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I consigli

del nostro doctor sommelier

Thomas Coccolini Haertl

 

Cantina Puianello

Settimana di bollicine, dedicata in questo caso alla Cantina di Puianello, in provincia di Reggio Emilia; nata nel 1938, oggi ha 180 soci conferitori con 200 ettari di vigneti, tutti fra Scandiano e Canossa, e nel panorama delle tante cantine sociali tipiche del contesto emiliano, qui si è dato maggior valore alla fascia vocata collinare, a tutto vantaggio della qualità delle uve. Nella loro Linea Classica le etichette sono davvero tante, fra vini Metodo Martinotti e fermi, vinificando sostanzialmente tutte le uve del territorio, oltre i Lambruschi in cuvée nelle loro tante varietà, la Malvasia di Candia Aromatica, proponendo diversi dosaggi, dai secchi ai più abboccati che strizzano l’occhio al gusto dei nostri nonni. Non manca un passito di Spergola, il vitigno a bacca bianca autoctono dei Colli di Scandiano, riscoperto da tanti viticoltori che lo vinificano anche Metodo Classico e Rifermentato in bottiglia, puntando a vini freschi, subito pronti, caratterizzati dai lieviti in sospensione e che in gran parte hanno il tappo a corona. A Puianello si respira un’aria diversa dalle cantine di pianura, sembra di stare più in Trentino che in Emilia.

Cantina Puianello Metodo Classico Brut 2019

Questo Metodo Classico da uve internazionali chardonnay e pinot nero è servito da apripista per la Cantina di Puianello, che nella Selezione Matildica ha recentemente introdotto tre frizzanti rifermentati in bottiglia: da uve spergola l’Ancestrale Bianco che con la sorella maggiore Montezane mantiene una etichetta in versione spumante sboccato non dosato, poi il Lambrusco Montericco in purezza per l’Ancestrale Rosé e la terna dei Lambruschi Marani, Maestri e Salamino per l’Ancestrale Rosso. Sul sito questa bottiglia non compare più; si presenta di colore giallo paglierino chiaro, sboccato nel 2024, con dosaggio non dichiarato, che però al palato concede maggiore acidità rispetto alle aspettative di un brut. Le bollicine fini veicolano bene lo spettro olfattivo di buona complessità, oltre a concedere un’adeguata persistenza.
In generale, l’idea di avere sempre più Metodo Classico in questa Emilia in fermento, meglio ancora se da uve locali, apre a un mercato di certo più consapevole dell’importanza dei Km zero anche per il vino. In fondo le correnti di pensiero oggi sono prevalentemente due: grandi nomi da bollicine internazionali, oppure un ottimo spumante di casa nostra.

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