La Chianti Classico Collection torna alla Stazione Leopolda di Firenze il 16 e 17 febbraio per la sua 33ª edizione. Quest’anno il tema “Wine is Culture” non è un semplice slogan: come avevamo già sottolineato nel nostro editoriale sul blog lo scorso autunno, dopo la degustazione milanese del Gallo Nero, il Chianti Classico è molto più di un vino. È un’idea di cultura, un patrimonio preciso fatto di storia, territorio e identità condivisa. Parteciperemo alla due giorni pronti a raccontarvi non solo le nuove annate e i migliori assaggi, ma anche il cuore culturale di questa denominazione.
In prima fila ci sarà un approfondimento dedicato al Chianti Classico 2000, progetto di ricerca durato 16 anni che ha ridefinito la viticoltura del territorio, preservando ambiente e paesaggio e tracciando un percorso scientifico senza precedenti in Europa. Durante il seminario, che seguiremo attentamente, saranno presentati i risultati di questa esperienza: una lettura critica e consapevole della ricerca che ha portato a cloni capaci di esprimere al massimo la territorialità e di resistere ai cambiamenti climatici.
Saranno 223 le aziende in mostra, con 680 etichette, tra cui 190 Riserva e 185 Gran Selezione. Non mancherà l’oro verde del Chianti Classico: 32 oli DOP pronti per essere assaggiati direttamente al banco dedicato. E mentre esploreremo bottiglie, e i vigneti dietro quelle bottiglie,  racconteremo le dichiarazioni più significative del Consorzio e vi guideremo tra le annate migliori secondo il nostro giudizio, con il piacere di condividere un’esperienza immersiva che va oltre la semplice degustazione.
La Collection non è solo vino: è storia, architettura, paesaggio e identità collettiva. Dal 1716 il Chianti Classico intreccia territori, culture e tradizioni che parlano di appartenenza e tutela. Essere qui significa respirare una terra che racconta sé stessa, in cui viticoltori e custodi del patrimonio lavorano insieme per tramandare un’eredità unica.
Seguiteci qui nel blog: vi racconteremo la conferenza stampa di apertura, il seminario, gli assaggi più sorprendenti e tutto ciò che rende questa denominazione una realtà culturale viva e moderna, capace di unire radici storiche e visione contemporanea.