Il piacere del vino inizia con il bicchiere giusto. È il contenuto che determina la forma. E Georg J Riedel lo sa bene. Tutto iniziò nel 1756, più di due secoli e mezzo fa, quando Johann Leopold Riedel (3a generazione) fondò una fabbrica di bicchieri in Boemia (quella che oggi è la Repubblica Ceca), nel cuore dell’Europa. In seguito, nel 1945,  l’affermato business di famiglia conobbe una fine improvvisa a causa della Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo tutti i possedimenti tedeschi furono nazionalizzati e le persone di lingua tedesca espatriate. Nel 1956, circa duecento anni dopo l’apertura della prima fabbrica, a Walter Riedel (8° generazione) e Claus Riedel (9° generazione) fu offerta la grande opportunità di rilevare la cristalleria Glashütte, a Kufstein, Austria. Fu proprio in questo periodo che Claus Riedel divenne conosciuto come il primo designer di bicchieri a creare oggetti di vetro wine friendly. Lui che fu il primo a capire che il bouquet, il gusto e l’equilibrio di un vino sono influenzati dalla forma del bicchiere, aprendo così la strada a una nuova concezione di calici appositamente studiati per esaltarne le qualità organolettiche. I suoi design rivoluzionari lanciati dagli Anni 50 agli Anni 70 continuano ad avere un impatto rilevante sulle forme di bicchieri universalmente conosciute. Nel 1958 fu creato il superleggero Burgundy Grand Cru Glass, fatto a mano, studiato appositamente per il Pinot Nero e il Nebbiolo.

Georg Riedel (10a generazione, nato nel 1949) entrò nell’azienda di famiglia nel 1973 come contabile. In un primo momento, si appassionò al vino e al fatto che la forma dei bicchieri potesse influenzare profondamente la percezione degli aromi e del gusto. Dotato di buon senno e supportato da una forte predisposizione al commercio in poco tempo prese la direzione dell’azienda, sviluppando articoli in vetro ad hoc per le varie tipologie di vino. Allo stesso tempo, un boom nel settore enoico dal Nuovo Mondo creò una nuova domanda e valorizzò nuovi vini di varietà classiche cresciuti su suoli stranieri. Il lancio della prima collezione Riedel, Vinum, il calice in cristallo piombato a un prezzo accessibile, primo bicchiere della storia soffiato a macchina e ideato per esaltare le specificità del vitigno e il suo carattere, mise le basi per un solido futuro aziendale. George aprì la sua prima filiale (come importatore e distributore) negli Stati Uniti nel 1979 e da allora ne sono state aperte altre otto in vari Paesi nel mondo, tra cui Cina, Giappone e Australia. Fu il primo ad avvicinarsi ai distributori di vino perché rappresentassero il brand Riedel, che si diffuse globalmente in più di 100 nazioni. Essendo un brillante businessman, nel 2004, senza richiedere prestiti alle banche e utilizzando denaro accumulato dall’azienda, Riedel acquistò realtà allora ben più grandi quali Nachtmann e Spiegelau. Con quest’acquisizione Riedel ebbe la possibilità di produrre tutti i bicchieri nelle proprie fabbriche. 

Oggi Riedel è un brand del lusso universalmente riconosciuto, con un fare artigianale alla base, basti pensare che i bicchieri sono realizzati da maestri vetrai austriaci con cristallo soffiato, una tecnica usata dai tempi dei Romani, e i figli di Georg (11a generazione) Laetizia (avvocato) e Maximilian (attuale CEO) sono i membri del team alla direzione del business di famiglia. Maximilian ha sviluppato la linea Riedel O, per un approccio più informale al vino.

(In foto, Maximilian J Riedel, 11a generazione della storica cristalleria austriaca)