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I consigli
del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
Valtidone
Questa settimana ci spostiamo sulle colline piacentine, alla ricerca di un’altra piacevole bollicina. Siamo in Val Tidone, all’omonima grande storica cantina sociale, con oltre duecento soci conferitori e 1.100 ettari di superficie vitata. Questi territori ampliano le varietà di uve offerte dalla nostra regione; a un’altezza media di 250 m slm, si coltiva barbera, bonarda, malvasia aromatica di Candia, ortrugo, chardonnay, pinot nero e pinot grigio, sauvignon blanc, ma anche merlot e cabernet. Com’è ovvio per una grande cantina, le etichette sono tante, sotto la guida enologica di Francesco Fissore, piemontese, la cui prima vendemmia qui è la 2015, che ha introdotto il Metodo Classico Arvange, l’eccellenza di Valtidone, la cui storia sociale inizia nel lontano 1966, affiancando così l’altro spumante Perlage, in produzione già da oltre 25 anni. La forza espressiva di questa cantina si sente nel vino, ma si intuisce fra i filari, incontrando le persone che per loro lavorano la vigna. Un territorio, quello delle colline piacentine che in particolare per il Pinot Nero è qualcosa di non scontato.
Valtidone Arvange Pas Dosé 2020
Questo Metodo Classico nasce proprio con il pinot nero nella sua prima versione che ora è non dosata, ma gli è stato affiancato un brut non millesimato, con una sosta sui lieviti più breve, cuvée di Chardonnay e Pinot nero. Quindi oggi gli Arvange sono due, favorendo anche la fascia dei giovani e gli aperitivi. Il millesimato ha ovviamente un prestigio maggiore, che si relativizza a soste sur lies medio lunghe, tanto da aver meritato molti premi e giudizi elevati, in una zona che già di per sé è una sorpresa, per il vino e per il paesaggio.
Questo spumante si presenta di colore giallo brillante, luminescente, con bollicine molto fini che da subito riempiono il calice allargandosi in una schiuma corposa. Al naso arriva anche il vigore della bacca rossa, però verticalizzata dal dosaggio zero, tanto da portare lo spettro olfattivo a note di mela verde, oltre ai sentori di crosta di pane dei lieviti e frutta secca morbidamente tostata. Al palato si conferma la prima linea vigorosa, con il piacere delle spalle larghe di un vitigno di corpo, dalla persistenza efficace, lasciando un finale sapido, in grado di aprire la bocca verso abbinamenti saporiti.
Abbinamento di mare: carbonara di mare
Abbinamento di terra: crudo di fassona piemontese al coltello, olio evo, capperi e sale




