Per vent’anni l’agroalimentare italiano ha costruito una delle sue sfide più importanti: portare nel mondo non solo prodotti, ma un’identità. È questa la storia di Italia del Gusto, il consorzio che celebra il suo anniversario in una fase in cui i mercati globali cambiano rapidamente, tra nuove rotte commerciali, tensioni geopolitiche e consumatori sempre più attenti alla qualità.
Il settore continua a rappresentare una delle forze del Made in Italy. Nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto 59,3 miliardi di euro, confermando la sesta posizione mondiale con una quota del 4,6% del commercio globale. La crescita è stata del +5,1%, con l’Europa primo motore (+7,3%), mentre gli Stati Uniti hanno registrato una frenata anche per l’effetto dei dazi (-4,5%).


Il ventesimo anniversario di Italia del Gusto è stato celebrato al Chiostro del Bramante di Roma, riunendo le aziende del consorzio e i rappresentanti delle istituzioni. Durante l’evento è stata consegnata a Giovanni Rana, fondatore e presidente onorario del Consorzio, la Moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio Unesco, un riconoscimento alla capacità di trasformare tradizione, impresa e cultura in un valore riconosciuto nel mondo. Come è stato sottolineato, il Belpaese può contare su un sistema resiliente e capace di affrontare ogni dinamica commerciale e geopolitica in maniera corretta, un’italianità che sa affermarsi nelle condizioni più difficili.
Giovanni Rana ha ricordato il percorso del Consorzio, passato in vent’anni da 5 a 35 miliardi di euro di fatturato aggregato: “Andiamo bene perché esportiamo cibo, e il cibo italiano è adorato in tutto il mondo”.
Per Giacomo Ponti, presidente del Consorzio Italia del Gusto, la parola chiave è collaborazione: “In questi vent’anni, Italia del Gusto ha dimostrato che fare sistema non è soltanto una scelta organizzativa, ma una vera leva strategica per competere e crescere sui mercati internazionali. La capacità di unire esperienze, competenze e visioni diverse ha permesso alle aziende consorziate di aumentare il proprio business all’estero e di consolidare il posizionamento del Made in Italy nel mondo”. E aggiunge: “La forza del Made in Italy oggi sta nella capacità di presentarsi in modo coeso sui mercati esteri, valorizzando identità, qualità e innovazione”.
Secondo l’Osservatorio Nomisma per Italia del Gusto, lo scenario globale mostra una crescita moderata dell’economia mondiale, con dinamiche molto diverse tra aree geografiche. Nei Paesi emergenti, soprattutto India e Cina, i consumi food & beverage pro capite sono cresciuti del 26% tra il 2019 e il 2024, mentre i mercati maturi mostrano una maggiore stabilità.
L’agroalimentare italiano continua a distinguersi nei segmenti di maggiore valore: caffè, prodotti da forno, cioccolata e formaggi restano tra i comparti più competitivi. Tra i mercati più dinamici emergono Polonia (+21,6%) e Spagna (+13%), mentre Francia e Germania restano tra i principali interlocutori dell’offerta italiana.
Il commercio globale rimane concentrato: Stati Uniti, Germania, Cina, Regno Unito e Francia rappresentano circa tre quarti della domanda mondiale. In questo scenario la sfida è continuare a valorizzare il patrimonio italiano attraverso qualità, innovazione e capacità di fare rete.
Nato nel 2006 da un’idea di Giovanni Rana, Italia del Gusto è il primo consorzio privato di imprese italiane del settore alimentare e vinicolo. Oggi riunisce 30 aziende, 38 categorie merceologiche, circa 22 miliardi di euro di fatturato aggregato e oltre 53mila dipendenti. La sua missione è rafforzare la competitività delle imprese sui mercati internazionali attraverso promozione, comunicazione, marketing e partnership strategiche.