Il Vinitaly India Roadshow che prende il via a New Delhi il 15 gennaio rappresenta, per molte cantine italiane, un tassello strategico in un mercato ancora giovane ma in forte evoluzione. L’iniziativa di Veronafiere in collaborazione con ITA – Italian Trade Agency vede la partecipazione di oltre 30 aziende italiane impegnate a incontrare operatori, importatori e distributori locali, con l’obiettivo di consolidare relazioni e selezionare buyer da invitare al Vinitaly di Verona (12-15 aprile).
L’India, con la sua popolazione di circa 1,4 miliardi di persone, è la quinta economia mondiale e sta mostrando segnali positivi di crescita nel comparto enoico, pur restando un mercato di nicchia rispetto ad altri Paesi consumatori. Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, il vino italiano in India ha un valore al dettaglio di circa 33 milioni di dollari, con una quota di mercato sulle importazioni che sfiora il 17 %: un dato modesto, ma significativo considerando la giovane età del mercato e l’espansione della domanda di prodotti importati. In volume l’Italia è secondo fornitore con circa un milione di litri, dietro Australia e Francia. 

Nonostante il potenziale, il vino rappresenta meno dell’1 % del mercato delle bevande alcoliche indiane e il consumo pro capite di vino è ancora basso (sotto i 50 ml all’anno), ben lontano dalla media globale di 5,5 litri. La penetrazione culturale del vino, infatti, è limitata e legata soprattutto alle grandi città e alle fasce di popolazione a medio-alto reddito.  Le importazioni però stanno crescendo con decisione: nel primo semestre 2025 l’India ha importato oltre 2,58 milioni di litri di vino, per un valore di circa 12,5 milioni di dollari, segnando un +50 % in volume e +21 % in valore anno su anno, con il vino in bottiglia come principale protagonista. 
La domanda è soprattutto giovane e urbana, con i consumatori delle grandi metropoli che guardano con sempre maggior interesse al vino importato, anche in formato accessibile, mentre la fascia premium mostra segnali di interesse crescente. L’espansione della middle class, la rapida urbanizzazione e l’aumento del reddito disponibile stanno creando le condizioni per una cultura del vino più radicata, soprattutto tra i 25-34enni. 
Non va però sottovalutato il quadro fiscale: l’India mantiene dazi sull’importazione di vino molto elevati, che possono arrivare complessivamente a oltre il 100 %, a cui si sommano accise statali e tasse locali, rendendo i vini importati costosi sul mercato interno. Inoltre, norme e regolamenti variano da Stato a Stato, rendendo il quadro commerciale complesso per gli esportatori. 
Il Roadshow di Vinitaly non è dunque solo un evento promozionale: è parte di una strategia di lungo periodo per “educare” il mercato indiano al vino italiano, con masterclass tematiche, incontri con professionisti del settore e attività di formazione. In un Paese dove la cultura enologica è in una fase embrionale, iniziative come questa puntano a creare non solo relazioni commerciali ma anche una base di consumatori più informati e curiosi, capace di apprezzare varietà autoctone e territori.
Guardando al futuro, la crescita del mercato indiano del vino resta una scommessa a medio-lungo termine: qui la diffusione di una cultura del vino più ampia, il potenziamento dei canali di distribuzione e il dialogo con istituzioni e stakeholder locali saranno determinanti. Con una domanda potenziale enorme e una popolazione che continua ad avvicinarsi alle esperienze del vino globale, il roadshow di Vinitaly si propone come ponte verso nuove possibilità di sviluppo per il vino italiano.