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I consigli
del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
Elba Cantina Martino
Dall’Isola più grande d’Italia della settimana scorsa, cambiamo territorio, pur rimanendo fuori dal continente e più precisamente andiamo all’Isola d’Elba. Questo gioiello dell’Arcipelago toscano che si gira bene in giornata, con le sue splendide spiagge disposte su tutto il perimetro dell’isola, suggerisce di cambiare località ogni giorno, in particolare in funzione del vento. Se siete a Nord e tira Maestrale, scendete a sud, ad esempio nel Golfo Stella, al contrario se sono giornate di Scirocco, spostatevi a nord, sul versante della Biodola e altri lidi famosi. Ma l’Elba non è solo mare. Il turismo, tutto sommato è storia recente, mentre qui da sempre si è pensato più a coltivare la terra che a pescare o a vivere con alberghi e campeggi. Infatti, andando a ritroso nelle testimonianze del territorio si scopre che in passato c’era molta più vigna di oggi. Dopo il periodo delle miniere, passati decenni, con il boom degli anni ’90 e la forte richiesta dei ristoranti locali, è tornata a crescere la coltivazione dell’uva. Oltre allo storico Aleatico dell’Elba Passito DOCG, sulle colline ’influenzate del mare si coltiva anche ansonica, procanico, moscato, in parte sangiovese e vermentino.
Cantina Martino Elba Bianco DOC 2023
Fra i giovani produttori alla ribalta di questo comprensorio che esplode in particolare da Pasqua a fine settembre, Massimo Martino si fa notare con la sua cantina omonima; vignaiolo in parte autodidatta, dopo aver vinificato in altre aziende vitivinicole dell’Elba, ha costruito la sua cantina grazie al recupero di una vecchia cisterna circolare, trasformando quindi un dismesso impianto in un edificio a tutto tondo, assai particolare, lungo la strada che nel rettilineo di Mola arriva a Porto Azzurro. Il suo Elba Bianco è una cuvée di procanico rosa e ansonica lasciata in macerazione per attribuire a questo vino un colore giallo paglierino intenso, dai riflessi decisamente dorati. Bevuto giovane e non eccessivamente rinfrescato (la controetichetta suggerisce una temperatura di servizio di 14° C), con l’annata 2023 sprigiona sentori di alloro, di foglie verdi macerate al sole, miele di eucalipto e frutta esotica. Al palato la macerazione esalta frutto sapido e morbido al tempo stesso, con un risultato di buon equilibrio, connotando fino alla fine l’idea di un bianco schietto, mai caldo, senza astringenze e di buona persistenza.
Abbinamento di mare: totano al forno con patate
Abbinamento di terra: frittata di uova bio con erbe aromatiche della macchia mediterranea (nepitella, timo, prezzemolo)




