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del nostro doctor sommelier

di Thomas Coccolini Haertl

 

 Ferretti Vini Nina Metodo Classico Rosato Pas Dosé

Questa settimana torniamo in Emilia. Come spesso accade per le aziende vitivinicole emiliane, la loro storia certifica u n passato territoriale di produttori di bollcine e da Ferretti tutto inizia nel lontano 1928, con il bisnonno Sante, i suoi 3 figli e la prima produzione di vino Lambrusco con uve da propri vigneti, costruendo le cisterne in cemento armato presenti nella vecchia cantina. Nei decenni successivi, con la guerra, il podere viene rivenduto e infine ricomprato negli anni ‘70. Arrivano i vigneti a “Sylvoz” al posto delle piante maritate agli olmi. Tutto ciò che è nelle menti, nelle mani, dei predecessori, si trasmette con l’esperienza di famiglia fino all’attuale conduzione che dal 2013 è delle sorelle Denise ed Elisa Ferretti. Dal progetto originario del bisnonno si arriva al presente e futuro di questa cantina, secondo l’attuale filosofia enologica di Denise. La tenuta è a Case Cocconi, una frazione di Campegine fra Parma e Reggio Emilia, una fascia di pianura significativamente fertile, fin dall’antichità, per la presenza delle risorgive. Attualmente l’azienda copre una superficie di 7 ettari di cui 3 coltivati a vigneto.

 

Ferretti Vini Nina Metodo Classico Rosato Pas Dosé

Un rosé brillante, particolare, fra i pochi che possano vantare uve Fortana in purezza. La bacca rossa autoctona emiliana, tipica dei territori di pianura fra Parmense e Ferrarese, dopo la breve sosta sulle bucce di circa otto ore che restituisce a questo spumante un colore rosato amaranto intenso, va in fermentazione spontanea. Rimane sui lieviti per almeno 6 mesi, il che rende Nina uno spumante particolarmente fresco e giovane, profumato, simile ai cosiddetti Charmat lunghi. Nessuna chiarifica, solo l’aggiunta di basse dosi di solfiti, secondo i dettami delle sorelle Ferretti e la loro conduzione in biologico. Il perlage ascende rapido, cremoso, abbastanza fine e persistente. Al naso dichiara subito la bacca rossa, carnoso con sentori di fogliame autunnale, un fruttato di lampone e fragolina di bosco appena accennata, con riverberi di fiori rossi e una delicata croccantezza dettata dai lieviti. Il palato si allarga subito sapido quanto pasta per un non dosato, con una spalla fruttata e moderata astringenza. Questa varietà era nota come Uva d’Oro, forse perché legata alla sua abbondante produzione che la rendeva preziosa per il sostentamento dei contadini.

 Abbinamenti di mare: salmone in crosta

Abbinamento di terra: antipasto emiliano di cicciolata, strolghino di culatello e torta fritta (o gnocco fritto)