Amarone Opera Prima 2026 a Verona ha confermato ancora una volta la Valpolicella come territorio di eccellenza vitivinicola, capace di unire tradizione, innovazione e visione internazionale. La presentazione del millesimo 2021, con la simbolica celebrazione del millesimo numero 1000, ha offerto un’occasione unica per approfondire il futuro della denominazione, tra equilibrio sensoriale, sostenibilità e internazionalizzazione.
L’export rimane un driver centrale per la crescita della Valpolicella, e il recente roadshow in India ha mostrato un interesse crescente verso vini premium come l’Amarone. Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella, osserva: <<Il posizionamento premium dell’Amarone in India è naturale, considerando l’abitudine al consumo di superalcolici. L’Amarone, con i suoi 15-16 gradi, rappresenta un vino perfetto per introdurre un nuovo mercato che sta esplorando prodotti di alta qualità>>. In questa prospettiva, curiosità culturale e reale potenziale di consumo si intrecciano, confermando la capacità della denominazione di parlare a un pubblico internazionale attento e raffinato.
La questione dei mercati internazionali si lega anche alle politiche commerciali e agli accordi come quello con il Mercosur. Marchesini sottolinea sia le opportunità sia i possibili limiti: <<L’opportunità del Mercosur è indubbia: fino agli anni ’70 il Brasile era il secondo mercato di export del Valpolicella. Là non sono mai stati abituati all’Amarone: vedremo cosa accadrà. Il rischio è che, se i produttori non investono in iniziative promozionali mirate, il potenziale di crescita non venga pienamente sfruttato. La promozione resta infatti la leva fondamentale per sostenere le vendite nei mercati lontani>>. In altre parole, il successo commerciale dipende non solo dall’accordo politico, ma dalla capacità di valorizzare il vino attraverso strategie mirate di marketing e comunicazione.
L’identità dell’Amarone si conferma oggi come equilibrio tra tradizione e modernità. Il millesimo 2021, presentato durante la manifestazione, segna un ritorno a vini più freschi e bevibili, simili ai primi Amarone degli anni ’80, allontanandosi dal gusto più “muscoloso” degli anni ’90 e 2000. <<L’Amarone oggi è sempre più contemporaneo e ricorda i primi Amarone degli anni ’80, che erano più freschi: stiamo tornando alle origini. Questo è positivo, perché esprime pienamente la tipicità della denominazione>>, spiega Marchesini. Anche il rapporto con la cucina resta centrale: secondo il presidente, il vino si abbina splendidamente a piatti tipici come il lesso veronese o formaggi stagionati, ma la qualità dell’Amarone permette di gustarlo con qualsiasi pietanza.
Amarone Opera Prima non è solo una vetrina tecnica, ma una piattaforma strategica e culturale per il territorio. <<La kermesse è strategica. Dobbiamo pensare non solo al 2030, ma al 2040>>, afferma Marchesini, sottolineando l’importanza di pianificare la crescita della denominazione nel lungo periodo. La candidatura Unesco per la tecnica di appassimento, che valorizzerebbe ulteriormente il patrimonio culturale della Valpolicella, è ormai in dirittura d’arrivo: <<Abbiamo completato tutte le procedure. Ora il comitato deciderà e dal 20 marzo dovrebbe esserci l’ufficialità>>.

(In foto, Christian Marchesini con la leggenda dello sci Deborah Compagnoni)

A sottolineare il valore culturale ed economico della manifestazione, è arrivato anche un video messaggio del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha ricordato come Amarone Opera Prima rappresenti non solo la qualità di un vino simbolo del Made in Italy, ma anche un’occasione per promuovere il legame tra enogastronomia, tutela del territorio e turismo. <<Con questa 22^ edizione presentate al mondo l’annata di un vino che è un’icona del Made in Italy. Promuovere l’Amarone e la cucina italiana come patrimonio Unesco, in sinergia con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, crea ricchezza e lavoro e valorizza il territorio. Il vino non è solo alcol: è cultura, ambiente e tradizione. Grazie al nuovo regolamento delle Indicazioni Geografiche, i Consorzi hanno oggi un ruolo centrale anche nell’offerta turistica>>, ha detto il Ministro, confermando l’importanza strategica dei consorzi nel raccontare e proteggere le eccellenze vitivinicole italiane.