Con questo articolo apriamo una nuova rubrica che punta a qualificare determinante cantine italiane appartenenti a specifici territori del vino, prendendole a modello per le varietà di uve coltivate e per la storicità del produttore. Andremo per voi in tante regioni per darvi un riferimento da cui iniziare, oppure per confermare le scelte degli appassionati del vino più esperti.

Nel panorama italiano della viticoltura partiamo dal Friuli Venezia Giulia. Reference di questo areale è una cantina di famiglia: Raccaro. La loro Malvasia Istriana e il Friulano Rolat possono essere assaggiati come unità di misura per questi due vini del territorio e le rispettive uve. Dietro Dario Raccaro, i figli Luca e Paolo, c’è la storia di una cantina nata con Giuseppe, prima generazione che su quelle colline ha iniziato la sua produzione di vino dal 1928. Il figlio Mario, attorno alla chiesa medievale di Sant’Apollonia, porta avanti il commercio del vino. Con Dario, ora assieme ai figli, inizia la fase di selezione e l’imbottigliamento sotto l’etichetta della famiglia Raccaro. È una realtà di circa 7,5 ettari per una produzione annua di 35.000 bottiglie. Numeri piccoli, se vogliamo, nel settore vinicolo in cui vi sono nomi e cantine che segnano certi territori sovrastandoli come astronavi calate al suolo. Invece qui, quando si arriva all’azienda si ha la sensazione di entrare a casa di qualcuno. E così si è accolti: fuori, amici che assaggiano e fanno di questo luogo un punto di ritrovo per raccontarsi gli ultimi fatti e assaggiare il vino nuovo. Dentro, una sala che può sembrare il proprio soggiorno di casa, una lunga tavola e Dario Raccaro che intanto, per non sbagliarsi, ti apre ciò che vuoi assaggiare. Qui ognuno fa tutto, sono coinvolte anche le mogli. È quel fai da te con scienza e preparazione che ci piace, che riproduce le aspettative di un Italia laboriosa e artigianale che poi crea eccellenze mondiali. E che in etichetta si riassumere col simbolo FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), come l’aveva concepita nel 2008 Leonildo Pieropan, uno dei fondatori.

Siamo a nord del comune di Cormòns (GO), dove iniziano le colline di marne ed arenarie, qua chiamate ponca, non lontano dalla costa adriatica e località balneari come Grado. Lo testimoniano gli alti pini mediterranei che qui tagliano i venti e profumano l’aria influenzata dal mare. Latenze mediterranee e terreni che conferiscono al vino accenti organolettici vibranti, significativi, talvolta persino unici, dando struttura e spinta alcolica, il tutto marcato da alcune viti di famiglia di oltre 50 anni. Malvasia Istriana e Friulano, entrambi affinati solo in acciaio, da anni sono pluripremiati, per gli appassionati a caccia di giudizi, a significare una costanza della qualità nei millesimi. Oltre queste due etichette, da Raccaro si imbottiglia anche Collio Bianco (Tocai friulano, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Sauvignon) e Collio Merlot. Luca Raccaro, nominato ad aprile Presidente del Consorzio vini Collio, ha dichiarato la necessità di promuovere le varietà autoctone: impronta caratterizzante del luogo. Possiamo affermare, senza sbagliarsi, che nel caso di Raccaro la missione è compiuta.

 

In the Italian viticulture landscape, we begin in Friuli Venezia Giulia. The benchmark for this area is a family winery: Raccaro. Their Malvasia Istriana and Friulano Rolat can be tasted as benchmarks for these two local wines and their respective grapes. Behind Dario Raccaro, his sons Luca and Paolo, lies the history of a winery founded by Giuseppe, the first generation to begin producing wine on those hills in 1928. His son Mario, around the medieval church of Sant’Apollonia, continues the wine business. With Dario, now joined by his sons, the selection process and bottling under the Raccaro family label begin. It’s a business of approximately 7.5 hectares with an annual production of 35,000 bottles. Small numbers, if you like, in a wine industry where there are names and wineries that mark certain territories, towering over them like spaceships. Yet here, when you arrive at the winery, you feel like you’re entering someone’s home. And so you’re welcomed: outside, friends tasting and making this place a meeting place to share the latest news and sample the new wine. Inside, a room that feels like your own living room, a long table, and Dario Raccaro meanwhile, to be sure, opens the bottle for you. Here, everyone does everything, even the wives are involved. It’s that do-it-yourself approach, with science and preparation, that we appreciate, reflecting the expectations of a hard-working, artisanal Italy that then creates world-class excellence. And that is summarized on the label by the FIVI symbol (Italian Federation of Independent Winegrowers), as conceived in 2008 by Leonildo Pieropan, one of the founders.

We are north of the municipality of Cormòns (GO), where the marl and sandstone hills, known locally as “ponca”, begin, not far from the Adriatic coast and seaside resorts like Grado. This is evidenced by the tall Mediterranean pines that cut the winds and perfume the sea-influenced air. Mediterranean latencies and soils lend the wine vibrant, significant, and sometimes even unique organoleptic characteristics, providing structure and alcoholic strength, all enhanced by some family-owned vines over 50 years old. Malvasia Istriana and Friulano, both aged exclusively in stainless steel, have been award-winning for years, a testament to the consistent quality of each vintage for wine lovers seeking reviews. In addition to these two labels, Raccaro also bottles Collio Bianco (Tocai Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Sauvignon Blanc) and Collio Merlot. Luca Raccaro, appointed President of the Collio Wine Consortium in April, has declared the need to promote native varieties: a defining characteristic of the area. We can safely say that in Raccaro’s case, the mission has been accomplished.

 

Collio Malvasia 2024                 92/100

Collio Friulano Rolat 2024         90/100