Il vino italiano continua a guardare lontano. Non solo Europa e Stati Uniti, ma anche Sud America e Asia, dove cresce l’interesse per le etichette del nostro Paese. In questo scenario si inserisce l’attività internazionale di Vinitaly e Veronafiere, che nel 2026 portano il vino italiano in alcuni mercati strategici, tra fiere, roadshow e momenti di formazione per operatori e buyer.
Il tutto in un contesto globale non semplice. Il settore vinicolo internazionale sta attraversando una fase delicata: da un lato le tensioni geopolitiche – come la guerra tra Russia e Ucraina e il conflitto in Medio Oriente – che influenzano logistica, costi energetici e stabilità dei mercati; dall’altro un cambiamento culturale nei consumi, con una parte delle nuove generazioni che beve meno alcol rispetto al passato.
Diversi studi internazionali segnalano infatti un calo del consumo di vino tra i giovani adulti, soprattutto nei mercati occidentali, mentre cresce l’attenzione verso uno stile di vita più salutista. Per questo motivo l’internazionalizzazione diventa sempre più centrale per il settore: trovare nuovi consumatori e rafforzare la presenza in mercati emergenti è ormai una priorità per molte aziende vinicole.
Proprio con questo obiettivo Vinitaly (12-15 aprile, Verona) intensifica il suo calendario internazionale.
Uno dei primi appuntamenti del 2026 si è svolto in Cina, a Chengdu, dove Vinitaly è tornato con il suo format di Fuorisalone del CFDF, la fiera nazionale di riferimento per il settore vino e spirits. A dieci anni dalla prima edizione, l’evento ha riproposto il modello già sperimentato con successo: un padiglione nazionale italiano affiancato da masterclass dedicate, ospitate allo Shangri-La Hotel Chengdu.
Il mercato cinese resta infatti uno dei più osservati dagli operatori internazionali. In questo contesto l’Italia occupa il quarto posto come esportatore di vino fermo e il secondo per gli spumanti, segno di un interesse crescente per le bollicine italiane.

Ma lo sguardo del vino italiano non si ferma all’Asia. A maggio l’attenzione si sposterà anche sul Sud America con Wine South America, manifestazione giunta alla sesta edizione che si svolge nella regione di Serra Gaúcha, il cuore della viticoltura brasiliana.
L’evento ha sede a Bento Gonçalves, nello Stato di Rio Grande do Sul, considerata la capitale brasiliana dell’uva e del vino. Qui si concentra infatti la maggior parte della produzione vinicola del Brasile, con un territorio dove negli ultimi anni sono cresciuti soprattutto gli spumanti metodo Charmat e metodo classico.
Wine South America rappresenta un punto di incontro per tutta la filiera: importatori, distributori, grossisti, retailer e professionisti del settore si incontrano per conoscere nuove etichette e consolidare relazioni commerciali. Non a caso la fiera è diventata negli anni uno degli hub più importanti per il mercato sudamericano.
Il Brasile, del resto, è oggi uno dei mercati più dinamici dell’area. Il consumo di vino è ancora relativamente contenuto rispetto ai Paesi europei, ma cresce con costanza, soprattutto nelle grandi città. A trainare il mercato sono gli spumanti e i vini freschi, mentre aumenta l’interesse per le etichette importate.
Sempre in maggio, lo sguardo tornerà poi verso l’Asia con Wine to Asia, la principale manifestazione di Veronafiere nel continente asiatico. La fiera si svolge a Shenzhen, una delle metropoli più dinamiche della Cina meridionale e centro economico della Greater Bay Area, una delle regioni di sviluppo più importanti del Paese.
L’ultima edizione ha registrato oltre 15.000 operatori professionali, tra buyer, distributori e professionisti del settore provenienti dalle principali province cinesi. In contemporanea si è svolta anche la Greater Bay Wine Week, iniziativa che coinvolge il mondo horeca della regione con degustazioni e incontri dedicati al vino internazionale.
Il calendario internazionale proseguirà poi a giugno con il Vinitaly Kazakhstan Roadshow 2026, in programma il 29 giugno ad Almaty, nella cornice del Rixos Almaty Hotel. L’evento è pensato come piattaforma B2B per mettere in contatto le cantine italiane con importatori e operatori dell’Asia centrale.
Distributori, ristoratori, sommelier, direttori di wine bar ed enoteche, docenti di scuole enologiche, giornalisti e blogger locali parteciperanno a degustazioni e incontri mirati, con l’obiettivo di sviluppare nuove opportunità commerciali per il vino italiano in un’area ancora poco esplorata ma in crescita.
Dopo l’estate il calendario internazionale di Vinitaly continuerà con altri roadshow e iniziative in diversi mercati del mondo. In un periodo segnato da instabilità economica e cambiamenti nei consumi, queste iniziative diventano strumenti fondamentali non solo per vendere vino italiano, ma anche per fare informazione, formazione e cultura del vino.
Perché oggi, più che mai, il vino italiano deve saper parlare a nuovi mercati e a nuove generazioni di consumatori.