Il vino italiano guarda sempre di più oltre i mercati tradizionali e l’entrata in vigore provvisoria dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur segna un passaggio strategico per l’export, soprattutto in una fase di incertezza globale. A sottolinearne il valore è Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, che ha accolto positivamente il via libera arrivato da Bruxelles dopo la ratifica di Uruguay e Argentina. Secondo Frescobaldi, il cambio di passo della politica commerciale europea dimostra una maggiore coesione dell’Unione e la volontà di sostenere concretamente le imprese attraverso l’apertura di nuovi mercati.
Per il settore vitivinicolo il tema è centrale. Il principale mercato di sbocco vive una fase di tensione e volatilità e diventa quindi necessario intercettare opportunità alternative. In questo scenario l’area del Mercosur, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un territorio ancora marginale ma con forti potenzialità. La strategia indicata da Uiv è quella di lavorare in sinergia con le istituzioni e con gli strumenti di promozione, dal Governo alla Agenzia Ice, per costruire un piano straordinario capace di rafforzare la presenza del vino italiano all’estero.
Uno dei nodi principali riguarda la progressiva riduzione delle barriere tariffarie e non tariffarie. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari significativi, fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti, un fattore che incide direttamente sulla competitività delle aziende. L’eliminazione graduale dei dazi nell’arco di otto anni potrebbe cambiare lo scenario, rendendo più accessibili i vini europei in un mercato che, anche a causa di questi costi, cresce a ritmi contenuti.
I numeri spiegano bene il potenziale: l’import di vino in Brasile sfiora i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma a circa 42,5 milioni, pari a poco più dell’8% del totale. L’accordo assume inoltre un valore più ampio per tutto l’agroalimentare perché rafforza la protezione delle denominazioni italiane, elemento sempre più decisivo nella competizione internazionale.
In prospettiva, l’area sudamericana appare culturalmente ricettiva verso i vini europei e italiani e potrebbe diventare uno dei mercati emergenti più interessanti per il settore. Il via libera europeo non rappresenta quindi un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che dipenderà dalla capacità delle imprese di presidiare questi mercati con strategie mirate, investimenti e comunicazione. Se la riduzione dei dazi sarà accompagnata da promozione e presenza commerciale, il Mercosur potrà trasformarsi da mercato marginale a leva concreta per il futuro del vino italiano.