A vendemmia in corso i tecnici viticoltori del territorio su cui insiste la Doc delle Venezie raccontano una stagione ricca di aspettative. Come avevamo già scritto, produzione ben equilibrata ma in calo rispetto al 2018 (-25%), dovuto non solo all’andamento climatico ma anche al carattere del Pinot grigio (varietà che va in alternanza produttiva). Una diminuzione che interpretiamo come requisito di futura qualità. In particolare è il dato acidico a mettere in luce un valore d’eccellenza con il malico, in forte crescita, rispetto ai valori medi. Tradotto significa  vini freschi e longevi con struttura potente e una potenziale complessità organolettica. Per quanto riguarda i mercati, si sta notando una forte risalita delle quotazioni a fronte di una crescita degli imbottigliamenti che vedono nei primi 8 mesi del 2019 aumenti superiori al 30% rispetto al 2018. Assistiamo a un incremento consistente della richiesta del prodotto Delle Venezie da parte dei mercati internazionali, che fa ben sperare sull’esaurimento delle giacenze entro fine anno. Un’areale produttivo così vasto che registra andamenti differenziati nelle varie zone del Triveneto.

In Trentino, le uve sono sane e le classiche temperature del mese di settembre, grazie agli sbalzi di temperatura tra giorno e notte, dovrebbero andare a garantire un buon raccolto. Secondo Mauro Varner (Mezzacorona) il rapporto tra zucchero e acidità è ottimo “con maturazione ideale nei prossimi giorni che consentirà di ottenere vini con il giusto equilibrio di acidità e di grado alcolico”. Andrea Faustini (Cavit) spiega che “è importante la vendemmia manuale per un’accurata selezione dei grappoli”. Così la pensa anche Luca Sartori (Cantina di Avio) che sottolinea come in queste annate si valorizzi la tradizione viticola trentina che si traduce, appunto, in un lavoro manuale attento e preciso sul vigneto. In Veneto, l’andamento della raccolta risulta soddisfacente, e, anche qui come in Trentino, l’acidità risulta essere in equilibrio così come lo zucchero. Per Luca Pizzoli (Vitevis) “la vendemmia di quest’anno regalerà prodotti buoni e longevi”. Mirko Trevisi (Collis) parla di “un’uva sana nella media ma con rese molto basse, dove manca circa il 30% del prodotto”. Per Giuseppe Rama (Cantina di Soave) “quest’anno l’obiettivo è di arrivare a 150 quintali per ettaro, ma le possibili piogge della prossima settimana potrebbero far aumentare la raccolta di circa 10/15 quintali”. In Friuli Venezia Giulia la vendemmia è appena iniziata e il livello fitosanitario dei grappoli è ottimo. Marco Masotti (Consorzio DOC Friuli Grave) rileva una qualità molto interessante, con peronospora e oidio ben controllati”. Giovanni Bigot, per le uve Srl e coordinatore tecnici del Friuli per la lotta guidata nel particolare della zona Collio, spiega che “la vendemmia inizia la seconda settimana di settembre con 15 giorni in ritardo sullo scorso anno”.