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I consigli

del nostro doctor sommelier

Thomas Coccolini Haertl

 

Cantina del Frignano, Sgarbato Rosato dell’Emilia IGP 2023

Rieccoci alle bollicine emiliane. Questa settimana ci inerpichiamo fra le colline, all’interno di un contesto paesaggistico modenese boschivo, particolarmente scosceso. Così si arriva a Pazzano, fra stradine ripide e qualche abitazione, nel Frignano. Eppure, già dal 1993 Cantina del Frignano, in origine Vignaboni, nasce con un primo vigneto sperimentale in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. Nel 2000 e 2001 vengono impiantati altri vigneti, per una estensione attuale di circa 5 ettari coltivati a lambrusco malbo gentile e grasparossa, trebbiano modenese, la recuperata autoctona uva tosca e i vitigni internazionali chardonnay e pinot nero. Siamo fra i 450 e 500 m slm. su terreni limoso-argillosi, molto calcarei, adatti in particolare per vini spumanti Metodo Classico bianchi e rosé con soste sui lieviti da 36 a 70 mesi. Si imbottigliano anche rossi fermi con passaggio in barriques di almeno 12 mesi. Si è accolti da una signora del vino di origini straniere, che si è innamorata di questo territorio, con gli occhi di chi viene da fuori e sa apprezzare queste terre talvolta più dei nostri emiliani.

 

Cantina del Frignano, Sgarbato Rosato dell’Emilia IGP 2023

Piccole quantità, lavorazione artigianale e contatto diretto con il produttore sono la ricetta delle piccole cantine che oggi trovano ottimo riscontro da parte di quel pubblico alla ricerca di realtà non scontate, grazie certamente all’aiuto dei navigatori, che ci consentono di arrivare ovunque, senza perdersi. Lavorare in biologico è poi un obiettivo dei vignaioli indipendenti, non sempre evidenziato in etichetta, ma di fatto è come si lavora in vigna e in vinificazione. Di questa cantina, Sgarbato è un rifermentato in bottiglia dal tipico tappo a corona 100% uva tosca a bacca rossa dell’Emilia-Romagna, conosciuta in passato anche come “uva de monte” perché in grado di adattarsi alle quote alte, fino ai 700-800 m slm, in particolare ancora coltivato fra Modena e Reggio Emilia. Il risultato in bottiglia di questa varietà è un vino di colore rosso scarico, adatto a creare un rosato dal timbro cromatico medio e brillante. Bevuto giovane, come in questo caso, sprigiona freschezza, fra note olfattive di fragolina di bosco, flavour floreali e imprinting lievemente tannico al palato, ove la schiettezza tipica dei vini non dosati restituisce una persistente gradevole acidità.

 

Abbinamento di mare: insalata di tonno cotto a vapore, cipolla di Tropea marinata in aceto balsamico tradizionale, pomodoro pachino e olio evo

Abbinamento di terra: passatelli in brodo di cappone