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del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
La Costaiola Pinot Nero IGT Provincia di Pavia 2019
Questa settimana andiamo nell’Oltrepò Pavese, terra di Pinot nero sia per vini rossi fermi che per la spumantizzazione. Ci dedichiamo all’azienda La Costaiola, in passato chiamata Costa d’Altare, risalente al 1938 con Luigi Carbone e, nel Dopoguerra, passata al figlio Carlo che contribuisce alla sua ’affermazione. Con Michele Rossetti, enologo, l’azienda si allarga grazie all’etichetta Rossetti e Scrivani, lavorando in particolare sul Metodo Classico assieme alla cugina Simona Scrivani che oggi, con Letizia e Lucrezia Rossetti Campagnoli, figlie di Michele – sempre nel nostro cuore -, proseguono nella gestione di famiglia della cantina. Siamo tra Casteggio e Montebello della Battaglia, zona vocata alla viticoltura da sempre. Si coltiva principalmente pinot nero, croatina e barbera, in regime biologico. Questo territorio si è creato un nome forse più per la versione spumante del Pinot nero vinificato in bianco, però è sicuramente interessante cercare vini rossi fermi con queste uve, anche dimenticandosi in cantina per qualche anno le bottiglie, come abbiamo fatto in altre occasioni, per assaggiare al meglio le potenziali espressioni di questo vitigno internazionale in Oltrepò.
La Costaiola Pinot nero IGT Provincia di Pavia 2019
Sono tante le cantine di quest’area vitivinicola che ora propongono il Pinot nero fermo, sicché la forbice di prezzo è piuttosto ampia. L’attuale versione di La Costaiola in etichetta ora si chiama Bricca, DOC dell’Oltrepò Pavese, mentre la fotografia che accompagna l’articolo si riferisce al millesimo 2019. Entrano in bottiglia le uve selezionate dei vigneti di Montebello della Battaglia. Il vino si presenta di colore rosso fra il rubino luminoso e il granato, senza evidenti segni di invecchiamento nelle parti più tangenti il calice. Segno della classe di questo vitigno internazionale, in grado di reggere bene il tempo. All’olfatto esprime sentori floreali inserite in più estese note di frutti rossi, con una nuance speziata e un particolare eco di cera lacca. Al palato è decisamente fruttato, piacevolmente astringente, non riscaldante, con tannini proporzionati, morbidi, restituendo un corpo adeguato che riconduce anche alla prugna disidratata, per un vino certamente pronto, in piena maturazione, che concede infine una buona persistenza e note asprigne di ritorno.
Abbinamento di mare: cacciucco livornese
Abbinamento di terra: stufato alla pavese



