Nella seconda giornata della Vinitaly 2026, a Verona si è registrata una presenza istituzionale di primo piano con la visita del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. Un passaggio significativo per il salone di Veronafiere, che continua a essere non solo vetrina internazionale, ma anche luogo di confronto tra imprese, associazioni e istituzioni.
Hansen ha indicato tempi e direzione delle prossime mosse europee, sottolineando che manca circa un mese all’adozione del nuovo “Pacchetto vino”. «Una proposta che rappresenta un segnale concreto di sollievo per il comparto in un momento complesso. Il settore vitivinicolo si trova infatti ad affrontare sfide rilevanti, legate sia al contesto geopolitico sia agli effetti del cambiamento climatico e il Pacchetto offre strumenti adeguati ad accompagnarne l’adattamento», ha dichiarato.
Accanto al tema della regolazione, il commissario ha richiamato anche il fronte commerciale, spiegando che Bruxelles sta lavorando a un’agenda di accordi per ampliare gli sbocchi internazionali. «L’Unione europea sta portando avanti un’agenda commerciale ambiziosa e aperta, con nuove opportunità di accesso a mercati strategici come quello indiano, che conta oltre 1,4 miliardi di potenziali consumatori». Un passaggio che conferma quanto la partita dell’export resti centrale, soprattutto in una fase segnata da tensioni e dazi.
La giornata ha visto anche la presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, insieme a delegazioni internazionali: il ministro serbo Dragan Glamočić, il ministro georgiano David Songulashvili e il viceministro albanese Arian Jaupllari. Un parterre che restituisce il peso diplomatico assunto negli anni dalla manifestazione veronese.
Ad accogliere le delegazioni il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, che ha ribadito il ruolo della fiera come spazio di dialogo operativo: «La presenza del Commissario Hansen testimonia la volontà di un confronto diretto con tutte le associazioni di categoria del mondo del vino, oggi ampiamente rappresentate, insieme al ministro dell’Agricoltura e ai produttori. Le sfide che il settore deve affrontare richiedono un impegno concreto anche da parte delle istituzioni, chiamate a sostenere il comparto sia attraverso strumenti normativi adeguati sia con incentivi mirati».
In questo contesto, Vinitaly rafforza la propria funzione di piattaforma dove si incrociano interessi economici e scelte politiche, mentre il settore guarda alle prossime decisioni europee per capire con quali strumenti affrontare una fase che resta complessa, tra mercati da consolidare e nuovi equilibri internazionali da costruire.