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Un itinerario che nella Penisola iberica ci appassiona e tra i meno sfruttati? Quello della DO Rueda. Una denominazione che sta lavorando benissimo, come abbiamo già scritto, grazie a produttori che condividono una visione, un fil rouge che ritroviamo in questi splendidi vini: varietali, freschi, delicati ma persistenti nei loro ampi profumi, eleganti. Sono vini morbidi, senza sovrastrutture, che sanno regalare un’infinita piacevolezza di beva. Altri due nomi? Oggi saliamo un po’ di prezzo rispetto alla media…

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Bodegas Menade, che fa parte della Ruta del vino de Rueda, ha appena lanciato sul mercato Adorado, edizione limitata da verdejo e palomino fino. Un vino di grandissima freschezza e ricco di sfumature che virano dal fruttato alle spezie. Segnaliamo anche il loro Verdejo ecologico. Sono tutti vini biologici certificati, a fermentazione in acciaio e con lieviti naturali. Bodeags Menade appartiene alla famiglia Sanz ed è relativamente giovane (nasce nel 2005). Le vigne sono quasi tutte prefilossera. Altro bel Rueda, purissimo, molto personale, è il Verdejo Ossian, da viti ultracentenarie anche in questo caso prefilossera. Siamo a Segovia, nove gli ettari di terreno sabbioso nel così chiamato El cordel de las merinas, dedicati interamente all’uva verdejo. Un progetto di vigna e di cantina in cui quest’uva raggiunge la sua massima espressione. Nel bicchiere vini complessi , singolari, con un potenziale evolutivo superiore alla media. Sono Verdejo maturati in botte da 228 a 600 litri, ma con un uso discreto del legno. Il progetto nasce nel 2005 con Javier Zaccagnini e Ismael Gonzalo. Tra i primi supervisori Pierre Millman, uno dei punti di riferimento della Borgogna. Dal 2013 proprietaria è la famiglia Ruiz Aragoneses, la stessa del Pago de Carraovejas in Ribera del Duero, dove sono piantate magnifiche vigne di tempranillo, cabernet sauvignon e merlot. I loro vini non sono solo tra i migliori Rueda della denominazione, ma tra i migliori bianchi iberici. Sono il frutto di un’agricoltura “logica”.

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Rueda è una delle ventisette rutas del vino della Spagna, meta di un turismo slow, sostenibile. Ed è il vino bianco più famoso di Spagna. Una denominazione e un territorio che rimandano subito all’uva verdejo, che qui vanta un passato di cinque secoli. Siamo a nord di Madrid, verso il confine con il Portogallo. Il verdejo è un’uva autoctona che quando è vinificata in purezza, talvolta anche in blend con piccole percentuali di viura o sauvignon o palomino principalmente, sa sempre farsi riconoscere e regala vini di qualità. Una piacevolezza che nella maggior parte dei casi va bevuta nell’annata proprio per goderne al massimo e perché è bello talvolta bere “giovane”. In cantina nuove tecnologie in linea con i tempi che cambiano (iper-riduzione e iper-ossidazione). Brezze atlantiche, buona escursione termica, terreni di ottimo drenaggio ricchi di calcio e magnesio e vicinanza del fiume Duero fanno il “grosso” del lavoro. Ne riparleremo presto…