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I consigli

del nostro doctor sommelier

Thomas Coccolini Haertl

 

Luca Leggero

Rieccoci ai bianchi fermi, cambiando territorio. Andiamo nel Canavese, il cui nome, Canava, non si deve alla coltivazione della canapa È un’area geografica del Piemonte senza un’unica definizione, nel corso della storia, compresa fra la Serra d’Ivrea e il corso inferiore della Dora Baltea, da Mazzè sino alla confluenza col Po, incluso il suo corso fino alle vicinanze della confluenza della Stura di Lanzo, la sua riva sinistra, escludendo una piccola parte della pianura a nord di Torino, oltre le vette delle Alpi Graie, dalla Levanna al massiccio del Gran Paradiso. Si tratta di terre in larga misura assai fertili, intensamente coltivate a cereali e foraggi. In particolare, Luca Leggero è a Villareggia, comune del Canavese al limite della provincia di Torino, confinante con quella di Vercelli, sulla sponda sinistra del Naviglio di Ivrea. Zona dell’Erbaluce DOCG, una delle denominazioni più antiche d’Italia e culla del Picotendro (o Picotener), dal peduncolo particolarmente tenero, antica biotipologia di nebbiolo. Verso fine ‘800 sul territorio venne introdotto un sistema di pompe per portare le acque del fiume Dora sull’altipiano Villareggese, generando grande sviluppo agricolo.

 

Luca Leggero Turciatura Erbaluce di Caluso DOCG 2024

Qui si coltiva nebbiolo, barbera, neretto ed erbaluce, varietà che trova habitat ideale su questi suoli morenici glaciali con componente sabbiosa e forte presenza di scheletro, terreni a bassa capacità di ritenzione idrica che costringono le radici delle viti a penetrare in profondità alla ricerca di acqua e nutrienti, dando vita a uve più concentrate con estrazione di minerali, per un profilo complesso, fresco e sapido. Luca Leggero, classe 1990, grazie al nonno entra nel mondo del vino fin da piccolo; negli anni costruisce la sua filosofia: non esistono vini minori. Dai quindici anni inizia a occuparsi della vinificazione nella cantina di casa e dal 2015 crea un progetto ambizioso che arriva alla realizzazione nel 2017 della nuova esemplare cantina progettata dall’architetto Domenico Mazza. Questo vino 100% Erbaluce si presenta di colore giallo paglierino delicato e limpido; affina 7 mesi in anfore e tonneaux, infine 3 mesi in bottiglia. All’olfatto ha un profilo aromatico ampio su note erbacee, vibranti e dal sottile tessuto grafitico, con fiori d’acacia e di campo, pera e frutta esotica; al palato restituisce subito freschezza, corretta acidità e la tipica sapidità che ne impreziosisce la persistenza.

 

Abbinamento di mare: verdure dell’orto con bagna cauda

Abbinamento di terra: risotto agli asparagi