In concomitanza con Vinitaly, dal 10 al 12 aprile 2026, a Cerea (Verona) torna ViniVeri, giunto alla XXI edizione: un appuntamento che da oltre vent’anni mette al centro il vino “secondo natura”, quello dei vignaioli artigiani che scelgono di aspettare, rispettare i tempi della vigna e rinunciare alla standardizzazione. Oltre cento produttori italiani ed europei – da Francia, Spagna, Slovenia e Austria – porteranno i loro vini, accomunati non da una certificazione ma da una regola etica e produttiva che punta all’identità del territorio.
Non è solo una fiera, ma un’esperienza immersiva: degustazioni, incontri, dialoghi diretti con chi il vino lo fa davvero. E poi eventi che intrecciano vino, cultura e cucina. Le cene saranno affidate a tre chef che raccontano un’idea precisa di gastronomia: Juri Chiotti, che dalla sua montagna porta ingredienti autoprodotti e una cucina essenziale e radicale; Sara Nicolosi e Cinzia De Lauri, fondatrici di AlTatto a Milano, con una proposta vegetariana e vegana raffinata e contemporanea.
Spazio anche all’arte con la mostra fotografica “Visages des Vignes” di Gianni Pillon, che ritrae i vignaioli come volti e storie prima ancora che produttori, e agli approfondimenti, come la verticale di sei annate di Barolo di Giovanni Canonica e la presentazione del libro di Marzia Pinotti dedicato al Nebbiolo.
Ma oggi, più che mai, la domanda è aperta: cosa sono davvero i “vini veri”? Sono solo vini naturali, o è un’espressione più complessa che riguarda il rapporto tra uomo, territorio e tempo? In un mercato che accelera, che introduce dealcolati, mixology e nuovi linguaggi, il rischio è che “naturale” diventi una parola vuota, o peggio una moda. Eppure, qui si continua a parlare di attesa, di lentezza, di autenticità.
Crediamo davvero nei vini naturali o li usiamo come narrazione? E il consumatore è pronto a riconoscere la differenza tra identità e marketing? ViniVeri non dà risposte semplici, ma rimette al centro una domanda essenziale: quanto siamo disposti, oggi, ad aspettare per bere qualcosa che sia davvero espressione di un luogo, di una stagione, di una scelta?
VINIVERI 2026: IL TEMPO DEL VINO AUTENTICO NELL’ERA DEL CAMBIAMENTO



