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In vista delle festività proseguiamo con i consigli di Winestopandgo. È la volta dei vini bianchi fermi. Ma prima di lasciarci guidare dal nostro lettore Alessandro Brandi, vi suggeriamo almeno tre aziende “must have” sulle tavole natalizie. Giochiamo con territori completamente differenti. Partiamo dal Piemonte, con il Gavi dei Gavi de La Scolca, la mitica Etichetta Nera (Black Label), un vino dal timbro elegante, di grande longevità, da uve cortese in purezza, che proietta immediatamente nell’Alessandrino. La Scolca è un’azienda storica, perno della denominazione, che si sta apprestando a festeggiare il secolo di storia e a cui rivolgiamo i nostri migliori auguri. L’Etichetta Nera è un vino perfetto sia come aperitivo sia a tutto pasto perché sa accompagnare senza sovrastare i piatti proprio per la sua finezza. Dal Gavi ci spostiamo in Friuli Venezia Giulia con la Marco Felluga, altra azienda storica che sforna bianchi di razza e di un’intensità straordinaria, di struttura e complessità minerali importanti. Insieme a quelli di Russiz Superiore sono i grandi bianchi del Collio goriziano. Per la precisione siamo a Capriva del Friuli. Il Mongris Pinot Grigio Riserva è un must have sulla tavola natalizia vista la sua “ossatura”, che lo rende capace di sopportare primi e secondi piatti importanti così come antipasti di affettati e salumi. Altro territorio da segnalare è la Sicilia se preferiamo puntare su sapori e bouquet tipicamente mediterranei e molto varietali. Consigliamo il Vigna di Gabri di Donnafugata, il cru creato da Gabriella Rallo, blend di ansonica, catarratto (lucido), chardonnay, sauvignon blanc e viognier. Ampio negli aromi che virano dal fruttato bianco al floreale, sapidità al sorso e una piacevolissima quanto nitida vena minerale e salmastra caratterizzano un vino delicato e fresco, giocato sull’eleganza e sull’ottima espressione aromatica, pensato per chi vuole bere al di fuori delle rotte tradizionali. A tutto pasto. Decisamente versatile.

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Ed ora i suggerimenti del nostro lettore Alessandro. Cominciamo con il Pinot Bianco di Franco Toros e ritorniamo in Friuli Venezia Giulia. Siamo a Cormons, undici gli ettari vitati. Escursioni termiche, ventilazione e composizione dei suoli creano vini memorabili. L’annata 2017 è spettacolare. Toros non delude mai. Un Pinot ricco nel bouquet olfattivo, una vera esplosione di aromi e profumi, con inconfondibili nuance di cereali e agrumi, di corpo, sapidità, solida mineralità, freschezza e persistenza. L’apporto del legno è perfettamente integrato. Un vino schietto, varietale, che sa regalare tanta piacevolezza. Sicuramente uno dei produttori più interessanti del Friuli Venezia Giulia. Perfetto a cena con amici, spaziando da primi a secondi di pesce o crostacei.

Di Gini, viticoltori dal 1600, vi consigliamo il Soave Classico La Froscà 2015, che prende il nome dalla collina vulcanica in cui si trovano i vigneti. Le grandi escursioni termiche permettono di estrarre dalla garganega un bouquet ricco e complesso dominato dall’eleganza. Breve il passaggio in legno. Sentori di pietra focaia e terra sassosa per un vino che andando oltre la fase fruttata si accende di note terziarie sapide. Al sorso corpo e persistenza. Leggermente piccante. Lo suggeriamo sia come aperitivo sia con primi di terra e formaggi.

Ed ora un’immersione in Irpinia con il Fiano di Avellino 2015 di Guido Marsella,  antesignano del Fiano moderno, uno dei pionieri della riscoperta di questo vitigno e del territorio di Summonte, considerato come un cru perché riesce a regalare vini di alto profilo e grande carattere. I vigneti sono compresi nel Parco regionale del Partenio, a 600 metri di altitudine. I terreni, ricchi di elementi vulcanici, sono considerati tra i migliori per il Fiano. Marsella riesce a ottenere vini concentrati, floreali, agrumati, con un tono affumicato e decisamente erbaceo. Sono vini di grande freschezza, intensità e lunghezza, capaci di sopportare lunghi invecchiamenti. Anzi, questi vini danno il meglio dopo almeno 5 anni di bottiglia. Ottimo con un antipasto caldo di pesce, con un risotto ai frutti mare, con carni bianche in umido oltre che con il pesce alla griglia. Che Fiano!

Finiamo con la cuveé Amos 2016 della cantina Kurtatsch Kellerei in Alto Adige, ovvero la Cantina di Cortaccia, che dimostra come questa cooperativa non realizzi solo grandi rossi ma anche bianchi di pregio e personalità, dai vigneti più alti di Cortaccia (600-900 m s.l.m.), diversi per struttura e tenore calcareo. Amos è un blend di sei uve bianche raccolte a perfetta maturazione: pinot bianco e grigio, chardonnay, kerner, sauvignon, muller thurgau, che conferiscono aromaticità a un vino complesso, di grande struttura, freschezza e mineralità tipica dei terreni calcarei. Affina 14 mesi sui lieviti in botti grandi di rovere. Ottimo con carni bianche e crostacei.

Nelle festività consigliamo di bere italiano e dare valore alla nostra viticoltura di qualità. Prosit…