Il Consorzio Vini Valpolicella riparte da un nuovo Consiglio di amministrazione e da una strategia sempre più internazionale, in un momento delicato per il vino rosso italiano, stretto fra cambiamenti nei consumi globali, tensioni economiche e nuovi mercati da conquistare. L’assemblea dei soci, riunita a Sant’Ambrogio di Valpolicella, ha rinnovato il Cda che resterà in carica fino al 2028 e approvato all’unanimità il bilancio 2025, chiuso con un utile record di quasi 296mila euro.
Un risultato importante che racconta un Consorzio in salute e soprattutto molto attivo sul fronte della promozione internazionale: oltre 3 milioni di euro investiti in eventi e iniziative in Italia e all’estero, con 75 appuntamenti organizzati nel solo 2025 in 17 Paesi. Dall’Australia al Giappone, dalla Corea del Sud a Singapore, dagli Stati Uniti al Regno Unito, passando per mercati emergenti come Kazakistan, Serbia e Messico, la Valpolicella continua a presidiare il mondo puntando sulla forza identitaria dei propri vini.
“Concludiamo questo mandato con la consapevolezza di aver guidato il Consorzio in un periodo complesso, segnato da sfide geoeconomiche e da una profonda evoluzione dei consumi su scala globale, che ha interessato il vino italiano nel suo insieme e, in particolare, i vini rossi – ha dichiarato il presidente uscente Christian Marchesini –. Di fronte a questo scenario, il Consorzio non è rimasto fermo: abbiamo reagito intensificando l’attività di promozione in Italia e all’estero, con l’obiettivo di sostenere concretamente le nostre aziende, soprattutto quelle di dimensioni più piccole, che rappresentano un patrimonio fondamentale del territorio”.
Ed è proprio questo il punto centrale: la Valpolicella oggi non vuole limitarsi a difendere il prestigio dell’Amarone, ma costruire una presenza culturale e commerciale stabile sui mercati internazionali. Anche per questo cresce il Valpolicella Education Program, nato nel 2018, che ha già formato 89 Valpolicella Wine Specialist in 29 Paesi del mondo. Un modo intelligente per creare ambasciatori competenti della denominazione nei mercati strategici.
Fra i risultati più significativi del triennio appena concluso spicca anche la candidatura della tecnica della messa a riposo delle uve della Valpolicella a patrimonio culturale immateriale Unesco, passaggio simbolico ma fondamentale per rafforzare il valore identitario del territorio.
Accanto alla promozione, resta centrale il tema della tutela. Nel 2025 sono state aperte 35 vertenze internazionali contro casi di italian sounding legati soprattutto all’Amarone. Diversi i casi conclusi positivamente, dal falso “Montemarrone” in Svezia fino ad “Avarone” in Svizzera e imitazioni registrate in Cina e nell’Unione Europea.
La sensazione è chiara: in un mercato mondiale sempre più competitivo, il Consorzio Valpolicella sta scegliendo di investire non solo sul vino, ma sulla forza culturale, educativa e identitaria della denominazione.