TENUTA COCCI GRIFONI ENTRA NEL GRUPPO THE GRAND WINE TOUR

Appunti di viaggio, la nostra rubrica del sabato dedicata al wine tourism, con idee e suggerimenti per gite o weekend enoturistici, vi consiglia questa settimana le cantine (e i territori) che fanno parte dell’Associazione The Grand Wine tour, un marchio di qualità riservato alle aziende vitivinicole che adottano criteri d’eccellenza nell’accoglienza enoturistica secondo un manifesto e una carta di qualità molto rigidi. Il fil rouge dell’esperienza è il soggiorno in luoghi meravigliosi, dove il viaggio diventa culturale, artistico, formativo. Degustazioni di vini, boutique hotel, ristoranti con stella Michelin e attività mirate progettate per i clienti, come visite private nei vigneti, la caccia al tartufo, lezioni di cucina, gare di guida in Ferrari e quant’altro ci sia di esclusivo: un vero e proprio grand tour di cui fanno parte venti prestigiose cantine di sette regioni d’Italia. Basta scegliere la destinazione e la cantina e poi si costruisce il pacchetto. Ma scopriamole, a partire dall’ultima azienda vitivinicola appena entrata nel gruppo, l’azienda marchigiana Tenuta Cocci Grifoni.

MARCHE.

Tenuta Cocci Grifoni è immersa nel cuore delle Marche, in uno scenario di borghi rinascimentali dove la natura è sovrana. Un weekend di pace assoluta e relax alla scoperta del patrimonio naturale del Piceno e dei suoi vitigni autoctoni preservati e valorizzati dalla famiglia, come il pecorino. Al fine di tutelare la biodiversità l’azienda vitivinicola cura non solo vigneti ma anche oliveti, campi di grano e aree boschive. (Contrada Messieri, 12 San Savino di Ripatransone AP – tel. 0735 90143)

PIEMONTE.

Cascina Chicco produce vini in Roero da tre generazioni, con vigneti che si estendono dal Roero al territorio del Barolo. I vini spaziano dal bianco Roero Arneis e Favorita al rosso Barbera, al Roero DOCG al Nebbiolo e al Barolo. La cantina è stata recentemente rinnovata: sono oltre 5000 mq che scendono fino a 28 metri di profondità, scavati sotto la fattoria e i vigneti originali. Lo spazio è diviso in un labirinto di barili e stanze d’invecchiamento, corridoi e scaffali per il vino, e nicchie scavate nella roccia nuda tra mattoni di cotto e cristalli di gesso estratti dalle vene del sottosuolo per conservare le annate storiche. Al centro si trova la Sala delle Ruote, progettata con una dozzina di archi e sormontata da una cupola per rappresentare la ruota della famiglia Roero, il simbolo dei signori medievali che regnarono su queste terre. Suggestiva. (Via Valentino 14, Canale CN – tel. 0173 979411)

Ceretto è una realtà vocata all’eccellenza con tutte e tre le tenute che compongono lazienda vinicola: Monsordo Bernardina ad Alba, Bricco Rocche a Castiglione Falletto e Bricco Asili a Barbaresco. Fiore all’occhiello della produzione i grandi Barolo e i Barbaresco, insieme ad altre etichette come il bianco Langhe Arneis Blangé. Nel 2000, la cantina Bricco Rocche ha commissionato un’aggiunta di design moderno, il The Cube, un cubo di vetro trasparente e senza cornice che si affaccia sui vigneti. Nel 2009 è stato costruito The Grape nella cantina Monsordo Bernardina, una bolla trasparente che appare sospesa sui vigneti ed è aperta per degustazioni, eventi e conferenze. Spettacolare la Cappella luminosa e multicolore fra le vigne, dipinta dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett. Vigne che si trovano nelle migliori posizioni di Langhe e Roero. (Località San Cassiano, Alba CN – tel. 0173 979411)

Coppo, a Canelli, patria dello spumante italiano, è una delle aziende più rappresentative del Piemonte, a conduzione familiare da 120 anni. Conosciuta per le cantine storiche, le cosiddette “Cattedrali Sotterranee”, è patrimonio mondiale dell’UNESCO con il suo dedalo di cunicoli e gallerie di rara bellezza. Il Barbera rimane la loro specialità, in particolare il Barbera d’Asti DOCG Pomorosso. (Via Alba 68 Canelli At – tel.0141 823146)

Michele Chiarlo, a Calamandrana, nel Monferrato, è una cantina con alle spalle un lavoro importante sui cru e sui vitigni autoctoni piemontesi che esprimono l’essenza del territorio, con terreni a Cerequio e Cannubi a Barolo, a Asili e Faset a Barbaresco e a Rovereto a Gavi. Ambizioso  il progetto di hospitality, inaugurato con il Palais Cerequio, una struttura ricettiva dove il vino, certificato da VIVA Sustainable Wine nel 2011, è protagonista assoluto. La tenuta dell’azienda comprende anche l’Art Park La Court, sorto nel 2004 come il primo museo d’arte all’aperto tra i vigneti, con opere di Emanuele Luzzati, Ugo Nespolo, Giancarlo Ferraris e Chris Bangle; oltre al  Relais Palas Cerequio, la prima enoteca dedicata esclusivamente ai grandi cru del Barolo, dove vengono raccolte mezzo secolo di annate memorabili. Il Relais comprende il ristorante Vertigo e offre opzioni di degustazione uniche tra le oltre 400 etichette dei nove più grandi cru di Barolo tra cui scegliere. Il tutto in un territorio dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2014. (Strada Nizza-Canelli 99, Calamandrana AT – tel. 0141 769030)

Tenuta Carretta  è un luogo incantevole a Piobesi d’Alba, nella zona del Roero DOCG. I vigneti sono parte del distretto viticolo Langhe-Roero e Monferrato. Tra i vitigni coltivati arneis, nebbiolo, barbera e favorita. L’azienda, che vanta una storia dal 1467, possiede anche un cru di poco più di due ettari sulla prestigiosa collina di Cannubi, da cui produce due Barolo pluri premiati. Oltre ai vini l’offerta contempla un boutique hotel esclusivo e il ristorante stellato di Flavio Costa, elegante e riservato, per il tempo libero o incontri di lavoro. (Località Carretta 2, Piobesi d’Alba CN – tel. 0173 619119)

Travaglini è l’azienda leader del Gattinara nel nord del Piemonte, vicino alla catena del Monte Rosa. Il vitigno principale è il nebbiolo, che in questo angolo di terra si esprime con grandi mineralità su colline di graniti, porfidi e ferro (che conferisce il caratteristico colore rossastro). Tappa obbligata per gli amanti del Gattinara. (Strada delle Vigne 3, Gattinara VC – tel. 0163 833588)

Villa Sparina è resort 4 stelle e azienda vinicola immerso nei vigneti di Monterotondo, nel cuore del Gavi. Cru dell’azienda è l’etichetta Monterotondo, da uve cortese 100%, un vino che stacca per freschezza, mineralità, sapidità, acidità, nerbo e longevità. A completare l’offerta eleganti sistemazioni ricavate da una casa colonica del ‘700 e il ristorante la Gallina, da un antico fienile, che equilibra la creatività e la cucina tipica del Sud Piemonte. (Frazione Monterotondo 56, Gavi AL – tel. 0143 607801)

LIGURIA:

Lunae è il sogno di Paolo Bosoni tra la terra e il mare. Siamo sui rocciosi Colli di Luni, in provincia di La Spezia, territorio che aggancia la Liguria alla Toscana. Bosoni è uno dei migliori interpreti del Vermentino ligure, che in questo terroir riesce a tirar fuori più spessore e si tinge di un invitante colore dorato. Un must è il Vermentino Riserva Etichetta Nera, da suolo ricco di scheletro e limo argilloso. Consigliato anche il Niccolò V, assemblaggio di sangiovese, pollera nera e merlot. (Via Palvotrisia 2, Castelnuovo Magra SP – tel. 0187 660187)

Poggio dei Gorleri, in Riviera dei Fiori, con vigneti con vista sul Golfo di Diano Marina, è un’azienda giovane che spinge sul Pigato e sul Vermentino, vini simbolo del territorio, che  questa cantina riesce a tenere sul filo dell’eleganza senza perdere in succosità. Azienda vinicola ma anche enoteca, appartamenti, suite e cottage con vista incantevole sul mare, tra natura e vigna. (Via San Leonardo 1, Diano Marina Im – tel. 0183 495207)

EMILIA ROMAGNA.

Umberto Cesari  è da oltre 50 anni ambasciatore del Sangiovese nel mondo. Tra i primi folli quanto lucidi visionari che hanno saputo credere nel rilancio qualitativo di una regione dove sono sempre state le quantità a dettar legge. Siamo al confine tra Emilia e Romagna. I vigneti sono protetti da una corona di calanchi chiamati Badlands blu per il colore che le loro pendici assumono nei giorni di sole. Tra i vini di punta il Tauleto, da uve sangiovese grosso e bursona longanesi. Curiosità: il Concorso d’Arte Umberto Cesari nasce nel 2011 con l’intento di promuovere artisti emergenti e nuovi talenti offrendo loro l’opportunità di proporre una nuova etichetta per la linea di vini MOMA, originariamente contrassegnata da un’opera di Giorgio Morandi, uno dei i più notevoli pittori italiani del XX secolo. (Via Stanzano 2160, Castel San Pietro Terme BO – tel. 051 6947811)

VENETO.

Bortolomiol  è leader nella denominazione Valdobbiadene DOCG, terra del Prosecco di qualità. Gioiellini frutto di un’agricoltura sostenibile sono il Superiore di Cartizze, la Grand Cuvée del Fondatore e il Brut Millesimato biologico Ius Naturae. Curiosità: un pezzo importante del patrimonio di questa zona era la sericoltura (i bachi da seta) nei primi anni del 1900, motivo per cui l’azienda mantiene viva questa parte della cultura locale con il restauro del Parco della Filandetta, una vecchia fabbrica di bachi da seta nel centro storico di Valdobbiadene. (Via Garibaldi 142, Valdobbiadene TV – tel. 0423 9749)

Col Vetoraz prende il nome dall’omonima collina. Siamo a Conegliano Valdobbiadene, territorio del Prosecco Superiore DOCG, con le Dolomiti a nord e l’Adriatico a est. I vigneti terrazzati su sfondo alpino, frutto di una viticoltura eroica, creano scenari mozzafiato. Tutti e sette i loro vini rientrano nella Valdobbiadene DOCG. Il prodotto di punta è il Cartizze Superiore.  Nel bicchiere tanto territorio. Il Col Vetoraz e il Mont di Cartizze sanno regalare magnifiche venature sapide alla vite glera da cui si ricava il Prosecco. (Strada delle Treziese,1, San Stefano di Valdobbiadene – tel. 0423 975291)

Inama è una realtà d’eccellenza nella zona del Soave classico, con viti sui suoli vulcanici del monte Foscarino, la collina più prestigiosa del territorio. Giuseppe Inama negli anni Cinquanta inizia a investire creando vini di alto profilo. Sua un’interpretazione di grande prestigio, e nuova, del Sauvignon Blanc, il Vulcaia Sauvignon (IGT Veneto), da suoli ricchissimi di tufo e basalto. Grazie a nuove acquisizioni sui Colli Berici, nel Vicentino, dove il magma non è mai esploso ma ha innalzato la crosta terrestre, l’azienda oggi produce rossi che quanto a livello qualitativo non hanno nulla da invidiare ai bianchi. Importante il lavoro svolto sul carmenere. Da provare l’ Oratorio di San Lorenzo Carmenere Riserva. (Località Biacche 50, San Bonifacio VR – tel. 045 6104343)

Zenato, una storia in salita, iniziata nel 1960, fra Lugana, Ripasso e Amarone, grazie all’intuizione pionieristica di Sergio e Carla Zenato volta alla valorizzazione dei vitigni autoctoni. Due i territori d’elezione: la sponda veneta del Lago di Garda con Tenuta Santa Cristina e la Valpolicella con tenuta Costalunga, due luoghi dalla forte attrattiva enoturistica. A Zenato, con il progetto La Sansonina, si deve la scommessa – vinta! – di confrontarsi con vitigni internazionali a bacca rossa in una terra a vocazione bianchista come il Garda. Da provare il Sansonina Vigna del Moraro Verde, che valorizza il Lugana a fermentazione spontanea. (Via San Benedetto 8, Peschiera del Garda VR – tel. 045 7550300)

TOSCANA.

Fattoria le Pupille si trova in Maremma Toscana, nel cuore della produzione del Morellino di Scansano. L’attività vinicola inizia con il prezioso supporto tecnico dell’enologo Giacomo Tachis nel 1978. La prima etichetta ufficiale è il Morellino Riserva 1978. Da allora una costante crescita. In vigna varietà internazionali e autoctone, come cabernet sauvignon e sangiovese, nel bicchiere purezza ed eleganza. Elisabetta Geppetti è la signora del Morellino. Consigliamo il Saffredi, un indovinato assemblaggio di cabernet sauvignon, merlot, petit verdot dalle vigne più vecchie, a 350 metri s.l.m., su suoli rocciosi ricchi di minerali. (Piagge del Maiano 92 A, Grosseto GR – tel. 0564 409517)

Podere Sapaio, al confine tra Castagneto Carducci e Bibbona, nella splendida provincia di Livorno, produce solo due vini: Sapaio, un Bolgheri con cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit verdot; Volpolo, un Bolgheri da Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. Coniugando innovazione e sperimentazione. (Località Lo Scopaio 212, Castagneto Carducci LI – tel. 0565 765187)

 LAZIO.

Casale del Giglio, nell’Agro Pontino, 50 km a sud di Roma, fra il mar Mediterraneo e l’Appennino, nasce in un territorio per lungo tempo vergine e ai margini della viticoltura. In questi ultimi anni si intravede una rinascita grazie ad aziende che lavorano con estrema qualità, esportando il Lazio con uno stile riconoscibile. Una lunga ricerca con oltre 60 diversi tipi di varietà sperimentali ha portato la cantina a focalizzarsi su produzioni di pregio. Da provare il Mater Matuta, da uve Syrah e Petit Verdot, e il Viognier in purezza, buon esempio di come questo vitigno originario della Valle del Rodano si sia ben adattato nel Lazio. (Strada Cisterna, Nettuno, km 13, Le Ferriere LT – tel. 06 92900212)

CAMPANIA.

Marisa Cuomo, azienda simbolo della Campania, in particolare della Costiera Amalfitana, è nota per la sua viticoltura estrema e drammatica, per i pergolati, i terreni terrazzati a strapiombo sullo splendido Golfo di Salerno, da Ravello a Scala, lungo i fiordi che arrivano ad Amalfi. E per i vini di una ricchezza gusto olfattiva impressionante, una vera e propria perla enologica del Sud Italia. Nel bicchiere il sole e la roccia. Da non perdere il bianco Fiorduva, assemblaggio di uve autoctone, fra i vini più premiati in Italia. Senza scordarsi il limoncello per una visita in Costiera che si rispetti. (Via Giambattista Lama, 16/18 Furore SA – tel. 089 830348)

Feudi di San Gregorio è una delle principali aziende vitivinicole del Sud Italia, una delle realtà che come poche altre sa identificarsi con un territorio. Siamo in Irpinia, in provincia di Avellino, un luogo fuori dal tempo dove le vigne si alternano con frutteti, ulivi e boschi. I vigneti particolarmente vocati fra 350 e 700 metri s.l.m., i suoli vulcanici, il grande rispetto degli equilibri ambientali e la valorizzazione dei vitigni autoctoni campani, come greco di tufo, fiano di avellino, falanghina, aglianico rosso, fanno di questa azienda un punto di riferimento imperdibile per gli amanti del turismo slow. Da non perdere l’l’Aglianico Doc Serpico, nel cuore della zona del Taurasi, dalle vigne più vecchie. (Località Cerza Grossa, Sorbo Serpico AV – tel. 0825 986683)