Nel vino contemporaneo non basta più produrre eccellenza: serve saperla raccontare, tradurre, rendere comprensibile e desiderabile a pubblici sempre più diversi. È in questa direzione che si muove il Consorzio Vini Valpolicella, che anche nel 2026 conferma una strategia chiara e strutturata: investire sulla formazione di figure altamente specializzate per rafforzare l’identità della denominazione sui mercati internazionali e avvicinare nuovi consumatori.
Dal 26 al 28 gennaio, nel cuore della Valpolicella, torna infatti il Valpolicella Education Program, giunto all’ottava edizione. Un appuntamento che non è solo formativo, ma strategico, e che fa da prologo ad Amarone Opera Prima, la grande vetrina internazionale dedicata alla presentazione dell’annata 2021, in programma alle Gallerie Mercatali di Verona dal 30 gennaio al 1° febbraio. Il filo conduttore è chiaro: costruire cultura prima ancora che promozione, formare ambasciatori consapevoli prima di parlare di numeri.
Sono ventidue i candidati selezionati per il VEP 2026, provenienti da dodici Paesi, con Stati Uniti, Brasile e Canada in prima linea. Mercati chiave non solo per il peso commerciale, ma per la loro capacità di orientare linguaggi, tendenze e percezione del vino italiano nel mondo. Il Valpolicella Education Program non è un semplice corso, ma un percorso intensivo e selettivo che alterna lezioni frontali, visite in cantina, studio individuale, masterclass e degustazioni tecniche, fino a un esame finale articolato in una prova scritta e in un tasting alla cieca. Solo chi supera entrambe le prove ottiene la certificazione di Valpolicella Wine Specialist.
Ad oggi sono settantacinque gli specialist certificati in ventisette nazioni, dalla Cina all’Australia, dal Vietnam al Kazakistan, passando per Stati Uniti, Canada, Singapore, Russia e diversi Paesi europei. Attorno a loro ruota una community internazionale più ampia, composta anche da oltre novecento Valpolicella Scholars e duecento Valpolicella Explorers, figure che a diversi livelli contribuiscono alla diffusione dell’identità della denominazione nei rispettivi mercati. Una rete capillare che lavora sulla conoscenza profonda del territorio, dei vini e del loro contesto culturale, andando oltre la semplice narrazione commerciale.
Come sottolinea il presidente del Consorzio Vini Valpolicella, Christian Marchesini, il Valpolicella Education Program è oggi uno degli strumenti strategici più importanti per la crescita internazionale della denominazione, presente in ottantasette Paesi nel mondo, con una quota export che ha raggiunto il sessanta per cento. In questo scenario, la formazione assume un ruolo centrale: investire su profili specializzati e qualificati significa rafforzare l’identità dei vini sui mercati e, soprattutto, avvicinare nuovi consumatori, parlando il loro linguaggio e intercettando le loro aspettative.
Il format del VEP 2026 è pensato come un vero viaggio all’interno della Valpolicella, capace di restituirne la complessità attraverso approcci diversi e complementari. La prima giornata, il 27 gennaio, si svolge alla Cantina Valpolicella Negrar, nella Valpolicella Classica, con lezioni affidate a Maurizio Ugliano, professore di Enologia all’Università di Verona, ad Alberto Brunelli, enologo del Consorzio, e a Paolo Veronesi, avvocato consulente nell’ambito della tutela della denominazione. Un intreccio di competenze che unisce scienza, tecnica produttiva e aspetti normativi, fondamentali per chi è chiamato a raccontare il vino in contesti internazionali sempre più complessi.
La giornata si conclude con la visita alla cantina Albino Armani, mentre il 28 gennaio il focus si sposta in Valpantena, alla Collina dei Ciliegi. Qui il programma entra nel cuore della viticoltura, con gli interventi di Giambattista Tornielli, professore di viticoltura all’Università di Padova, e di Marianna Fasoli, dell’Università di Verona, affiancati dalla degustazione guidata dal wine educator e storyteller Filippo Bartolotta. Un momento chiave per collegare il sapere accademico al racconto contemporaneo del vino.
Gli esami finali si svolgono nella suggestiva cornice della Grotta del Ninfeo, in Valpolicella Doc, prima delle visite alle aziende Massimago e Roccolo Grassi. È qui che i candidati dimostrano di aver assimilato non solo nozioni tecniche, ma una visione complessiva della denominazione, del suo equilibrio produttivo e della sua identità culturale.
Concluso il Valpolicella Education Program, il testimone passa ad Amarone Opera Prima, appuntamento centrale per la presentazione dell’annata 2021 a stampa, operatori e wine lover internazionali. Un passaggio di consegne che rende evidente la strategia del Consorzio: prima costruire conoscenza e competenza, poi presentare il vino al mondo. Perché oggi, più che mai, l’Amarone non si limita a farsi assaggiare: chiede di essere compreso.
AMARONE, E NON SOLO: LA VALPOLICELLA INVESTE SUI WINE SPECIALIST PER PARLARE AL MONDO




