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I consigli

del nostro doctor sommelier

Thomas Coccolini Haertl

 

Ripa della Volta

Arrivano serate belle fresche, come presagio dell’autunno imminente, allora ci lasciamo invogliare dal primo rosso di stagione, giovane e che possa bersi con apprezzabile semplicità. Saliamo in direzione nord, appena oltre Verona, entrando in Valpantena, ove le vigne si susseguono a perdita d’occhio. In questo territorio che regala al mondo alcuni Amarone davvero di pregio, in particolare si insedia la piccola cantina Ripa della Volta, fra i 350 e i 550 m slm, parte del gruppo veronese Pernigo, una holding famigliare che dai primi anni ’90, oltre il mercato immobiliare ha aggiunto realtà produttive agroalimentari tutte indirizzate a scelte di sostenibilità ambientale. Andrea Pernigo è un grande appassionato di erbe officinali e la sua ricerca su essenze della nostra macchia mediterranea condividono le aree coltivate della tenuta, alternando filari di vite a piante di elicriso, rosmarino e salvia (ma non solo) che entrano nel progetto enologico di Emanuela Flore. Dalla Sardegna, determinata e innovatrice, la Flore ha iniziato un cammino di ringiovanimento dei vini locali, alla ricerca di verticalità, meno concentrazione e più immediata piacevolezza per i rossi del territorio.

Valpolicella Valpantena Superiore DOC 2024

Oltre all’Amarone e al Ripasso, questo territorio restituisce alla tavola il Valpolicella Valpantena DOC, in questo caso Superiore (12% Vol). Ripa della Volta ha anche un’etichetta di Soave, mentre dell’Amarone presenta la 2019, Quattro Viti della Guida Vini AIS 2026, anche in versione Riserva del 2016. Questo Valpolicella 2024 svolge la fermentazione in acciaio a temperatura controllata, una macerazione di circa 10 giorni, poi affinamento di 12 mesi in acciaio e 3 mesi in bottiglia. Di colore rosso porpora e rubino brillante, di grande trasparenza, lascia presagire un olfatto e palato altrettanto limpidi. Da uve 90% Corvina, Rondinella e altre varietà, in pratica la cuvée tipica si questo territorio, all’olfatto è subito delicatamente pungente, lasciando prevalere alcune note di spezie scure, amalgamate con il frutto della ciliegia rossa fresca, dolce, concedendo anche una flavour balsamico fra lavanda e menta. Il palato arriva al dunque nella sua schiettezza vibrante per restituirci un vino verticale, dai tannini fruttati e non oppressivi, solo lievemente astringenti, con un retrolfattivo che nella buona persistenza, sa di macchia mediterranea e una delicata sensazione agrumata di cedro.

 Abbinamento di mare: —

Abbinamento di terra: risotto all’isolana (ricetta veronese)