentari ha ricevuto all’unanimità il premio internazionale per la valorizzazione del vino sfuso, il “Voice of Wine 2019”, ritirato durante la fiera del vino sfuso, la World Bulk Wine Exhibition, in corso ad Amsterdam da Ruenza Santandrea, che a ottobre ha lasciato il coordinamento delle coop dopo cinque anni (ruolo oggi affidato a Luca Rigotti di Mezzacorona). Si legge nella motivazione “per il lavoro svolto a sostegno del settore vitivinicolo e per gli sforzi messi in campo per migliorare la vita dei produttori di vino”. Ruenza Santandrea ha sottolineato l’importanza della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, la vera grande sfida da cogliere e vincere nei prossimi anni. Alcuni numeri. Più del 75% del vino sfuso globale viene negoziato nella fiera olandese e l’Italia è il secondo esportatore mondiale di vini sfusi dopo la Spagna. L’Alleanza delle Cooperative si compone di 480 coop che producono il 60% del vino italiano per un fatturato di quasi 5,2 miliardi di euro. Nel corso degli anni il premio è stato assegnato, fra gli altri,  all’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) e al Ceev (Comité Européen des Entreprises Vins). 

L’organizzazione del concorso ha reso noto in queste ore un comunicato che riportiamo qui sotto. Siete d’accordo? Per dire la vostra scrivete a redazione@winestopandgo.com

 “Il settore del vino sfuso ha molto da dire sull’impegno ambientale. E questo non è solo dovuto al fatto che il trasporto dello sfuso è molto meno aggressivo sull’impronta carbonica rispetto alle esportazioni di vino in bottiglia, ma anche perché il settore del vino sfuso può fornire soluzioni ai produttori di paesi in cui il clima è diventato più caldo. La possibilità di acquistare vini da zone più fresche al fine di migliorare un prodotto finale grazie a vini che aggiungono naturalmente freschezza e acidità è una tendenza al rialzo per il futuro. La ripercussione dei cambiamenti climatici è stata particolarmente grave; ha completamente modificato l’agricoltura e la viticoltura in numerosi paesi, come California e Australia, a causa della carenza idrica. Anche la Germania e l’Alsazia sono state significativamente colpite: i cambiamenti climatici hanno completamente modificato i periodi di raccolta; alcune varietà sono state influenzate da temperature più calde; in molte di queste aree vinicole le uve hanno subito innalzamenti di pH e di alcol tali da costringere i coltivatori a cambiare varietà. Sin dal suo inizio, la WBWE è impegnata in un’industria vinicola più rispettosa dell’ambiente e sostenibile; un settore in linea con i requisiti attuali e le sfide del futuro”.