Si è alzato ufficialmente il sipario sull’Emilia-Romagna al Vinitaly 2026 con l’inaugurazione del padiglione regionale, uno dei più visitati e identitari della manifestazione, che quest’anno si presenta con una presenza rafforzata e una partecipazione in crescita. Sono infatti circa 90 gli espositori emiliano-romagnoli, un dato in aumento rispetto alle edizioni precedenti, segnale di un sistema vitivinicolo che continua a investire in qualità, posizionamento e racconto del territorio.

La cerimonia inaugurale ha visto una forte partecipazione istituzionale e mediatica, con ospiti e protagonisti del mondo del vino e della cucina. Madrina dell’evento Simona Ventura, originaria della provincia di Bologna. Presenti dal presidente della Regione Michele de Pascale all’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, dal presidente di Enoteca Regionale Emilia-Romagna Davide Frascari a Carlo Cracco e a Massimo Bottura, insieme a rappresentanti del mondo produttivo e consortile.
Il taglio del nastro è stato affidato a un gesto simbolico ormai fortemente identitario: l’apertura di una forma serigrafata di Parmigiano Reggiano DOP, accompagnata da un brindisi con la DOC Emilia-Romagna Pignoletto, espressione recente ma già significativa della produzione regionale. Un rito che ha voluto sottolineare la volontà di raccontare, in modo unitario, le diverse anime produttive del territorio: vino, cibo, accoglienza e turismo che si intrecciano in un’unica narrazione di qualità e cultura materiale.
Al centro del padiglione anche il racconto della DOC Pignoletto, che continua a rappresentare uno dei simboli più dinamici del comparto regionale, in un contesto in cui l’Emilia-Romagna rafforza il proprio posizionamento sia sul mercato interno sia su quello internazionale, puntando su identità e riconoscibilità.
Durante la giornata inaugurale si è svolta anche la consegna del premio “Angelo Betti – Benemeriti della vitivinicoltura”, riconoscimento storico, giunto alla 53ª edizione, promosso da Veronafiere/Vinitaly e assegnato ogni anno a figure che hanno contribuito in modo significativo alla crescita qualitativa del vino nelle rispettive regioni. Proclamati ben 21 nuovi Benemeriti della viticoltura, che entrano ufficialmente nell’Albo d’Oro del riconoscimento. Tra loro, per l’Emilia-Romagna, il premio è stato conferito a Pierluigi Zama, enologo e perito agrario originario di Lugo, in provincia di Ravenna.
Figura centrale del panorama vitivinicolo regionale, Zama ha ricoperto negli anni ruoli di grande responsabilità nel settore enologico, contribuendo alla crescita qualitativa di diverse realtà produttive. È stato presidente della sezione Romagna di Assoenologi, vicepresidente nazionale dell’associazione e oggi ne è consigliere, oltre a ricoprire il ruolo di presidente della Commissione di Degustazione DOC e DOCG. Il suo lavoro si è sempre distinto per l’impegno nella diffusione della cultura enologica emiliano-romagnola, sia a livello regionale che nazionale.
Il riconoscimento, consegnato proprio in occasione dell’inaugurazione del padiglione Emilia-Romagna, assume un valore che va oltre il premio individuale, diventando testimonianza di un intero sistema produttivo che negli anni ha saputo crescere in competenza tecnica, qualità e capacità di raccontarsi.
L’apertura del padiglione si è così trasformata in un momento di sintesi tra istituzioni, produzione e cultura gastronomica, confermando il Vinitaly come luogo privilegiato in cui il vino non è solo prodotto, ma anche linguaggio territoriale e chiave di lettura dell’identità italiana contemporanea.