AL VIA LA SESTA EDIZIONE DI VINITALY CHINA CHENGDU ALL’INTERNATIONAL WINE AND SPIRIT SHOW (17-20 MARZO)

L’ITALIA È IL QUINTO PAESE FORNITORE DIETRO LA SPAGNA

 

L’Italia del vino fa sempre più sistema all’estero. Lo si è visto oltre che alla Prowein, ancora in corso a Dusseldorf, anche alla sesta edizione di Vinitaly China Chengdu, il fuorisalone organizzato da Veronafiere con il supporto del Consolato italiano di Chongqing  e dell’Agenzia Ice di Pechino, in occasione dell’International Wine and Spirit Show di Chengdu, la storica fiera semestrale del vino giunta alla 100esima edizione (17-23 marzo). I dati sono più che confortanti. Le importazioni complessive di vino in Cina sono cresciute esponenzialmente negli ultimi dieci anni e oggi valgono 2,4 miliardi di euro, in rimonta rispetto a piazze storiche come la Germania (a quota 2,6 miliardi). Cina che è a un passo dalla top 3 dei buyer mondiali (Usa, Regno Unito  e Germania). Il nostro paese è il 5° fornitore nel paese del Dragone, dietro a Francia, Australia, Cile e Spagna, con una crescita del prezzo medio del 3,1%. Francia che si conferma sempre leader del mercato con 903 milioni di euro, anche se in calo (-7,2%). Il vino italiano in Cina vale a fine 2018 circa 142,3 milioni di euro (-0,2% rispetto al 2017) per un numero basso di ettolitri (circa 375mila), che tradotto significa un alto valore medio di prodotto, nonostante la leggera flessione delle vendite. A rilevare il dato è l’Osservatorio Vinitaly Nomisma. L’Italia è al tempo stesso il 1° produttore di vino al mondo. Ma il dato interessante è che le etichette italiane riescono a spuntare un prezzo al litro di circa 4 euro contro gli 1,8 euro ottenuti nell’area tedesca. Ai professionisti della wine industry è ormai chiaro il valore del mercato cinese per il vino mondiale. Il consumo è in costante crescita, nel 2017 erano 18 milioni di ettolitri (+3,5%). Numeri che per l’Italia sono complessivamente positivi se teniamo conto di alcune importanti osservazioni, in primis che il Belpaese non è favorito da accordi bilaterali in tema di accise come accade per il Cile e l’Australia. A Hong Kong Kong chi cerca bottiglie pregiate punta sul Barolo, grazie anche al traino del tartufo. “Vinitaly è presente sul mercato asiatico e in particolare cinese da venti anni e ora stiamo ponendo le basi per costruire una piattaforma stabile di promozione fieristica per il vino italiano, con strutture dedicate ed eventi specializzati”, commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. “Il vino italiano ha bisogno di incrementare la propria posizione in un mercato  della domanda cresciuto del 106% nell’ultimo quinquennio, ossia 89 volte più di quello tedesco”.