Vinitaly 2026 amplia il proprio raggio d’azione e guarda con decisione al mondo degli spirits, dedicando per la prima volta un intero padiglione a un comparto che, a livello globale, continua a registrare una crescita significativa e che oggi rappresenta una leva strategica sempre più importante per il business beverage internazionale. Alla 58ª edizione della manifestazione, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, debutta infatti Xcellent Spirits, il nuovo format B2B con cui Veronafiere sancisce l’ingresso strutturale dei distillati nel sistema Vinitaly, intercettando l’evoluzione dei consumi contemporanei e il crescente peso della mixology nel panorama horeca.
Il nuovo padiglione, allestito in una tensostruttura di oltre mille metri quadrati nell’hall C, nasce come piattaforma specializzata per mettere in connessione produttori, buyer e operatori professionali, offrendo una visione completa della filiera. L’area sarà articolata in due sezioni principali: “Spirits”, dedicata a distillati, liquori, vini aromatizzati e fortificati, e “Drinks & Mix”, spazio riservato a soft drink, hard seltzer e ready to drink, segmenti che raccontano l’evoluzione dei gusti e delle nuove occasioni di consumo, soprattutto nei contesti urbani e internazionali dove la mixology è diventata protagonista.
L’attenzione di Vinitaly verso questo comparto non è casuale. Secondo i dati Nomisma elaborati su base doganale, nel 2024 l’export italiano degli spirits ha raggiunto 1,75 miliardi di euro, collocando l’Italia al quinto posto tra i maggiori esportatori mondiali, dietro a Regno Unito, Francia, Messico e Stati Uniti. Un dato che conferma il dinamismo del settore: tra il 2019 e il 2024 le esportazioni italiane di spirits sono cresciute del 41%, una delle performance migliori tra i top player globali. In particolare, il nostro Paese condivide con la Germania la leadership mondiale nel segmento dei liquori, con un valore export pari a 547 milioni di euro e una crescita del 25% nel quinquennio, superiore persino a quella tedesca (+19%).
Il 2025, tuttavia, mostra segnali di rallentamento: nei primi dieci mesi dell’anno l’export italiano degli spirits registra una flessione del 5% in valore, riflettendo una fase di assestamento internazionale che coinvolge anche altri comparti beverage. La Germania resta il primo mercato di destinazione con il 21% delle esportazioni, seguita dagli Stati Uniti con il 12% e dal Regno Unito con l’8%. Tra i mercati emergenti spicca però la Polonia, che segna una crescita straordinaria del 70%, confermandosi una delle piazze più promettenti per il futuro.
Il nuovo format Xcellent Spirits non sarà soltanto esposizione, ma anche esperienza e networking. Tra gli appuntamenti più attesi spicca “L’Aperitivo all’italiana”, con apertura straordinaria del padiglione fino alle 19.30 nelle giornate del 13 e 14 aprile, pensato per favorire relazioni commerciali in un contesto informale e dinamico. Al centro dell’area sorgerà il Temple Bar, vero cuore pulsante del padiglione, animato a rotazione da alcuni dei principali bartender italiani che realizzeranno cocktail dal vivo utilizzando i prodotti degli espositori. Ogni giornata sarà scandita da un tema specifico che guiderà la drink list, offrendo una lettura contemporanea delle tendenze mixology. Completeranno il programma quattro masterclass internazionali al giorno, con master distiller e ospiti internazionali chiamati a confrontarsi su tecniche, mercati e innovazione.

Tra i debutti più interessanti figura quello di Bottega S.p.A., storica realtà trevigiana che sceglie Vinitaly per svelare il suo ingresso nel segmento whisky con una novità assoluta: il primo whisky italiano firmato dall’azienda. Il progetto, denominato “Whisky Alexander”, rappresenta il risultato di un percorso di ricerca avviato da tempo e sostenuto da un investimento di qualche milione di euro, destinato alla creazione di una nuova distilleria dedicata esclusivamente a questa produzione. Sandro Bottega (in foto, con il suo Prosecco) lo descrive come “un single malt da materie prime italiane arricchito da acqua delle Alpi, che gli conferisce sapidità”, sottolineando come l’identità italiana emerga soprattutto nell’affinamento, realizzato in botti che hanno contenuto Brunello di Montalcino, Amarone e altri grandi rossi. Le prime tre versioni avranno gradazioni comprese tra 40, 43 e 46 gradi alcolici, per una produzione iniziale limitata a 9.000 litri complessivi. La scelta di puntare su questo distillato nasce da una visione precisa: intercettare un mercato globale in forte espansione e reinterpretare il whisky attraverso il carattere e le eccellenze del territorio italiano, distinguendolo dallo Scotch whisky, da quello irlandese, dal made in Japan e dal Bourbon americano.
L’ingresso degli spirits dentro Vinitaly segna così un cambio di paradigma: il salone del vino non è più solo il luogo della vitivinicoltura, ma si configura come hub allargato del beverage premium, capace di intercettare i mutamenti dei consumi globali. In questo scenario, la mixology diventa ponte naturale tra vino, distillati e nuove culture del bere, aprendo spazi inediti di sperimentazione anche per le aziende italiane, sempre più chiamate a diversificare, innovare e dialogare con mercati in trasformazione. Per Verona, e per Vinitaly, è un passo strategico che guarda al futuro con visione internazionale.




